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  Scadenziario Fiscale  
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  • 02 Marzo 2026: Versamento mensile dell'imposta sulle assicurazioni
    Termine ultimo, per le imprese di assicurazione, per il versamento dell'imposta su premi e accessori incassati nel mese precedente, nonché degli eventuali conguagli dell'imposta dovuta sui premi e accessori incassati nel mese ancora precedente. Il versamento va effettuato utilizzando il modello F24 Accise con modalità telematiche.
  • 02 Marzo 2026: Versamento imposta bollo su fatture elettroniche (quarto trimestre anno precedente)
    Termine ultimo per il versamento dell'imposta bollo sulle fatture elettroniche relative al quarto trimestre dell'anno precedente.
  • 02 Marzo 2026: Soggetti che corrispondono redditi di pensione di importo non superiore a euro 18.000,00 annui: comunicazioni bimestrali
    Termine ultimo per i soggetti che corrispondono redditi di pensione di importo non superiore a 18.000 euro annui, compresi enti ed organismi pubblici e le Amministrazioni centrali dello Stato, per inviare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate, tramite invio telematico, contenente i dati dei pensionati per i quali è cessata la trattenuta rateale del canone di abbonamento alla tv, dell'importo trattenuto, di quello residuo e delle motivazioni della cessazione, oltre ai dati di coloro per i quali sono state effettuare le trattenute per l'intero importo del canone Rai.
  • 02 Marzo 2026: Enti non commerciali: acquisti intracomunitari - Modello INTRA-12
    Enti non commerciali e agricoltori esonerati: dichiarazione mensile dell'ammontare degli acquisti intracomunitari di beni registrati nel mese precedente, dell'ammontare dell'imposta dovuta e degli estremi del relativo versamento (Modello INTRA 12) esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, utilizzando il modello INTRA 12 disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate.
  • 02 Marzo 2026: Enti non commerciali e agricoltori esonerati: liquidazione e versamento dell'Iva relativa agli acquisti intracomunitari
    Gli enti non commerciali e gli agricoltori esonerati devono procedere alla liquidazione e versamento dell'Iva relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese precedente con Modello F24.
  • 02 Marzo 2026: Contratti di affitto fondi rustici: denuncia annuale
    Entro questo termine i titolari di contratti di locazione di fondi rustici devono provvedere alla registrazione della denuncia annuale cumulativa dei contratti di affitto di fondi rustici, non formati per atto pubblico o scrittura privata autenticata, posti in essere nell'anno precedente. Contestualmente alla denuncia deve essere presentata l'attestazione di pagamento dell'imposta di registro.
  • 02 Marzo 2026: Documenti fiscali: comunicazione annuale
    Termine ultimo per le tipografie autorizzate alla stampa di documenti fiscali e soggetti autorizzati ad effettuarne la rivendita, per la comunicazione annuale telematica dei dati relativi alle forniture di documenti fiscali effettuate ai rivenditori e ai soggetti utilizzatori di tali documenti nell'anno precedente.
  • 02 Marzo 2026: Comunicazione dati liquidazioni periodiche IVA quarto trimestre dell'anno precedente
    Termine ultimo, per i soggetti passivi dell'Imposta sul Valore Aggiunto, per la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA effettuate nel quarto trimestre dell'anno precedente, da effettuarsi con modello "Comunicazione liquidazioni periodiche IVA".
  • 02 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: Irpef - conguaglio su redditi lavoro dipendente ed assimilati
    Termine ultimo, per i sostituti d'imposta, per effettuare il conguaglio tra le ritenute operate e l'imposta dovuta ai fini IRPEF sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati e per la determinazione delle addizionali regionale e comunale all'IRPEF.
  • 03 Marzo 2026: Locazioni: imposta di registro
    Versamento, per i titolari di contratti di locazione e affitto che non hanno optato per il regime della cedolare secca, dell'imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/02/2026 o rinnovati tacitamente a decorrere dal 01/02/2026. La scadenza non riguarda i contratti di locazione abitativa per i quali si è scelto il regime della cedolare secca. Il versamento deve essere effettuato tramite modello "F24 versamenti con elementi identificativi" (F24 ELIDE).
  • 16 Marzo 2026: Contribuenti iva mensili: liquidazione e versamento Iva mese precedente
    I contribuenti Iva mensili sono tenuti alla liquidazione e versamento dell'Iva relativa al mese precedente tramite il modello F24 con modalità telematiche.
  • 16 Marzo 2026: Contribuenti Iva mensili che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità: liquidazione e versamento Iva relativa al secondo mese precedente
    Scade il termine per i contribuenti iva mensili che hanno affidato a terzi la contabilità, optando per il regime previsto dall'art. 1, comma 3, del D.P.R. n. 100/1998, per effettuare il versamento relativo alla liquidazione IVA dovuta per il secondo mese precedente tramite F24 telematico.
  • 16 Marzo 2026: Soggetti che facilitano le vendite a distanza con uso di interfacce elettroniche: liquidazione e versamento Iva mese precedente
    Entro questo termine i soggetti passivi che facilitano, tramite l'uso di un'interfaccia elettronica quale un mercato virtuale, una piattaforma, un portale o mezzi analoghi, le vendite a distanza di telefoni cellulari, console da gioco, tablet PC e laptop, devono effettuare la liquidazione ed il versamento dell'Iva relativa al mese precedente.
  • 16 Marzo 2026: Soggetti che corrispondono pensioni non superiori a euro 18.000 annui: versamenti
    I soggetti che corrispondono redditi di pensione di importo non superiore a euro 18.000 euro annui devono versare la rata delle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno, per importi superiori a 100 euro. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24EP con modalità telematiche.
  • 16 Marzo 2026: Enti ed organismi pubblici, amministrazioni centrali dello Stato che corrispondono pensioni non superiori a euro 18.000 annui: versamenti
    Gli Enti ed organismi pubblici, amministrazioni centrali dello Stato che corrispondono redditi di pensione di importo non superiore a euro 18.000 euro annui devono versare la rata delle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno, per importi superiori a 100 euro. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24EP con modalità telematiche.
  • 16 Marzo 2026: Split payment: versamento dell'IVA dovuta dalle pubbliche amministrazioni
    Termine ultimo, per gli Enti ed organismi pubblici, Amministrazioni centrali dello Stato tenute al versamento unitario di imposte e contributi, e le Pubbliche amministrazioni autorizzate a detenere un conto corrente presso una banca convenzionata con l'Agenzia delle entrate o presso Poste italiane, per il versamento dell'Iva dovuta dalle pubbliche amministrazioni a seguito di scissione dei pagamenti (tramite Modello F24 EP con modalità telematiche per i primi e Modello F24 con modalità telematiche per le seconde).
  • 16 Marzo 2026: Contratti di locazione breve: versamento ritenute operate sui canoni o corrispettivi incassati o pagati nel mese precedente
    Termine ultimo per i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e che gestiscono portali telematici mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, per il versamento con modalità telematiche (f24) delle ritenute operate sui canoni o corrispettivi incassati o pagati nel mese precedente.
  • 16 Marzo 2026: Soggetti che svolgono attività d'intrattenimento
    Termine per il versamento dell'imposta sugli intrattenimenti relativi alle attività svolte a carattere continuativo nel mese precedente. Il versamento deve essere effettuato con modalità telematiche (Modello F24) oppure tramite intermediario abilitato.
  • 16 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: trasmissione all'Agenzia Entrate delle Certificazioni Uniche 2026
    Termine ultimo, per i sostituti d'imposta, per la trasmissione all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato, utilizzando i servizi telematici Fisconline o Entratel, delle Certificazioni Uniche (c.d. CU 2026) contenenti i dati fiscali e previdenziali relativi alle certificazioni lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale e alle certificazioni lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi corrisposti nel 2025.
  • 16 Marzo 2026: Vidimazione libri contabili e sociali: tassa annuale
    Termine ultimo, per le Società di capitali, per il versamento della tassa annuale di Concessione Governativa per la bollatura e numerazione dei registri tenuti da esercenti impresa soggetti ad IVA. La tassa è dovuta in misura forfetaria.
  • 16 Marzo 2026: Iva: versamento imposta risultante dalla dichiarazione annuale
    Pagamento in unica soluzione o come prima rata, da parte dei contribuenti Iva, dell'Iva relativa all'anno precedente risultante dalla dichiarazione annuale, senza maggiorazione, mediante versamento con modello F24 (modalità telematiche).
  • 16 Marzo 2026: Enti ed organismi pubblici e Amministrazioni centrali dello Stato: versamenti
    Termine ultimo, per gli Enti ed organismi pubblici e per le Amministrazioni centrali dello Stato, per effettuare: - le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e sui redditi di lavoro autonomo, nonché sui pignoramenti presso terzi, l'acconto mensile Irap corrisposti nel mese precedente - le addizionali regionale e comunale trattenute ai lavoratori dipendenti e pensionati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro - le ritenute sul conguaglio effettuato nei primi due mesi dell'anno successivo - l'Iva mensile I versamenti devono essere effettuati tramite modello F24 EP con modalità telematiche.
  • 16 Marzo 2026: Soggetti incaricati al pagamento dei proventi o alla negoziazione di quote relative agli O.I.C.R.
    Versamento, da parte dei soggetti incaricati al pagamento dei proventi o alla negoziazione di quote relative agli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, delle ritenute sui proventi derivanti da O.I.C.R. effettuate nel mese precedente. I versamenti delle ritenute devono essere effettuati esclusivamente tramite Modello F24 con modalità telematiche.
  • 16 Marzo 2026: Versamento imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax)
    Termine ultimo per effettuare (con modello F24 telematico) il versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie effettuate nel mese precedente per Banche, società fiduciarie, imprese di investimento abilitate all'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi e delle attività di investimento di cui all'art. 18 del D.Lgs. n. 58 del 1998, e gli altri soggetti comunque denominati che intervengono nell'esecuzione di transazioni finanziarie, compresi gli intermediari non residenti nel territorio dello Stato, nonché i notai che intervengono nella formazione o nell'autentica di atti relativi alle medesime operazioni. N.B. I contribuenti che effettuano transazioni finanziarie senza l'intervento di intermediari né di notai devono provvedere, entro questa data, ai versamenti derivanti dalla "Tobin Tax" utilizzando il modello F24 con modalità telematiche.
  • 16 Marzo 2026: Banche e Poste: versamento delle ritenute sui bonifici effettuati nel mese precedente
    Le banche o le Poste italiane, nel momento dell'accreditamento dei pagamenti, devono effettuare il versamento delle ritenute sui bonifici effettuati nel mese precedente dai contribuenti che intendono beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche, indicando il codice tributo "1039".
  • 16 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: conguaglio assistenza fiscale
    Termine ultimo, per i sostituti d'imposta che effettuano le operazioni di conguaglio relative all'assistenza fiscale, per effettuare il versamento delle somme a saldo e in acconto trattenute sugli emolumenti o sulle rate di pensione corrisposte nel mese di precedente. Il versamento deve essere fatto telematicamente con il modello F24.
  • 16 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: versamento dell'addizionale comunale dell'Irpef
    Pagamento, da parte dei sostituti d'imposta: - in unica soluzione, a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro, dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sulle competenze inerenti al mese precedente. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche per i titolari di partita Iva, ovvero, modello F24 presso Banche, Agenzie Postali, Agenti della riscossione o con modalità telematiche, per i non titolari di partita Iva.
  • 16 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: versamento imposta sostitutiva Irpef e addizionali regionali e comunali (produttività)
    Entro questa data i sostituti d'imposta devono versare (con modello F24 con modalità telematiche) l'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali, nella misura del 10%, sulle somme erogate, nel mese precedente, ai dipendenti del settore privato in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.
  • 16 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: versamento ritenute mese precedente
    I sostituti d'imposta, devono effettuare il versamento delle ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente ed assimilati, redditi di lavoro autonomo, provvigioni, redditi di capitale, redditi diversi corrisposti nel mese precedente esclusivamente mediante modalità telematiche (modello F24 telematico). I soggetti non titolari di partita Iva possono anche presentare l'F24 cartaceo presso banche, agenzie postali e agenti della riscossione.
  • 16 Marzo 2026: Sostituti d'imposta: versamento dell'addizionale regionale dell'Irpef
    I sostituti d'imposta devono procedere al pagamento: - in unica soluzione dell'addizionale regionale dell'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro. Il versamento deve essere effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche per i titolari di partita Iva, ovvero, modello F24 presso Banche, Agenzie Postali, Agenti della riscossione o con modalità telematiche, per i non titolari di partita Iva.
  • 20 Marzo 2026: Imprese elettriche: comunicazioni all'Agenzia delle Entrate
    Entro questa data le imprese elettriche devono provvedere ad effettuare la comunicazione all'Agenzia delle Entrate dei dati di dettaglio relativi al canone TV addebitato, accreditato, riscosso e riversato nel mese precedente. Le comunicazione deve avvenire esclusivamente in via telematica mediante il servizio telematico Entratel o Fisconline.
  • 20 Marzo 2026: Precompilata: opposizione utilizzo dati erogazioni liberali
    Termine ultimo, per coloro che intendano opporsi all'utilizzo dei dati riguardanti le erogazioni liberali effettuate nell'anno precedente ai fini dell'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, per esercitare l'opposizione utilizzando il modello messo a disposizione dall'Agenzia Entrate.
  • 25 Marzo 2026: Presentazione telematica degli elenchi riepilogativi mensili relativi alle operazioni intracomunitarie del mese precedente (elenchi Intrastat)
    Gli operatori intracomunitari con obbligo mensile devono provvedere alla presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni nonché delle prestazioni di servizio in ambito comunitario, effettuati nel mese precedente. La presentazione deve avvenire per via telematica, all'Agenzia delle Dogane tramite il sistema E.D.I. o all'Agenzia delle Entrate, sempre con invio telematico.
  • 31 Marzo 2026: Enti non commerciali: acquisti intracomunitari - Modello INTRA-12
    Enti non commerciali e agricoltori esonerati: dichiarazione mensile dell'ammontare degli acquisti intracomunitari di beni registrati nel mese precedente, dell'ammontare dell'imposta dovuta e degli estremi del relativo versamento (Modello INTRA 12) esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediari abilitati, utilizzando il modello INTRA 12 disponibile sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate.
  • 31 Marzo 2026: Operatori finanziari: comunicazioni
    Gli operatori finanziari devono procedere ad eseguire la comunicazione all'Anagrafe tributaria, esclusivamente in via telematica, dei dati inerenti ai soggetti con i quali sono stati intrattenuti rapporti di natura finanziaria nel mese precedente.
  • 31 Marzo 2026: Esterometro: invio comunicazioni mese precedente
    Entro questo termine i soggetti passivi dell'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), che facilitano tramite l'uso di un'interfaccia elettronica le vendite a distanza di telefoni cellulari, consolle da gioco, tablet Pc e laptop, residenti o stabiliti in Italia devono effettuare la comunicazione delle cessioni di beni e prestazione di servizi effettuate nel mese precedente. N.B.: La comunicazione è facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le regole stabilite nel provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate prot. 89757/2018.
  • 31 Marzo 2026: Enti non commerciali e agricoltori esonerati: liquidazione e versamento dell'Iva relativa agli acquisti intracomunitari
    Gli enti non commerciali e gli agricoltori esonerati devono procedere alla liquidazione e versamento dell'Iva relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese precedente con Modello F24
  • 31 Marzo 2026: Versamento mensile dell'imposta sulle assicurazioni
    Termine ultimo, per le imprese di assicurazione, per il versamento dell'imposta su premi e accessori incassati nel mese precedente, nonché degli eventuali conguagli dell'imposta dovuta sui premi e accessori incassati nel mese ancora precedente. Il versamento va effettuato utilizzando il modello F24 Accise con modalità telematiche.
  • 31 Marzo 2026: Locazioni: imposta di registro
    Versamento, per i titolari di contratti di locazione e affitto che non hanno optato per il regime della cedolare secca, dell'imposta di registro sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/03/2026 o rinnovati tacitamente a decorrere dal 01/03/2026. La scadenza non riguarda i contratti di locazione abitativa per i quali si è scelto il regime della cedolare secca. Il versamento deve essere effettuato tramite modello "F24 versamenti con elementi identificativi" (F24 ELIDE).
  • 31 Marzo 2026: Operatori finanziari: rilascio attestazione versamenti relativi alle operazioni effettuate nell'anno precedente
    Entro questa data Banche, SIM, Società di gestione del risparmio, Società fiduciarie ed altri intermediari autorizzati che hanno effettuato il versamento dell'imposta sostitutiva secondo il regime del "risparmio amministrato", devono provvedere a rilasciare ai contribuenti l'attestazione dei versamenti relativi alle operazioni effettuate nell'anno precedente.
  • 31 Marzo 2026: Enti associativi: comunicazione variazione dati (modello EAS)
    Termine ultimo, per gli enti associativi, per l'invio telematico all'Agenzia delle Entrate del "Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi", modello EAS, nel caso in cui, nel corso dell'anno precedente, si siano verificate variazioni di alcuni dei dati dell'ente precedentemente comunicati.
  • 31 Marzo 2026: Erogazioni liberali alla cultura
    Termine per la comunicazione in via telematica all'Agenzia delle Entrate, da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali, dell'elenco dei soggetti che hanno effettuato erogazioni liberali per progetti culturali nell'anno d'imposta precedente e del relativo ammontare.





  • APS Pro Loco nel 2026: il nuovo test di commercialità
    Nel primo articolo abbiamo visto come le singole attività della Pro Loco possano essere classificate come commerciali o non commerciali. Ora affrontiamo il passaggio successivo, quello più delicato: come si determina la natura fiscale dellchr("\1")intera associazione?
    La risposta è nel cosiddetto "Test di Commercialità" (Art. 79, comma 5 del CTS), una vera e propria bilancia virtuale che ogni Pro Loco dovrà monitorare attentamente dal 2026. La bilancia virtuale: “commerciale” vs “non commerciale”
    Il principio è semplice ma spietato: una Pro Loco APS si qualifica come "Ente NON Commerciale" solo se le entrate derivanti da attività non commerciali sono prevalenti (cioè superiori) rispetto a quelle delle attività commerciali nello stesso periodo d'imposta. Se il piatto della bilancia pende verso il commerciale, l'ente diventa fiscalmente commerciale, con l'obbligo di aprire la Partita IVA (se non già presente), iscriversi al Registro Imprese e tenere la contabilità ordinaria.
    Cosa mettere sui piatti della bilancia?
    Per capire se rischia di "diventare un'impresa", la Pro Loco dovrà sommare le sue entrate in due colonne distinte:
    1. Il piatto "commerciale" (le entrate che pesano negativamente): qui si dovrà inserire:

    Le entrate delle Attività di Interesse Generale se superano i costi oltre il margine del 6% (es. biglietteria di un evento con forte utile). L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che nel computo dei "costi effettivi" (diretti, indiretti, generali, finanziari e tributari) a questo fine rilevanti, non rientrano gli eventuali costi figurativi, come quelli connessi... [continua sul sito]
  • Holding familiare: conferimento e donazione quote - Risposta 42/2026
    Quando conferimento a realizzo controllato e donazione di quote in holding generano un vantaggio fiscale indebito, ma lchr("\1")operazione resta con sostanza economica secondo lchr("\1")art. 10-bis (analisi antiabuso e passaggio generazionale). Holding familiare e passaggio generazionale: introduzione alla Risposta 42/2026
    La Risposta n. 42/2026 dell'Agenzia delle Entrate interessa soprattutto le holding familiari perché affronta una riorganizzazione societaria in due tempi (conferimento + successiva donazione) tipica dei percorsi di passaggio generazionale e di governo unitario di più società operative.
    Il punto chiave, in ottica antiabuso art. 10-bis legge 212/2000, è che l'Agenzia individua un risparmio d'imposta sulla donazione definito "vantaggio fiscale indebito", ma conclude comunque per la non abusività perché l'insieme degli atti produce effetti organizzativi e gestionali apprezzabili (sostanza economica).
    Il caso concreto della Risposta 42/2026: fattispecie e soggetti coinvolti
    I soggetti coinvolti sono un padre e due figli, titolari di partecipazioni in due società operative: una è partecipata dai due fratelli, l'altra è partecipata congiuntamente da padre e figli.
    L'operazione proposta è articolata in due fasi distinte:

    Prima fase - conferimento a realizzo controllato: si costituisce una holding "newco" in forma di S.r.l. e si conferiscono in essa (con un unico... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Oltre il primo ordine: scopri quanto vale un cliente nel tempo con il CLV
    Perché alcune aziende prosperano spendendo cifre folli in marketing mentre altre faticano a pagare le bollette? La risposta è nel CLV (customer lifetime value).
    In Italia molte PMI sono focalizzate sulla "transazione": vendere una volta e passare al prossimo contatto. Tuttavia, la vera ricchezza di unchr("\1")impresa non sta nel singolo scontrino, ma nella durata e nella profondità della relazione con il cliente. Il CLV misura quanto profitto un cliente genererà per la tua azienda durante tutto il tempo in cui resterà con te. Capire questo valore trasforma il modo in cui guardi ai tuoi clienti: non più numeri anonimi, ma asset patrimoniali da coltivare.
    Cos'è e come si calcola
    Il customer lifetime value è il valore attuale netto dei profitti futuri attribuiti alla relazione con un cliente. una formula semplificata ma efficace per una PMI è:
    CLV = valore medio dell'ordine x frequenza d'acquisto annuale x durata media della relazione (in anni)
    Per estrarre questi dati, devi analizzare il valore della produzione (voce A.1 del conto economico) e incrociarlo con i dati del tuo database vendite o fatturazione. Identifica quanto spende mediamente un cliente in un anno e per quanti anni, statisticamente, continua a servirsi da te. Per essere ancora più precisi, dovresti moltiplicare il risultato per la percentuale di margine di contribuzione, in modo da ottenere il valore in termini di profitto reale e non solo di fatturato lordo. Lo stato patrimoniale non ti dà il CLV direttamente, ma la solidità dei tuoi crediti verso clienti (voce C.II) può indicare la qualità dei... [continua sul sito]
  • 25 anni di evoluzione tecnologica per i Commercialisti: in che misura l’automazione sta cambiando la professione
    Se si potesse teletrasportare un Commercialista del 2001 direttamente in uno studio moderno del 2026, il suo shock non riguarderebbe solo l’aspetto visivo, la mancanza di faldoni e gli schermi piatti, ma la natura stessa del silenzio in ufficio.
    Venticinque anni fa, il rumore di fondo era quello delle tastiere che battevano dati e delle stampanti ad aghi che lottavano con i moduli continui. Oggi, il "rumore" è invisibile: è il ronzio dei server che elaborano flussi massivi di dati in tempo reale attraverso l’Intelligenza Artificiale. In questo quarto di secolo, la professione ha compiuto un balzo evolutivo senza precedenti, passando dalla faticosa conquista del bit alla gestione predittiva della strategia aziendale.
    2001: l'era dei pionieri digitali
    Nel 2001, la sfida era quasi eroica nella sua semplicità: dematerializzare. 
    Nel corso degli anni, l'introduzione della firma digitale, degli invii telematici e della fattura elettronica, sono sempre stati accolti con un misto di scetticismo e timore.L'obiettivo primario era l'efficienza operativa: sostituire la carta con i file, ridurre i tempi di archiviazione, sopravvivere al passaggio dalle contabilità manuali ai primi software gestionali (ERP) capaci di parlare tra loro. 
    Il commercialista era, essenzialmente, un “custode dei dati”, il garante della corretta trascrizione della realtà aziendale nei registri fiscali.
    2026: l'AI e il tramonto dell'elaboratore di dati
    Oggi, il paradigma è ribaltato. L'automazione non si limita più a "spostare" dati, ma li interpreta. Grazie all'integrazione di algoritmi di Machine Learning, la registrazione delle fatture (diventata un automatismo quasi istantaneo con l'evoluzione della... [continua sul sito]
  • APS Pro Loco nel 2026: le novità fiscali tra attività commerciali e non commerciali
    Il 1° gennaio 2026 ha segnato uno spartiacque fondamentale per tutte le associazioni iscritte al RUNTS: in quella data è infatti entrato pienamente in vigore il Titolo X del Codice del Terzo Settore (CTS), portando con sé una rivoluzione fiscale attesa da anni.
    Per le Pro Loco, che nella maggior parte dei casi hanno assunto la qualifica di Associazioni di Promozione Sociale (APS), questo significa abbandonare vecchie certezze per abbracciare un sistema più equo ma indubbiamente più complesso. In questo primo articolo del nostro speciale in tre puntate, analizzeremo il cuore della riforma: la nuova distinzione tra attività commerciali e non commerciali. 
     
    Il cambio di paradigma: da "chi siamo" a "cosa facciamo"
    Fino ad oggi, molte associazioni hanno vissuto nella convinzione che la qualifica statutaria fosse sufficiente a garantire la non commercialità delle entrate. 
    Dal 2026, l'approccio cambia radicalmente. 
    La natura fiscale (commerciale o non commerciale) non sarà più un "abito" che l'ente indossa a priori, ma il risultato di un'analisi puntuale delle singole attività svolte.
    Il Codice distingue tre grandi categorie di attività:

    Attività di interesse generale (AIG): sono il cuore della nostra missione (cultura, turismo sociale, tutela del patrimonio). L’art. 79 del CTS stabilisce che queste attività si considerano non commerciali solo se svolte a titolo gratuito o dietro versamento di corrispettivi che non superano i costi effettivi
    Attività diverse: sono attività secondarie e strumentali (es. vendita di gadget non istituzionali) che hanno natura intrinsecamente commerciale
    Raccolta fondi:... [continua sul sito]
  • E-bike in azienda: come innovare il welfare e azzerare il cuneo fiscale
    In un mercato del lavoro sempre più competitivo, attrarre e trattenere i talenti richiede soluzioni che vadano oltre il semplice aumento in busta paga. La recente Risposta a interpello n. 41/2026 dellchr("\1")Agenzia delle Entrate ha aperto una possibilità per le imprese italiane: lchr("\1")assegnazione di e-bike aziendali (biciclette a pedalata assistita) ai dipendenti come strumento di welfare aziendale totalmente esentasse. Perché l'e-bike non è un'auto (e perché è un vantaggio fiscale)
    Dal punto di vista normativo, le e-bike con potenza fino a 0,25 kW sono classificate come velocipedi e non come "veicoli a motore". Questa distinzione, apparentemente tecnica, genera vantaggi fiscali per l'impresa:

    deducibilità integrale: a differenza delle auto aziendali, i costi di leasing delle e-bike sono integralmente deducibili per l'impresa, senza i limiti previsti dall'art. 164 del TUIR. Questa deducibilità piena è garantita solo se il piano è fondato su un obbligo negoziale (contratto collettivo, accordo aziendale o regolamento). In assenza di tale base, il welfare è considerato volontario e la deduzione è limitata al 5‰ delle spese per lavoro dipendente ex art. 100, comma 1, TUIR;
    zero fringe benefit: se inserite in un piano di welfare standardizzato, le e-bike non concorrono alla formazione del reddito del dipendente.

    Il segreto dell'esenzione: il "piano standardizzato"
    Perché il beneficio sia totalmente escluso sia dall'IRPEF che dai contributi INPS, l'Agenzia delle Entrate pone una condizione rigida: il piano deve essere standardizzato.
    Requisiti... [continua sul sito]
  • Tre motivi per evitare il conto corrente cointestato
    La gestione delle finanze personali è uno degli aspetti più delicati della vita quotidiana, sia che si tratti di un nucleo familiare, di una coppia convivente o di soci in affari. Spesso, per semplificare il pagamento delle bollette, dellchr("\1")affitto o delle rate del mutuo, si ricorre allchr("\1")apertura di un conto corrente cointestato. Sebbene a prima vista questa soluzione possa apparire come la più pratica e trasparente, nasconde in realtà una serie di insidie legali, fiscali e relazionali che possono trasformarsi in veri e propri incubi burocratici. In questo articolo analizzeremo in modo professionale i tre motivi principali per cui, oggi, sarebbe preferibile evitare il conto corrente cointestato, preferendo soluzioni alternative più sicure e flessibili.
    1. Il rischio della responsabilità solidale e del pignoramento
    Il primo e più rilevante motivo per prestare attenzione riguarda la cosiddetta "responsabilità solidale". Quando si apre un conto corrente cointestato, i titolari diventano, agli occhi della legge e dell'istituto di credito, condebitori e concreditori in solido. Questo significa che le somme depositate appartengono idealmente a entrambi (generalmente al 50% ciascuno, salvo prova contraria), ma la gestione è vincolata ai debiti di ciascuno.
    Il rischio principale risiede nel pignoramento. Se uno dei cointestatari contrae un debito (con l'Agenzia Entrate, con una banca o con un fornitore privato) e non è in grado di onorarlo, il creditore può rivalersi sul conto corrente cointestato. Anche se il denaro presente sul conto è stato versato interamente da uno solo dei titolari, il creditore ha il diritto di pignorare la quota spettante al debitore (solitamente il 50%).
    Tuttavia, dimostrare... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Il prezzo del successo: quanto ti costa davvero conquistare un nuovo cliente?
    Molti imprenditori italiani si concentrano esclusivamente sul fatturato a fine mese, ma pochi si chiedono quanto sia costato effettivamente generare quel volume d’affari.
    Il CAC (costo di acquisizione cliente) è la risposta a questa domanda. In un mercato sempre più saturo e competitivo, sapere se stai pagando troppo per attirare un cliente è la differenza tra un’azienda che cresce e una che brucia cassa senza accorgersene. Per una PMI, dove ogni euro investito deve pesare come un macigno, il CAC non è un tecnicismo da agenzia di marketing, ma un indicatore di salute vitale per la sopravvivenza stessa del business.
    Cos'è e come si calcolaIl CAC rappresenta la spesa media totale necessaria per convincere un potenziale cliente ad acquistare un prodotto o servizio. La formula è apparentemente semplice:
    CAC = costi totali di vendita e marketing numero di nuovi clienti acquisiti
    Per calcolarlo correttamente utilizzando il bilancio, devi guardare al conto economico: somma i costi per servizi (voce B.7), che includono spese pubblicitarie, agenzie e fiere, e i costi del personale (voce B.9) dedicati all'area commerciale (stipendi e provvigioni dei venditori). Non dimenticare eventuali ammortamenti di software CRM o attrezzature marketing (voce B.10). Dividi questa somma per il numero di nuovi clienti ottenuti nel medesimo periodo amministrativo. 
    Un calcolo preciso richiede di isolare i costi legati esclusivamente all'acquisizione, escludendo quelli per il mantenimento dei clienti attuali.
    Capire se il tuo CAC è "buono" dipende interamente dal valore che quel cliente porta in... [continua sul sito]
  • Il tirocinio professionale ai tempi dell’AI
    Fino a pochi anni fa, il rito di passaggio di ogni giovane aspirante commercialista, o avvocato, o consulente del lavoro era scandito da compiti tanto umili quanto formativi: la ricerca documentale, la bozza di un contratto, la catalogazione dei dati. Oggi, quel "gradino d’ingresso" sta scomparendo, assorbito dalla velocità di calcolo degli agenti IA. Ma se la macchina sostituisce la pratica di base, cosa resta del tirocinio?
    L'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nel mondo delle professioni protette non è più una proiezione futuristica, ma una realtà che sta riscrivendo il contratto sociale tra ordini professionali e nuove generazioni.
    Il cuore del problema risiede nella natura stessa del lavoro "entry-level". I compiti che storicamente venivano affidati ai tirocinanti sono esattamente quelli in cui l'IA eccelle: sintesi, analisi di grandi volumi di dati e redazione di documenti tecnici.
    Il rischio è la creazione di un paradosso formativo: se un agente IA può produrre una ricerca legale in trenta secondi, il tirocinante perde l'occasione di "farsi le ossa" su quella stessa ricerca. Senza quella fatica cognitiva, il rischio di una de-professionalizzazione precoce è concreto. I giovani non sono più in competizione con i loro pari, ma con algoritmi che non dormono e non chiedono rimborsi spese.
    Etica e bias: il nuovo "sentiero di guardia"
    In questo scenario, la responsabilità etica del professionista non diminuisce, ma muta forma. Il tirocinante del 2026 non deve più essere un "esecutore",... [continua sul sito]
  • I 5 errori da evitare con la compensazione del credito IVA
    La compensazione credito IVA rappresenta uno dei polmoni finanziari più importanti per le PMI italiane. Poter utilizzare unchr("\1")eccedenza dchr("\1")imposta per abbattere il versamento di altri tributi o contributi (la cosiddetta compensazione "orizzontale") è un vantaggio competitivo in termini di liquidità.
    Tuttavia, il legislatore ha progressivamente stretto le maglie dei controlli, introducendo paletti sempre più rigidi e il rischio di commettere errori formali o sostanziali è altissimo. Un passo falso non comporta solo il recupero del credito, ma sanzioni pesanti e il blocco delle attività compensative. Ecco i 5 errori da evitare assolutamente per gestire correttamente la compensazione credito IVA.
    1. L’utilizzo del credito prima dei termini
    Uno degli errori più comuni riguarda la tempistica.
    L’errore da evitare: utilizzare il credito IVA in compensazione orizzontale prima che siano trascorsi i tempi tecnici dalla presentazione della dichiarazione.
    Il credito IVA maturato al 31 dicembre 2025 può essere utilizzato in compensazione con altre imposte e contributi (compensazione “orizzontale” o “esterna”), già a decorrere dalla scadenza del 16 gennaio 2026 (codice tributo 6099 – anno di riferimento 2025), ma solo fino al limite massimo di 5.000 euro.
    Ma la compensazione dei crediti IVA (sia annuali che trimestrali/TR) per importi superiori a 5.000 europuò essere invece effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui emerge il credito.Anticipare questa scadenza significa esporsi allo scarto automatico del modello F24.
    2. Dimenticare o sottovalutare il "Visto di Conformità"
    Il secondo potenziale errore della compensazione credito IVA riguarda la sua mancata... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Battere il tempo: ridurre il lead time per conquistare il mercato globale
    Nel mercato globale odierno, non è solo il pesce grande a mangiare il pesce piccolo, ma il pesce veloce a mangiare quello lento. Il lead time di produzione, ovvero il tempo che intercorre tra lchr("\1")ordine del cliente e la consegna del prodotto finito, è diventato il fattore competitivo per eccellenza per le PMI italiane. Ridurre il lead time non significa solo correre di più in officina, ma eliminare i tempi morti, le attese e le burocrazie inutili. Per un imprenditore, accorciare questo tempo significa rispondere prima della concorrenza, liberare liquidità e migliorare drasticamente il servizio al cliente, trasformando la velocità in un marchio di fabbrica distintivo.
    Cos'è e come si calcola
    Il lead time si compone di diverse fasi: lead time di progettazione, di approvvigionamento, di produzione e di consegna. La formula totale è la somma di questi intervalli temporali. Per un'analisi legata al bilancio, il lead time ha un impatto diretto sulla velocità di rotazione delle rimanenze (voce C.1 dello stato patrimoniale). Un lead time lungo si traduce in magazzini pieni di semilavorati e materie prime, che bloccano capitale circolante. Puoi calcolarlo monitorando le date degli ordini nel tuo sistema gestionale e confrontandole con le date di spedizione. L'obiettivo è misurare il "dock-to-dock", ovvero quanto tempo passa da quando la materia prima entra in azienda a quando il prodotto finito esce dal magazzino.
    Interpretare il lead time richiede un confronto con le aspettative del mercato. Se i tuoi concorrenti consegnano in due settimane e tu ne impieghi quattro, hai un problema strategico, indipendentemente... [continua sul sito]
  • Via libera alla 'rete ­contratto' per i contribuenti in regime forfettario
    Per lungo tempo, il timore di incorrere in cause di esclusione ha frenato molti contribuenti in regime forfettario dal sottoscrivere accordi di cooperazione strutturata.
    Con la risposta n. 24/2026 l’Agenzia Entrate apre però una strada di grande interesse offrendo una soluzione concreta a chi desidera “crescere” senza rinunciare ai benefici fiscali: la compatibilità tra il regime forfettario e il contratto di rete. Il contesto e il quesito del contribuente
    Il caso specifico affrontato è quello di un medico che, operando in regime forfettario, intende avviare una collaborazione con altri colleghi.
    L’obiettivo è ambizioso quanto comune: creare una “rete pura” tra professionisti per condividere risorse, in particolare attraverso l’istituto della codatorialità. Questa modalità permetterebbe ai partecipanti di utilizzare la prestazione lavorativa di dipendenti comuni, suddividendo i costi in base all’effettivo impiego.
    Il dubbio interpretativo sollevato riguarda la possibile integrazione di una causa ostativa prevista dalla normativa. Nello specifico, si temeva che la partecipazione a una rete potesse essere assimilata alla partecipazione in società di persone o associazioni professionali, configurando quel frazionamento artificioso delle attività che il legislatore intende colpire per evitare che un unico contribuente benefici contemporaneamente di regimi fiscali diversi per la stessa tipologia di reddito.
    Il parere dell’Agenzia Entrate: i punti essenziali
    L’analisi dell’Agenzia  Entrate parte da una distinzione civilistica e fiscale netta.Nel caso... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Il costo del fallimento: come misurare la qualità per salvare i margini della tua PMI
    Spesso la qualità viene vista come un concetto astratto o un costo necessario per ottenere certificazioni. Per un imprenditore lungimirante, invece, la qualità è un KPI economico tangibile.
    Il tasso di non conformità e i costi della "non-qualità" rappresentano denaro che esce direttamente dalle tasche dellchr("\1")azienda senza produrre alcun valore. Ogni pezzo scartato, ogni ora persa a riparare un errore e ogni reso da un cliente sono attacchi diretti alla redditività. Nelle PMI italiane, dove l'eccellenza artigiana è un vanto, misurare rigorosamente questi parametri è l'unico modo per trasformare la qualità da un ideale a un vantaggio competitivo misurabile e monetizzabile.
    Cos'è e come si calcola
    Il tasso di non conformità si calcola dividendo il numero di unità difettose per il numero totale di unità prodotte.
    Ma il dato più interessante è il costo della non-qualità (CNQ). Questo include costi interni (scarti, rilavorazioni, fermi macchina dovuti a errori) e costi esterni (resi, interventi in garanzia, penali, perdita di reputazione).
    Nel bilancio italiano, questi costi sono spesso nascosti. Li puoi individuare analizzando la variazione delle rimanenze (voce B.11, per i materiali buttati), i costi per servizi (voce B.7, per i trasporti dei resi) e la riduzione del valore della produzione (voce A.1).
    La formula semplificata è: CNQ = (ore rilavorazione x costo orario) + costo materiali scartati + costi logistici di reso.
    Un tasso di non conformità vicino allo zero è l'obiettivo, ma ogni settore ha i suoi standard. Nella meccanica di precisione, superare l'1-2% può essere critico. Interpretare questi... [continua sul sito]
  • Controllo di gestione: il Commercialista e 'la vita oltre la diagnosi'
    E’ bene misurare, forse meno bene stare “solo” a misurare. Ogni tanto con la mente ripercorro i miei ultimi 20 anni da controller passati in piccole e micro imprese, spesso deriso da molti altri professionisti che mi vedevano “arrancare” con cronometro e tavolozza lungo le linee di produzione. In particolare e con grande affetto ricordo le mie paia di scarpe…si, hai capito bene, le mie scarpe e di ciò che poi ne è stato:

    scarpe impolverate che da nere diventavano bianche. Cava di marmi a poco meno di 100 mt di profondità, con temperature che già nel mese di maggio sfioravano i 38°. Giù a mappare il ciclo di produzione che vedeva il blocco di marmo diventare successivamente lastra.
    scarpe che da blu diventavano verdi. Industria chimica che produceva fertilizzanti. Aria in alcuni momenti irrespirabile ma pazienza, bisognava mappare…
    scarpe che da antiscivolo diventavano scivolosissime a causa dei microtrucioli di ferro che si conficcavano nelle suole. Officina meccanica e serate passate ad estrarre i trucioli dalle suole con pinza e cacciavite.
    scarpe che da fresche e comode diventavano una pozzanghera itinerante. Industria casearia, se non ti procuravi un bel paio di stivali, tra acqua e siero le calzature ti duravano una giornata.
    scarpe che da profumate diventavano una fogna a cielo aperto. Discarica e smaltimento rifiuti. Provate a fare una passeggiata dove si stocca l’organico (magari con le calde giornate estive) e capirete... [continua sul sito]
  • Rottamazione-quinquies: come ottenere il Prospetto Informativo per la rottamazione cartelle 2026
    La nuova Rottamazione-quinquies si presenta come un’opportunità per contribuenti e professionisti, offrendo una via d’uscita agevolata per i debiti affidati all’Agente della riscossione. La sfida principale in queste settimane consiste nel mappare correttamente l’esposizione debitoria e a tal fine gioca un ruolo fondamentale il Prospetto informativo. Il Prospetto informativo è l’elenco analitico delle cartelle di pagamento, degli avvisi di accertamento e di addebito che rientrano nel perimetro della definizione agevolata e riporta anche il calcolo preciso di quanto dovuto al netto di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio. Per le sanzioni amministrative (multe stradali), il Prospetto evidenzia l’abbattimento totale degli interessi e dell’aggio, lasciando in carico al contribuente solo la quota capitale e le spese di notifica/procedura.
    Come richiedere il Prospetto Informativo per la Rottamazione-quinquies
    L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha predisposto una procedura telematica semplificata per ottenere questo documento. Il professionista o il contribuente può procedere attraverso due canali principali:



    1. Area Riservata (accesso con credenziali SPID, CIE o CNS)
    2. Area Pubblica (senza credenziali)


    È la modalità consigliata. Una volta effettuato l’accesso sul sito ufficiale di Agenzia delle Entrate-Riscossione, è sufficiente selezionare la sezione dedicata alla “Definizione Agevolata – Rottamazione-quinquies“. All’interno,... [continua sul sito]
  • Holding per protezione del patrimonio: come funziona, esempi e limiti
    La costituzione di una holding può essere una strategia efficace di protezione del patrimonio (imprenditoriale e familiare), oltre che uno strumento di organizzazione e governo del gruppo. L’idea di fondo è separare i rischi dell’attività operativa dalla proprietà degli asset strategici, così da preservare continuità aziendale e valore nel tempo, anche in scenari di stress o crisi. Perché la holding tutela gli asset
    La protezione offerta da una holding si basa su un principio semplice: diversificare e “segregare” gli asset rispetto all’operatività, riducendo la contaminazione dei rischi tra attività diverse. In pratica, si costruisce una struttura in cui la società operativa assume il rischio d’impresa, mentre gli asset (immobili, partecipazioni, intangibili) restano in un perimetro più stabile.
    Separazione dei rischi: tre casi tipici
    Immobili in holding e locazione alla operativa
    Un’operazione ricorrente è separare il ramo operativo dai beni immobili tramite conferimento, scissione o riorganizzazione societaria. Spesso l’asset immobiliare resta nella holding (o in una holding mista immobiliare), che concede l’immobile in locazione alla società operativa: se l’operativa entra in crisi per ragioni di mercato, l’immobile può rimanere nella “cassaforte” societaria, ferma restando la necessità di valutare correttamente tempi, strumenti e profili di opponibilità ai terzi caso per caso.
    Intangibili (marchi, brevetti, know-how) e licenze
    Lo stesso schema può applicarsi agli intangibili: marchi, brevetti... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Quanto ti costa davvero un’ora di lavoro? Scopri il KPI per preventivi infallibili
    Molti imprenditori di PMI commettono l’errore fatale di calcolare il costo orario della manodopera basandosi semplicemente sulla busta paga del dipendente. Tuttavia, il vero costo orario è una cifra molto più complessa e determinante per la sopravvivenza aziendale.
    Calcolare correttamente questo KPI è la base per creare preventivi che generino profitto e non perdite mascherate. In un contesto come quello italiano, dove il cuneo fiscale e i costi accessori sono rilevanti, ignorare la reale struttura del costo del lavoro significa navigare al buio, rischiando di accettare commesse che erodono il capitale aziendale invece di incrementarlo.
    Cos'è e come si calcola
    Il costo orario della manodopera è il rapporto tra il costo totale del personale e le ore effettivamente produttive.
    Per calcolarlo, occorre guardare al conto economico, specificamente alla voce B.9 (costi per il personale), che include salari e stipendi, oneri sociali e trattamento di fine rapporto (TFR).A questa cifra vanno aggiunti i costi indiretti di struttura (affitto, energia, ammortamenti, costi amministrativi) che la manodopera deve "coprire".
    La formula è: (costo totale personale + quota costi fissi) / ore produttive annue.
    Le ore produttive non sono le ore da contratto, ma quelle realmente lavorate al netto di ferie, malattie, formazione e permessi. Questo dato è reperibile incrociando il bilancio con il libro unico del lavoro.
    Una volta ottenuto il numero, ad esempio 45 euro l’ora, bisogna saperlo leggere. Se il benchmark di settore per una lavorazione... [continua sul sito]
  • Antiriciclaggio: UIF segnalazione di operazioni sospette 2° semestre 2025
    Nel secondo semestre 2025 le segnalazioni di operazioni sospette hanno raggiunto livelli mai registrati prima, confermando un’intensificazione dei controlli in materia di antiriciclaggio. (parte tratta dalla pubblicazione UIF) 
    Il 30 gennaio 2026 l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha reso disponibile la pubblicazione relativa alle segnalazioni di operazioni sospette (SOS) del II semestre 2025, cioè il Quaderno Antiriciclaggio. 
    Nel periodo sono state ricevute 81.232 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), il numero più elevato mai registrato in un singolo semestre, con un incremento del 7,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. Complessivamente, nell'intero anno 2025  le segnalazioni hanno raggiunto quota 162.058, il livello più alto mai conseguito, con una crescita dell'11,5 per cento rispetto all'anno precedente.
    Nel semestre in esame la UIF ha esaminato e trasmesso agli Organi investigativi 82.576 segnalazioni, superando il picco di analisi svolte raggiunto nel semestre precedente e registrando un incremento dell'11,6 per cento rispetto al secondo semestre del 2024. Su base annua, il totale delle SOS analizzate dalla UIF raggiunge le 163.888 unità, il livello più alto mai conseguito, con una crescita del 13,9% rispetto all'anno precedente, per effetto della graduale adozione di metodi e strumenti di classificazione... [continua sul sito]
  • Rottamazione Quinquies 2026: una nuova frontiera per la definizione agevolata tra rigore e opportunità
    Il panorama fiscale italiano del 2026 si apre con una novità di rilievo per imprese e contribuenti: l’avvio operativo della cosiddetta rottamazione quinquies. Con l’approvazione della Legge di Bilancio e la recente attivazione dei servizi telematici, si delinea un percorso di definizione agevolata che, pur offrendo boccate d’ossigeno finanziario, si presenta con un perimetro d’azione più selettivo e regole di permanenza decisamente più severe rispetto alle edizioni precedenti. Per i professionisti del settore e per i contribuenti, comprendere i meccanismi di questa misura non è solo un esercizio tecnico, ma una necessità strategica fondamentale per la salvaguardia dell’equilibrio finanziario.
    Il perimetro della misura: chi resta dentro e chi fuori
    L’attuale impianto della rottamazione quinquies 2026 mira a smaltire il magazzino dei crediti fiscali inesigibili, coprendo un arco temporale significativo. Tuttavia, la prima evidenza che emerge dall’analisi normativa è la restrizione del perimetro oggettivo. Non siamo di fronte a un provvedimento “indiscriminato”, ma a una procedura che richiede una puntuale verifica dei carichi affidati alla riscossione.
    Nello specifico, ecco i punti cardine relativi all’ambito applicativo:

    Orizzonte Temporale: la misura riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
    Esclusioni Eccellenti: per la prima volta, restano espressamente esclusi i debiti derivanti da attività di accertamento. Sono inoltre esclusi i carichi già regolarmente pagati nell’ambito della precedente Rottamazione-quater alla data del 30 settembre 2025... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – L'efficienza che non vedi: perché l'OEE è il miglior alleato della tua fabbrica
    Per un imprenditore alla guida di una PMI manifatturiera italiana, la saturazione delle macchine è spesso un’intuizione basata sull’osservazione visiva del reparto. Tuttavia, l’intuizione non basta quando i margini si assottigliano. Qui entra in gioco l’OEE (overall equipment effectiveness), il parametro fondamentale per misurare quanto realmente producono i tuoi impianti rispetto al loro potenziale teorico. Non si tratta solo di una formula matematica, ma di una lente d’ingrandimento che rivela sprechi nascosti, micro-fermi e cali di velocità che erodono la redditività quotidiana. Capire l'OEE significa passare da una gestione basata sulle sensazioni a una cultura aziendale fondata sui dati oggettivi.
    Cos'è e come si calcola
    L’OEE è un indice percentuale che sintetizza tre fattori critici: disponibilità, prestazione e qualità.
    La formula è: OEE = disponibilità x prestazione x qualità.
    La disponibilità misura il tempo effettivo di funzionamento rispetto al tempo pianificato; la prestazione confronta la velocità reale con quella nominale; la qualità rapporta i pezzi conformi sul totale prodotto.
    Per reperire i dati nel bilancio italiano, non troverai una voce "OEE", ma i suoi effetti sono evidenti nel conto economico. I costi per materie prime (voce B.6) e i costi per servizi (voce B.7, come le manutenzioni esterne) riflettono l’inefficienza se rapportati al valore... [continua sul sito]

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