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  • Scelta per la destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille per chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi: l'AE spiega come fare
    L'Agenzia delle Entrate ricorda a tutti i contribuenti esonerati dall'obbligo di presentazione la dichiarazione dei redditi, che possono effettuare le scelte per la destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille dell'Irpef presentando l'apposita scheda, in busta chiusa, entro il 31 ottobre 2018.
    La scheda può essere presentata con differenti modalità:

    allo sportello di un ufficio postale che provvederà a trasmettere la scelta all'Amministrazione finanziaria (servizio gratuito);
    a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, Caf, ecc.);
    direttamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia.

  • Definizione agevolata delle cartelle: le scadenze da rispettare entro il 1 ottobre
    Tempo fino a lunedì 1° ottobre per i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata, per pagare la rata in scadenza al 30 settembre (che cade di domenica).
    In particolare, la scadenza riguarda la seconda rata della Definizione agevolata prevista dal Dl 148/2017 per i debiti affidati alla riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017 e la quinta e ultima rata della Definizione agevolata prevista dal Dl 193/2016.
    In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento, precisano le Entrate, la Definizione agevolata non produce effetti e Agenzia delle entrate-Riscossione, come stabilito dalla normativa vigente, dovrà riprendere le procedure di riscossione.
    Qui maggiori informazioni.

  • Pubblicato il decreto di adeguamento al GDPR: previsto un periodo transitorio di 8 mesi ma nessuna moratoria sulle sanzioni pecuniarie
    Dopo oltre tre mesi dalla data di entrata in vigore del Regolamento Europeo sulla privacy 2016/679 è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre agosto 2018, il Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n. 101, recante "Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali,nonchè alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)".
    Il decreto - emanato in attuazione dell'articolo 13 della Legge n. 163 del 25 ottobre 2017 (Legge di delegazione europea 2016-2017) - contiene disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale (contenuta nel Decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 - Codice della Privacy) alle disposizioni del Regolamento europeo 2016/679 in materia di protezione dei dati personali (c.d. General Data Protection Regulation, GDPR), entrato in vigore il 25 maggio 2018.
    Come è noto, a partire da tale data, il GDPR è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e costituisce quindi la principale fonte di disciplina del trattamento dei dati personali anche nel nostro ordinamento.
    Con il decreto legislativo n. 101/2018 vengono apportate al quadro normativo nazionale le modifiche volte ad assicurare il coordinamento con la disciplina uniforme stabilita a livello europeo. Tali modifiche investono essenzialmente il Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo n. 196/2013) e consistono nell'abrogazione di gran parte delle sue disposizioni, ormai sostituite da quelle del GDPR, e nell'inserimento di nuove disposizioni che disciplinano gli aspetti non direttamente coperti dal Regolamento o per i quali quest'ultimo assegna spazi di scelta agli Stati membri.
    Anche dopo le modifiche, il Codice per la protezione dei dati personali resta suddiviso in tre Parti.
    Nella Parte I, gli articoli 1 e 2 stabiliscono rispettivamente l'oggetto e le finalità del Codice, mentre il nuovo articolo 2-bis, confermando la scelta già compiuta nel nostro ordinamento, individua nel Garante per la protezione dei dati personali l'autorità di controllo nazionale a norma del GDPR (artt. 1 e 2). La Parte II contiene "disposizioni specifiche per i trattamenti necessari per adempiere ad un obbligo legale o per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all'esercizio di pubblici poteri nonché disposizioni per i trattamenti di cui al capo IX del Regolamento" (artt. 3 - 12).
    Vi rientrano le disposizioni sui trattamenti per fini di sicurezza nazionale o difesa, sui trattamenti in ambito pubblico (accesso a documenti amministrativi e accesso civico; registri pubblici e albi professionali), sui trattamenti in ambito sanitario e nell'ambito dell'istruzione, sui trattamenti a fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o a fini statistici, sui trattamenti nell'ambito del rapporto di lavoro, nonché le disposizioni in materia di assicurazioni, servizi di comunicazione elettronica, giornalismo e libertà di informazione.
    La Parte III disciplina la tutela dell'interessato, sia amministrativa che giurisdizionale, e le sanzioni (artt. 13 - 15).
    Con riferimento al regime sanzionatorio, va ricordato che il GDPR stabilisce le sanzioni amministrative pecuniarie irrogabili dalle autorità di controllo in caso di violazione delle norme e dei principi a protezione dei dati personali, ma lascia agli Stati membri la possibilità di prevedere ulteriori sanzioni, anche penali, per alcune violazioni, nel rispetto del principio del ne bis in idem quale interpretato dalla Corte di giustizia.
    Per le sanzioni amministrative, il decreto legislativo, novellando, all'art. 15, l'art. 166 del Codice Privacy, individua nel Garante l'organo competente ad adottare i provvedimenti correttivi di cui all'articolo 58, paragrafo 2 del Regolamento nonché ad irrogare le sanzioni amministrative.
    Nell'ambito delle disposizioni transitorie e finali, l'articolo 20 del D.Lgs. n. 101/2018 prevede che i vigenti Codici di deontologia e buona condotta (allegati al Codice in materia di protezione dei dati personali) continuano a produrre effetti fino alla loro revisione, che dovrà essere effettuata entro termini prestabiliti e secondo apposite procedure; mentre l'articolo 21 affida al Garante il compito di individuare con provvedimento di carattere generale e previa consultazione pubblica le prescrizioni contenute in specifiche autorizzazioni generali già adottate a norma del Codice che risultano compatibili con il nuovo quadro giuridico, eventualmente aggiornandole.
    Si segnala, inoltre, che al comma 13, dell'art. 22, viene previsto che per i primi otto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto (19 settembre 2018), il Garante per la protezione dei dati personali dovrà tener conto, ai fini dell'applicazione delle sanzioni amministrative e nei limiti in cui risulti compatibile con le disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679, della fase di prima applicazione delle disposizioni sanzionatorie.
    In altre parole, il Garante della privacy, in fase di verifica del corretto adempimento degli obblighi, dovrà considerare le difficoltà a imprese e professionisti dovranno far fronte per adeguarsi alle nuove disposizioni sulla base di specifici elementi di valutazione, ma questo non ci sembra voglia dire che ci sia una sospensione delle sanzioni.
    Quindi, a parere di tutti i commentari, il Garante, laddove ci siano determinati presupposti, nei prossimi otto mesi, potrà non elevare sanzioni amministrative ma optare per l'applicazione delle misure di cui all'art. 58, paragrafo 2, lettere da a) ad h) e j) del Regolamento 2016/679 e precisamente: richiamare, ammonire o ingiungere al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento di conformare i trattamenti alle disposizioni del regolamento in una determinata maniera ed entro un determinato termine.
    Al contrario è difficile immaginare che le sanzioni non siano elevate qualora il titolare o il responsabile del trattamento non abbiano fatto nulla per adeguarsi al Regolamento UE 2016/679.
    Per un approfondimento dell'argomento e per scaricare il testo del Regolamento (UE) 2016/679 e del decreto legislativo n. 101/2018 clicca qui.

  • Nella dichiarazione dei redditi 2018 anche la detrazione del 19% delle spese scolastiche dei figli
    L'Agenzia delle Entrate, con un messaggio sul proprio canale Twitter, ricorda si contribuenti che devono ancora presentare la dichiarazione dei redditi 2018 che è possibile detrarre il 19% delle spese scolastiche dei figli.
    In particolare, come previsto dalla Circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, sono detraibili nella misura del 19%, e con un importo massimo di 717 euro per figlio, le spese di istruzione non universitaria per la frequenza di:

    scuole dell'infanzia (scuole materne);
    scuole primarie e scuole secondarie di primo grado (scuole elementari e medie);
    scuole secondarie di secondo grado (scuola superiore);
    sia statali sia paritarie private e degli enti locali.

  • Nuova Sabatini - Dal Ministero dello Sviluppo Economico una Guida per la compilazione del nuovo modello elettronico
    Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato, in data 6 agosto 2018, una nuova Guida per la compilazione del nuovo modulo di domanda per accedere al contributo per l'acquisto dei beni strumentali (c.d. "Nuova Sabatini").
    La Guida illustra le modalità di compilazione del nuovo modello elettronico - release 5.0 - che rappresenta l'unico modo per l'impresa richiedente per inoltrare domanda per fruire degli incentivi per l'acquisto dei macchinari ordinari e industria 4.0.
    La domanda di agevolazione e i relativi allegati, pena l'inammissibilità della domanda stessa, devono essere compilati dall'impresa in ogni parte, in formato elettronico e sottoscritti mediante firma digitale, utilizzando esclusivamente i moduli resi disponibili sul sito del Ministero.
    Una volta firmato digitalmente, il modulo dovrà essere inviato, esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), all'indirizzo PEC della banca/intermediario finanziario a cui si chiede il finanziamento, scelta tra quelle aderenti all'iniziativa.
    Ricordiamo che nella sezione "Documenti utili" della homepage è disponibile l'elenco delle banche e degli intermediari finanziari che ad oggi hanno aderito all'Addendum alla convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, l'Associazione Bancaria Italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.A.
    Attenzione: il modello non deve essere stampato ma salvato e firmato digitalmente.
    Per saperne di più e per scaricare il testo della Guida e del modulo per la richiesta del contributo clicca qui.
    Per accedere alla sezione dedicata alla "Nuova Sabatini" clicca qui.

  • Leasing immobiliare: niente rettifica della detrazione Iva se cambia regime fiscale
    Come noto è disponibile, dal 1° settembre, la nuova sezione del sito internet dell'Agenzia delle Entrate contenente le risposte alle istanze di interpello e di consulenza giuridica, prevista dal Provvedimento del Direttore dall'Agenzia datato 7 agosto 2018.
    L'Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 3 del 17 settembre 2018, si è espressa in tema di rettifica decennale della detrazione Iva assolta sui canoni di leasing immobiliare ed ha chiarito che, in ipotesi di mutato regime fiscale delle operazioni realizzate a valle (da imponibili a esenti), una corretta interpretazione dell'articolo 19-bis2, commi 3 e 8, del d.P.R. n.633 del 1972, impone di non rettificare la detrazione dell'IVA assolta sui canoni di leasing.
    Dalla lettura del combinato disposto dei commi 3 ed 8 dell'articolo 19-bis2 del d.P.R. n. 633 del 1972, precisano le Entrate richiamando la risoluzione n. 178/E del 9 luglio 2009 e la circolare n. 26/E del 1° giugno 2016, si evince che il periodo decennale di sorveglianza per operare la rettifica della detrazione dell'IVA, per i fabbricati e per le porzioni di fabbricati, decorre dall'acquisto o dalla ultimazione degli stessi.

  • La riforma della tassazione dei redditi derivanti dalle partecipazioni qualificate: approfondimento FNC e CNDCEC
    La Legge di Bilancio 2018 ha modificato il regime fiscale applicabile ai dividendi e alle plusvalenze conseguiti al di fuori dell'esercizio dell'attività d'impresa in relazione al possesso e alla cessione di partecipazioni societarie, estendendo alle partecipazioni qualificate il regime già previsto per quelle non qualificate.
    È stato inoltre previsto uno specifico regime transitorio, con riferimento alla disciplina dei dividendi, che fa sorgere alcuni dubbi interpretativi.
    La Fondazione Nazionale Commercialisti (FNC) ha pubblicato sul tema il documento "La riforma della tassazione dei redditi derivanti dalle partecipazioni qualificate", che analizza la disciplina relativa ai dividendi e al regime delle plusvalenze, evidenziando per ciascuna di esse sia il regime previgente che le recenti novità.

  • Esportatori abituali, possibili le fatture con IVA
    L'Agenzia Entrate, a seguito di una richiesta di Assonime, ha chiarito che non è prevista l'applicazione di sanzioni per fatture emesse con l'applicazione dell'IVA, seppur in presenza di una lettera d'intento, non avvalendosi quindi dell'utilizzo del plafond.

    L'amministrazione finanziaria si è espressa in modo favorevole, quindi, nei confronti di client, autorizzati dall'esportatore abituale, a emettere fattura senza l'applicazione della non imponibilità IVA (art. 8, primo comma, lettera c) del d.p.r. n. 633 del 1972), anche limitatamente a singole operazioni. Ciò non comporta la revoca totale della dichiarazione d'intento presentata.

  • Mercato immobiliare ancora in crescita: i dati dell'OMI per il II trimestre 2018
    Si conferma positivo l'andamento del mercato immobiliare in Italia: il II trimestre del 2018 si dimostra infatti ancora in crescita per tutti i settori immobiliari, sia per le abitazioni (+5,6%), che per gli uffici (+6,7%), i negozi (+5,4%) e i capannoni (+1,3%). Nel secondo trimestre dell'anno aumentano anche gli scambi di box auto (+4,6%) e di cantine e soffitte (+8,6%).
    Questi i dati rilasciati dall'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate.
    Il settore residenziale, ad esempio, nel periodo aprile-giugno 2018 ha realizzato 153.693 compravendite, più consistente nelle aree del Nord Est (+9,3%) e nelle Isole (+7,1%).
    Tra le città italiane i migliori risultati in tema di compravendite si registrano a Firenze e Genova, che crescono del 4,7%, a Milano e Palermo (+4,4%) e a Torino (+4%). Bene anche Bologna (+2,8%) e Napoli (+2,7%). In lieve calo invece Roma, che registra un -0,8%, anche se resta la città con il maggior volume di compravendite (8.535 transazioni).
    Clicca qui per accedere dai dati nel dettaglio.

  • Sport Bonus: pubblicato l'elenco delle imprese cui è riconosciuto il credito di imposta ed istituito il codice tributo
    In data 14 settembre l'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato l'elenco delle imprese a cui è riconosciuto il credito d'imposta a seguito delle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di restauro o ristrutturazione degli impianti sportivi pubblici.
    Il credito è fruibile:

    in tre quote annuali di pari importo in ciascuno degli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020;
    utilizzando il codice tributo "6892", istituito con la Risoluzione n. 65/E dell'Agenzia Entrate, denominato "Credito d'imposta per interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione di impianti sportivi pubblici - SPORT BONUS - art. 1, comma 363, della legge 27 dicembre 2017, n. 205";
    esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento.

    L'elenco è disponibile a questo indirizzo.

  • Liberalizzazione delle notifiche a mezzo posta - Pubblicato il decreto che definisce le procedure per il rilascio delle licenze individuali speciali
    E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 206 del 5 settembre agosto 2018, il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 19 luglio 2018, recante "Disciplinare delle procedure per il rilascio delle licenze individuali speciali per l'offerta al pubblico dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse e di violazioni del codice della strada".
    Con l'emanazione di questo decreto, che definisce le procedure per il rilascio delle licenze speciali per i servizi postali relativi alle notifiche degli atti giudiziari e delle multe previste dal codice della strada, si completa la fase di regolamentazione del settore postale inerente ai servizi delle notifiche degli atti giudiziari e delle multe, avviata nel 2017 dalla Legge per il mercato e la concorrenza n. 124 del 4 agosto 2017, nella quale si prevede la liberalizzazione del servizio di notifica a mezzo posta di atti giudiziari e violazioni del codice della strada mediante l'abrogazione della norma che prevedeva l'affidamento esclusivo del servizio a Poste Italiane S.p.A. (art. 1, commi 57 e 58).
    Ricordiamo anche che l'AGCOM ha provveduto in materia con la Delibera n. 77/2018/CONS del 20 febbraio 2018, recante "Approvazione del regolamento in materia di rilascio delle licenze per svolgere il servizio di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni concesse (legge 20 novembre 1982, n. 890) e di violazioni del Codice della strada (articolo 201 del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285)".
    Le licenze individuali speciali, in particolare, sono classificate in quattro tipologie:
    - A1 - per la notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, in ambito nazionale;
    - A2 - per la notificazione a mezzo posta degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, in ambito regionale;
    - B1 - per la notificazione a mezzo posta di violazioni del codice della strada, in ambito nazionale;
    - B2 - per la notificazione a mezzo posta di violazioni del codice della strada, in ambito regionale. La domanda per il rilascio delle licenze dovranno essere presentate alla Divisione VI - Servizi postali - della Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica di radiodiffusione e postali del Ministero dello sviluppo economico tramite raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo div.06.pec@mise.gov.it, utilizzando gli appositi modelli sul sito del Ministero.
    Il termine per il rilascio della licenza individuale speciale o per il rifiuto della stessa è di quarantacinque giorni, decorrenti dal giorno di ricevimento della domanda da parte del Ministero.
    L'offerta del servizio non potrà essere avviata prima del rilascio della licenza individuale speciale. Il titolare della licenza individuale speciale è tenuto, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo n. 261/1999 (recante "Attuazione della direttiva 97/67/CE concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio"), al pagamento dei seguenti contributi:
    a) un contributo a titolo di rimborso delle spese sostenute dal Ministero per l'istruttoria per il rilascio della licenza individuale, e
    b) un contributo annuale dovuto per l'attività di controllo e verifica sulla permanenza dei requisiti richiesti per la licenza, relativo al primo anno di decorrenza. Tale diritto dovrà essere versato entro trenta giorni dal ricevimento del provvedimento (artt. 1, comma 6 e 7, comma 1).
    Le misure di detti contributi e le modalità di versamento sono stati fissati con il decreto interministeriale del 2 marzo 2018, che ha rivalutato gli importi dei contributi fissati con il decreto del 20 aprile 2000. L'avviso di pubblicazione di tale decreto è stato reso noto con un comunicato del Ministero dello Sviluppo Economico pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 93 del 21 aprile 2018.
    Per l'anno 2018, i contributi relativi alle licenze individuali sono fissati come segue:

    i contributo per l'istruttoria euro 625,00;
    i contributo per le richieste di modifica, estensione, riduzione o variazione euro 124,00;
    il contributo per controlli e verifiche della permanenza dei requisiti euro 312,00;

    Con lo stesso decreto sono stati fissati anche i contributi per le autorizzazioni generali:

    i contributi per l'istruttoria euro 312,00;
    i contributi per le richieste di modifica, estensione, riduzione o variazione euro 124,00;
    il contributo per controlli e verifiche della permanenza dei requisiti euro 312,00.

    Gli operatori titolari sia di licenza individuale che di autorizzazione generale sono tenuti al pagamento di un solo contributo per controlli e verifiche della permanenza dei requisiti.
    All'articolo 2 vengono fissati i requisiti richiesti per il rilascio della licenza individuale speciale all'operatore capogruppo per il servizio di notificazione svolto con il medesimo segno distintivo e con una organizzazione unitaria di più operatori postali che siano titolari di licenza individuale rilasciata in base al Regolamento generale.
    La licenza speciale, sia in ambito nazionale che regionale, ha una validità non superiore a sei anni, ed è rinnovabile previa richiesta da presentare almeno novanta giorni prima della scadenza (art. 4, comma 1).
    Per scaricare il testo del decreto clicca qui.
    Per un approfondimento sui contenuti e per scaricare il testo della legge n. 124/2017 clicca qui.
    Per scaricare il testo della delibera AGCOM n. 77/2018 clicca qui.
    Per accedere alla sezione dedicata del sito del Ministero dello Sviluppo Economico e per scaricare la modulistica necessaria per la richiesta di rilascio della licenza clicca qui.

  • Flat Tax con effetti dirompenti per i Professionisti
    Abbiamo pubblicato la nuova ed attualissima applicazione FLAT TAX 2019, test di convenienza: versione cloud, che stima, in modo semplice e intuitivo ma senza sacrificare la precisione dei risultati, il diverso trattamento fiscale previsto tra regime ordinario e regime forfetario ("Flat Tax") come potrebbe essere modificato alla luce delle attuali indicazioni del Governo, che prevedono l'applicazione del regime forfettario a tutte le imprese, fatta eccezione le società di capitali, e ai professionisti con ricavi fino a 100.000 euro con aliquote fisse diverse a seconda dell'ammontare dei ricavi. In particolare:


    5% per le start up con ricavi fino a 100.000 euro
    15% per chi ha ricavi fino a 65.000 euro
    20% per chi ha ricavi fino a 100.000

    L'applicazione risulta particolarmente utile per chi vuole iniziare a calcolare gli effetti della Flat Tax, anche alla luce di eventuali operazioni da pianificare in tempo utile.
    I risultati sono sorprendenti.
    Nell'esempio che pubblichiamo un professionista iscritto alla gestione separata con 60mila euro di fatturato e costi per 10mila euro potrebbe risparmiare (tra tasse e contributi) oltre 5mila euro all'anno (già al netto della mancata detrazione dell'IVA sui costi con IVA detraibile).

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  • Indice Istat agosto 2018: +1,5 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente
    E' stato pubblicato il nuovo indice Istat di agosto 2018, che ha registrato una variazione positiva dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell'1,5% rispetto allo stesso mese del 2017.

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  • Criptovalute - Limiti all'utilizzabilità in sede di aumento di capitale sociale - La posizione del Tribunale di Brescia
    Il Tribunale di Brescia, Sezione specializzata in materia di impresa, con il decreto n. 7556 del 18 luglio 2018 (RG n. 2602), ha rigettato il ricorso di una società contro il rifiuto del notaio di provvedere all'iscrizione nel Registro delle imprese di una delibera di aumento del capitale sociale con conferimento di criptovaluta.
    I giudici hanno stabilito che quella determinata criptovaluta non è suscettibile di valutazione economica e, quindi, non può essere oggetto di conferimento in natura in sede di aumento di capitale di una S.r.l.
    Come noto, il secondo comma dell'articolo 2464 C.C. prevede che "possono essere conferiti tutti gli elementi dell'attivo suscettibili di valutazione economica".
    Ai fini della legittimità del conferimento, sono dunque richiesti due requisiti:

    che si si sia in presenza di un elemento dell'attivo e
    che tale entità sia suscettibile di una valutazione economica .

    Secondo i giudici del Tribunale di Brescia, non possono essere oggetto di conferimento in natura, quali elementi dell'attivo suscettibili di valutazione economica, le criptovalute che risultino ancora in fase sostanzialmente embrionale, in quanto non presenti in alcuna piattaforma di scambio tra criptovalute, ovvero tra criptovalute e monete aventi corso legale, con la conseguente impossibilità di fare affidamento su prezzi attendibili in quanto discendenti da dinamiche di mercato.
    Nel caso di specie, l'assemblea dei soci di una S.r.l. aveva deliberato un aumento del capitale sociale mediante il conferimento in natura (escludendo quindi che si possa trattare di un conferimento in denaro) con opere d'arte e con una certa quantità di una particolare criptovalute.
    Entrambi gli insiemi di beni erano stati oggetto di debita perizia, come prescritto dall'art. 2465 C.C.. Tuttavia, il Notaio aveva ritenuto la delibera "non essere sufficientemente dotata dei requisiti di legittimità per ordinarne una immediata e incondizionata iscrizione", poiché le criptovalute, stante la loro volatilità "non consentono una valutazione concreta del quantum destinato alla liberazione dell'aumento di capitale sottoscritto", né di valutare "l'effettività (quomodo) del conferimento".
    A seguito del diniego del Notaio ricevente all'iscrizione della predetta delibera nel Registro delle Imprese, la società proponeva ricorso avanti il Tribunale di Brescia, ai sensi dell'art. 2436, terzo comma, Codice Civile.
    Le motivazioni alla base del ricorso si fondavano su:

    la possibilità di attribuire un valore economico alle criptovalute - anche sulla base dei chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate - in quanto beni da inserire nella dichiarazione dei redditi;
    la liceità del conferimento di criptovalute - in quanto beni immateriali (richiamando a tal proposito i diritti di proprietà industriale);
    l'esistenza di una valutazione della criptovaluta da parte dei soggetti operanti sulla relativa piattaforma di scambio; e
    l'asserito livello di diffusione della criptovaluta presso la piattaforma di scambio.

    Il Tribunale rigettava il ricorso, non ritenendo convincenti le motivazioni del medesimo né sussistenti i presupposti per la concessione del provvedimento ordinatorio richiesto, giudicando infine la perizia predisposta ex articolo 2465 C.C. "manchevole di completezza, logicità, coerenza e ragionevolezza delle sue conclusioni".
    Il Tribunale, premesso quanto sopra sulle criptovalute in generale, evidenzia:

    che la specifica criptovaluta oggetto del conferimento non compare in alcuna piattaforma di scambio tra criptovalute o tra criptovalute e monete aventi corso legale ;
    che l'unico "mercato" esistente di quella specifica criptovaluta è una piattaforma riconducibile agli stessi ideatori della criptovaluta stessa;
    che non risulta alcun livello di diffusione e di pubblicità della criptovaluta , caratteristica di cui invece una moneta virtuale dovrebbe essere dotata se aspira a detenere una presenza effettiva sul mercato.

    Il Tribunale sottolinea, quindi, che ciò che viene conferito deve essere suscettibile di valutazione economica e perchè ciò sia possibile è necessario:

    che vi sia un mercato del bene che si conferisce (presupposto di qualsivoglia attività valutativa), che permetta la liquidazione mediante conversione in denaro contante;
    che la verifica del valore della criptovaluta deve svolgersi sulla base di parametri (quali potrebbero essere i valori registrati sulle principali piattaforme di conversione) e altresì di correttivi (quali ad esempio, come suggerisce il Tribunale, l'utilizzo di un valore medio) utili a ottenere un effetto di stabilizzazione del prezzo .

    Il Tribunale sottolinea ancora, affrontando un tema nuovo e importante, che il bene oggetto di conferimento deve poter essere bersaglio dell'aggressione da parte di creditori anche mediante forme di esecuzione forzata.
    Il Tribunale, quindi, rilevando che la moneta virtuale oggetto di conferimento è in fase sostanzialmente embrionale, rigetta il ricorso, statuendo che la criptovaluta in oggetto non ha ancora i requisiti minimi per poter essere assimilata ad un bene suscettibile di valutazione economica e, quindi, possibile oggetto di conferimento.
    Per scaricare il testo del decreto del Tribunale di Brescia clicca qui.

  • Spese sanitarie e agevolazioni fiscali: la guida dell'Agenzia Entrate
    Sono 720 milioni i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani nel periodo d'imposta 2017 e comunicati all'Agenzia da farmacie, studi medici, cliniche, ospedali.
    Da questi dati è chiaro come le spese sanitarie siano diventare una voce importante presente nella dichiarazione dei redditi degli italiani, così come le agevolazioni fiscali ad esse collegate.
    L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato, nella sezione Guide Fiscali, un vademecum relativo alle agevolazioni fiscali sulle spese sanitarie che, sulla base delle ultime circolari pubblicate, evidenzia le diverse tipologie che è possibile riportare nella propria dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi Pf).
    Per ciascuna spesa sanitaria sono specificati tutti i documenti utili da esibire all'intermediario che predispone e invia la dichiarazione o che devono essere conservati per eventuali controlli dell'Agenzia.
    Un altra parte del vademecum approfondisce il tema delle spese mediche generiche e a quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, sostenute dalle persone con disabilità.
    Clicca qui per accedere al documento.




  • L'entrata in vigore della fattura elettronica si avvicina: il confronto tra Fisco e Digitale
    Il 20 settembre si è tenuto a Torino, nello splendido scenario del Teatro Carignano, un convegno per analizzare il rapporto tra amministrazione finanziaria e nuove tecnologie.
    Tanti gli argomenti all'ordine del giorno: la Digital Tax, le Criptovalute, le Blockchain, la Fatturazione Elettronica.

    La giornata, organizzata da Eutekne, è stata un'occasione di confronto tra i maggiori esperti del settore, tra cui Dario Deotto (pubblicista e commercialista), Ernesto Maria Ruffini (avvocato tributarista ed ex Direttore dell'Agenzia Entrate), Vincenzo Visco (professore universitario ed ex Ministro delle Finanze), Enrica Eandi (Vice Presidente di Assosoftware) e Paolo Savini (vice Direttore dell'Agenzia Entrate).

    Dallo stimolante dibattito sono emersi quali sono e saranno i vantaggi che una sempre più digitalizzazione del Fisco potrà portare a contribuenti e professionisti. Sono state altresì trattate le difficoltà che occorrerà affrontare e le semplificazioni necessarie.
    La fattura elettronica è ormai una realtà concreta ma i cambiamenti previsti e le novità in materia fiscale sono molte e il diritto dovrà seguire sempre più la strada della... [continua sul sito]
  • Il curatore fallimentare non è il legale rappresentante
    Pare una banalità scrivere che il curatore fallimentare non è il legale rappresentante del soggetto fallito. Tuttavia questo concetto, per quanto semplice, qualche volta viene dimenticato. E' successo che cartelle di pagamento riferite a tributi dovuti dal soggetto fallito fossero notificate al curatore con indicazione del codice fiscale di quest'ultimo e, in alcuni casi, senza alcuna indicazione del soggetto fallito. Le implicazioni di ciò sono notevoli: il curatore si trova a dover chiedere l'annullamento in autotutela dell'atto e, se ciò non avviene, addirittura ricorrere presso la Commissione Tributaria, con conseguenti perdite di tempo e spese legali.

    Il Curatore fallimentare non assume mai la qualifica di legale rappresentante del soggetto fallito (persona fisica o società), né è responsabile per i debiti di quest'ultimo. Egli agisce unicamente in veste di ausiliario del Giudice per la liquidazione dell'attivo e la ripartizione del ricavato tra i creditori aventi diritto nel rispetto della par condicio creditorum.
    Solo in relazione a tale ruolo diventa sostituto del fallito, con i poteri e le finalità stabiliti dalla legge fallimentare.

    Il fallimento determina lo spossessamento generale dei beni in capo al debitore, nell'interesse dei creditori, al fine del soddisfacimento degli stessi in modo concorsuale. A tale... [continua sul sito]
  • Privacy: dlgs. 101/2018 in vigore dal 19/9/2018. Adeguamento al GDPR
    E' stato pubblicato sulla GU del 4/9/2018 il decreto legislativo n. 101, di adeguamento al Regolamento Europeo 2016/679, che entrerà in vigore il prossimo 19 settembre; con il suindicato dlgs. non viene abrogato il D.lgs. 196/2003 ma integrato e modificato, così come indicato nell'articolo 2/196.

    "Il presente codice reca disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alle disposizioni del regolamento."

    Di seguito le principali novità; l'indicazione di articoli si riferisce al D.lgs. 101/2018 - Nota = appunti di studio - RE = Regolamento Europeo



    Autorità di controllo nazionale - art. 2
    L'Autorita' di controllo di cui all'articolo 51 del regolamento e' individuata nel Garante per la protezione dei dati personali, di seguito «Garante», di cui all'articolo 153


    Definizione di comunicazione dei dati - art. 2
    il dare conoscenza dei dati personali a uno o piu' soggetti determinati diversi dall'interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dell'Unione europea, dal responsabile o dal suo rappresentante nel territorio dell'Unione... [continua sul sito]
  • Terreni affrancati venduti ad un prezzo inferiore - Assurde problematiche
    E' molto frequente il caso di vendita di un terreno ad un prezzo inferiore a quanto a suo tempo affrancato.

    Che fare?

    Logica vorrebbe che se si è affrancato il terreno ad un valore più alto, nessuna conseguenza tributaria ne possa derivare, vendendolo ad un prezzo inferiore. Ma non è così, per l'Amministrazione Finanziaria.

    Con la circolare numero 1 del 15 febbraio 2013, paragrafo 4.1), l'Amministrazione Finanziaria ha ammesso una soluzione molto discutibile, una sorta di meccanismo di "prezzo valore", per cui:

    nell'atto di vendita sono da indicare sia il corrispettivo che il maggior valore di perizia;
    il venditore non perde i benefici della rivalutazione (benefici che, invece, vengono meno se la doppia indicazione non ha luogo) e non realizza alcuna plusvalenza, essendo il primo termine inferiore al secondo;
    le imposte di registro, ipotecaria e catastale, a carico dell'acquirente, sono però liquidate sul maggior valore di perizia.

    Esiste anche una soluzione alternativa: redigere una nuova perizia, al ribasso (si può vedere l'esempio di cui alla circolare 20/2016 ed anche... [continua sul sito]
  • In partenza il nuovo 'conto di base': caratteristiche e beneficiari
    Dal 19/8/2018 sono applicabili le norme che hanno istituito il nuovo "conto di base", un conto corrente destinato a consumatori e pensionati con caratteristiche uniformi in termini di numero di operazioni annuali massime eseguibili a fronte del pagamento di un canone annuale omnicomprensivo o -per alcune categorie di clienti- fruendo della totale gratuità anche rispetto all'imposta di bollo (1). Le banche, le Poste e gli istituti di moneta elettronica e di pagamento sono obbligati ad offrire, tra gli altri, questo tipo di conto alle condizioni fissate dalle normative. La nuova versione va a sostituire, ampliando la categoria dei beneficiari, quella vecchia istituita nel 2012 grazie al Dl 201/2011 e alla successiva Convenzione Abi/Poste/Banca d'Italia/Min.Economia firmata nel 2012 e poi rinnovata nel 2014. I vecchi "conti base" possono essere convertiti dalle banche nei nuovi, avvisando il cliente.
    La versione standard che prevede il pagamento di un canone annuo omnicomprensivo è accessibile a tutti mentre le versioni gratuite sono riservate a consumatori a basso reddito (con ISEE inferiore a 11.600 euro) e a pensionati (con trattamenti di importo lordo annuo fino a 18.000 euro).
    In futuro saranno disponibili siti web per il confronto delle offerte esistenti sul mercato.
    Tutte le informazioni si trovano nella scheda pratica Conto di base: caratteristiche e beneficiari.
    (1) Testo Unico Bancario (TUB, D.lgs.385/93) sezione III (artt. 126-noviesdecies e seguenti) così come modificata dal D.lgs.37/2017 di recepimento della Direttiva 2014/92/UE;... [continua sul sito]
  • Studi settore: quando il cervello è troppo... elettronico
    Incrocio dei dati negli studi di settore del 2016 di due società che esercitano l'attività di poliambulatorio medico (in pratica fanno solo visite specialistiche a pazienti, più qualche esame diagnostico): hai dichiarato di sostenere spese per canoni di locazione di immobili e non hai indicato la superficie utilizzata per l'esercizio dell'attività, se vuoi metterti a posto fai il ravvedimento operoso, sennò rischi un controllo.

    Scarica il software relativo agli studi di settore, compila ed invia telematicamente con la risposta:

    lo studio di settore richiede unicamente la superficie utilizzata per l'attività di dialisi, oppure per l'attività di analisi, attività che non vengono esercitate dal contribuente.
    La stessa cosa per una ditta che esercita l'attività di autolavaggio: manca la superficie, peccato che la superficie da indicare sia quella destinata ad autorimessa o parcheggio, visto che lo studio di settore ricomprende più codici di attività, compresi quelli relative, appunto, ad autorimessa o parcheggio.

    Forse ci stiamo dimenticando che non si può affidare ad un computer il fare tutto, il non verificare a priori con la propria testa il funzionamento di procedure standardizzate, anche solamente per considerare che sono stati spesi soldi dei contribuenti per mandare una comunicazione che non ha ragione di esistere, poi soldi del contribuente per scaricare software, desktop telematici e quant'altro per poter rispondere ad una comunicazione completamente infondata.

    Vedremo poi cosa accadrà e cosa sta accadendo con la fatturazione... [continua sul sito]
  • Il Bonus Pubblicità diventa operativo: un'imperdibile occasione per la tua pubblicità con AteneoWeb
    Il 24 luglio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm 16 maggio 2018 n. 90 contenente la disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento degli incentivi fiscali relativi agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Ricordiamo i principali aspetti dell'agevolazione:


    beneficiari: imprese o lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, nonché enti non commerciali;


    investimenti agevolabili: investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati dal 1° gennaio 2018, il cui valore superi di almeno l'1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell'anno precedente (investimenti incrementali); sono inoltre altresì agevolabili gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell'1% l'ammontare degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel 2016;


    misura dell'agevolazione: il credito d'imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start... [continua sul sito]
  • Telefonia e pay tv. Conciliazione obbligatoria e definizione delle controversie davanti al Corecom
    Quando si ha una controversia in ambito di telefonia o tv a pagamento (addebiti ingiusti, malfunzionamento del servizio etc.) la prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto (messa in mora) direttamente al gestore. Spesso però il gestore non solo non risolve il problema, ma neanche risponde. Cosa fare?
    Se quindi il reclamo non viene accolto o addirittura ignorato, per far valere i propri diritti è necessario procedere con un tentativo di conciliazione prima di agire in giudizio. La conciliazione può essere esperita presso un organismo di mediazione a pagamento (Camera di Commercio etc.), oppure gratuitamente presso il Corecom della propria regione.
    Se la conciliazione va a buon fine, ovvero se l'utente e il gestore trovano un accordo soddisfacente per entrambi, verrà redatto un verbale dal conciliatore Corecom che sarà vincolante al pari di una sentenza. Se invece la conciliazione non va a buon fine, si potrà nuovamente ricorrere gratuitamente al Corecom (o all'Agcom) per la definizione della controversia, o in alternativa si potrà fare causa al giudice ordinario.

    In breve, per le controversie telefoniche o pay tv, questo è il percorso da seguire per arrivare ad una soluzione:
    1. inviare un reclamo scritto al gestore;
    2. tentativo di conciliazione al Corecom (consigliabile) oppure presso altro organismo autorizzato
    3. definizione al Corecom (o all'Agcom), oppure causa al giudice ordinario
    La conciliazione e... [continua sul sito]
  • Strategie d'investimento: che cosa vuoi ottimizzare?
    Più volte abbiamo ribadito l'importanza di avere una o più strategie per scegliere cosa comprare/vendere, quando ed in quale quantità. Non esistono strategie migliori di altre, esistono solo strategie più adatte alla propria personalità.
    In questo articolo desideriamo soffermarci su un aspetto spesso sottovalutato.
    Quando andiamo a scegliere una strategia d'investimento, qual è l'aspetto che desideriamo maggiormente ottimizzare?
    La risposta può apparire scontata: "è ovvio che una strategia d'investimento deve massimizzare il rendimento dell'investimento". Basandomi sulla mia esperienza diretta (circa vent'anni di studio dei mercati finanziari a diretto contatto con gli investitori di tutti i tipi), per quanto il rendimento sia importante, posso testimoniare che non è la prima cosa che un investitore medio guarda.
    In genere gli investitori desiderano prima di tutto non perdere i soldi investiti. Solo in seconda battuta puntano al maggior rendimento possibile, ma solo all'interno delle opzioni che rispettano il vincolo precedente, ovvero non perdere soldi.
    Fin qui, niente di particolarmente strano. Anche la volontà di non perdere soldi è scontata almeno quanto la volontà di massimizzare il rendimento. La questione, però, si fa meno scontata nel momento in cui cerchiamo... [continua sul sito]
  • Esecuzioni immobiliari: abolita la scissione dei pagamenti (split payment) sui compensi professionali
    A partire dal 1° luglio 2017, la Manovra Correttiva 2017 (1) aveva previsto l'applicazione della scissione dei pagamenti (split payment) anche ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta ai fini delle imposte sul reddito (ossia i compensi ai professionisti) corrisposti dalle Pubbliche Amministrazioni e da tanti enti o società controllati dalle stesse P.A., direttamente o indirettamente.

    L'Agenzia delle Entrate ha confermato che i soggetti che applicano il regime forfettario e quelli in regime di vantaggio sono esclusi dal meccanismo dello split payment.

    Il meccanismo dello split payment prevedeva che l'IVA addebitata in fattura ad un Ente Pubblico o a società riconducibile alla pubblica amministrazione (identificata attraverso appositi elenchi stilati dall'Agenzia delle Entrate e periodicamente aggiornati), non viene corrisposta al professionista, ma è lo stesso Ente o società a versarla nelle casse dell'Erario.

    Tale meccanismo ha permesso allo Stato di ridurre l'evasione fiscale, ma ha comportato una modifica degli adempimenti a carico dei fornitori. Lo split payment IVA è stato introdotto dalla Legge... [continua sul sito]
  • E' dovuto il bollo in caso di fermo fiscale
    Non è escluso l'obbligo di pagamento della tassa automobilistica per la vettura soggetta a fermo disposto dall'agente della riscossione. Le Commissioni tributarie provinciali di Firenze e Bologna hanno sollevato una questione di legittimità costituzionale delle proprie leggi regionali che prevedono la debenza del bollo auto anche per i veicoli sottoposti a fermo fiscale.
    In particolare le disposizioni regionali denunciate prevedono che "La trascrizione presso il PRA del provvedimento di fermo derivante dalla procedura di riscossione coattiva di crediti di natura pubblicistica non esplica effetti ai fini della interruzione e sospensione dell'obbligo tributario".

    Tale disposizione violerebbe, secondo i giudici rimettenti, gli articoli 117, secondo comma, lettera e), e 119, secondo comma, della Costituzione, in quanto in contrasto con la norma di cui all'articolo 5, comma 36 (oggi 37), del Decreto Legge n. 953/1982, che invece prevede una espressa esenzione dall'obbligo di pagamento della tassa automobilistica nel caso di perdita di possesso e/o indisponibilità del mezzo ("La perdita del possesso del veicolo o dell'autoscafo per forza maggiore o per fatto di terzo o la indisponibilità conseguente a provvedimento dell'autorità giudiziaria o della pubblica amministrazione, annotate nei registri... [continua sul sito]
  • Esecuzioni immobiliari: immobile ad uso abitativo di proprietà di un soggetto IVA e calcolo delle imposte
    Il professionista delegato (1) provvede alle operazioni dell'incanto e all'aggiudicazione dell'immobile.
    A seguito dell'aggiudicazione del bene, il professionista delegato deve inviare una comunicazione all'aggiudicatario (tramite raccomandata o PEC), con la quale indica:

    il prezzo di aggiudicazione
    la cauzione versata
    l'importo da versare per portare alla firma del Giudice dell'Esecuzione il decreto di trasferimento, comprensivo di

    saldo prezzo (importo aggiudicazione meno cauzione)
    imposte di registro, ipotecaria e catastale ed eventualmente IVA
    le spese vive ulteriori e dettagliate, a carico dell'aggiudicatario
    la quota di compenso a carico dell'aggiudicatario relativo alla fase di trasferimento della proprietà (ex art. 2 comma 7 D.M. n. 227/2015).

    il termine per il versamento
    l'Istituto di Credito, l'intestazione del conto corrente, il numero di conto e IBAN ove effettuare il versamento.

    E' opportuno che il professionista delegato indichi i criteri utilizzati per il calcolo delle imposte, ed eventualmente l'applicazione delle agevolazioni... [continua sul sito]
  • I pacchetti viaggio
    Il "Codice del turismo" (D.lgs.79/2011), entrato in vigore il 21/6/2011 ha, tra le altre cose, assorbito la normativa che regola i pacchetti viaggio abrogando la parte del codice del consumo che se ne occupava (articoli dall'82 al 100). Il riferimento normativo per i "pacchetti viaggio" e' pertanto diventato il D.lgs.79/2011 aggiornato in ultimo dal D.lgs.62/2018 che ha recepito la Direttiva 2015/2302, con novità in vigore dal 1/7/2018. Le regole presenti in questa scheda sono aggiornate e si applicano quindi ai contratti stipulati a partire dal 1 Luglio 2018.
    SOGGETTI COINVOLTI
    La nuova direttiva 2015/2302 recepita dal D.lgs. entrato in vigore a Luglio 2018 definisce in modo nuovo i soggetti coinvolti nell'acquisto di un pacchetto turistico:
    - viaggiatore: chi intende stipulare o stipula un contratto o è autorizzato a viaggiare in base ad un contratto concluso;
    - organizzatore: professionista che combina pacchetti e li vende od offre direttamente o unitamente ad altro professionista (es. tour operator)
    - venditore: diverso dall'organizzatore, che vende o offre in vendita pacchetti combinati da un organizzatore (es. agenzia viaggi).
    (ambedue rientrano nella categoria di "professionisti", persone fisiche o giuridiche, soggetti pubblici o privati che agiscono a scopi commerciali, contrapposti al viaggiatore/consumatore)
    IL PACCHETTO TURISTICO
    I pacchetti... [continua sul sito]
  • Esecuzioni Immobiliari - saldo prezzo e sospensione termini feriali
    L'art. 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 (1) stabilisce: "Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1º al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l'inizio stesso è differito alla fine di detto periodo."

    La norma, stabilita al fine di permettere agli operatori della Giustizia (principalmente magistrati, avvocati e altri professionisti, come i delegati alla vendita nelle esecuzioni immobiliari) di godere di un periodo di effettivo riposo lavorativo, viene applicata a tutti i termini processuali che scadono o che attraversano il periodo dall'1 agosto al 31 agosto, con automatico slittamento di 31 giorni.
    La norma ha valenza anche per il settore delle Esecuzioni Immobiliari.

    Chiunque è interessato all'acquisto di un immobile pignorato deve presentare offerta, nei modi e termini fissati dall'avviso di vendita e presentare apposita cauzione.

    Qualora l'offerente diventi aggiudicatario del bene, ai sensi dell'art. 585 del Codice di... [continua sul sito]
  • La tassazione delle criptovalute: i chiarimenti dell'Agenzia
    La risposta all' Interpello 956-39/2018 da Direzione Regionale Lombardia dell'Agenzia Entrate ha portato importanti chiarimenti per quanto riguarda la tassazione delle operazioni in criptovalute e l'indicazione del loro possesso nel quadro RW.
    Per quanto riguarda il primo aspetto, le plusvalenze derivanti da cessione/conversione di cripto valuta sono tassabili se si è in presenza di:

    un'operazione di cessione a termine
    un'operazione di cessione a pronti e una giacenza media delle criptovalute possedute superiore ad euro 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo d'imposta. Il tasso di cambio euro/moneta virtuale da utilizzare per calcolare questa giacenza è quella del 1° gennaio del periodo d'imposta nel quale è avvenuta la vendita e rilevato sul sito dove ha acquistato la valuta virtuale o, in mancanza, quello rilevato sul sito dove il contribuente effettua la maggior parte delle operazioni.

    Di fatto la vendita di criptovalute viene assimilata ad una cessione di valuta estera e quindi genera un reddito diverso soggetto ad imposta sostitutiva del 26 %.
    Poiché alle valute virtuali si rendono applicabili... [continua sul sito]
  • Atti tributari: è inesistente notifica tramite agenzia privata
    Come è noto, Poste Italiane ha finora gestito in esclusiva il servizio di notificazione degli atti giudiziari a mezzo posta. Questo in base all'articolo 4, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo n. 261/1999, che, nel liberalizzare i servizi postali, aveva tuttavia riservato a Poste Italiane, per esigenze di ordine pubblico, le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla Legge n. 890/1982, ivi incluse quelle degli atti tributari sostanziali e processuali. (Cassazione, ordinanza n. 19467/16).

    Oggi non è più così.
    E infatti, a partire dal 10 settembre 2017, l'articolo 4 sopra citato è stato abrogato dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124.

    Tale abrogazione comporta, quindi, la soppressione dell'esclusiva a Poste Italiane, quale fornitore del servizio postale universale, in relazione ai servizi inerenti le notificazioni e comunicazioni di atti giudiziari, ai sensi della Legge n. 890/1982, nonché ai servizi inerenti le notificazioni delle violazioni al Codice della strada ai sensi dell'articolo 201 del Decreto Legislativo n. 285/1992.
    Ci si è chiesti, dunque, quale sia la sorte delle notifiche effettuate a mezzo... [continua sul sito]
  • Pedoni e ciclisti: diritti e doveri
    Considerato che anche i pedoni e i ciclisti sono utenti della strada e che spesso capita di notare che non ne sono consapevoli, pubblichiamo una guida dei loro diritti ma anche delle regole che devono rispettare, corredata da giurisprudenza utile. PEDONI
    Circolazione sui marciapiedi
    I pedoni devono circolare sui marciapiedi, sulle banchine, sui viali e sugli altri spazi per essi predisposti.
    In mancanza o se questi spazio non sono accessibili, devono circolare sul margine della strada opposto al senso di marcia
    Fuori dai centri abitati hanno l'obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi, e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia quando si tratti di carreggiata a senso unico.
    Da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere i pedoni che circolano sulla carreggiata di strade esterne ai centri abitati, prive di illuminazione pubblica, devono farlo su un'unica fila.
    Attraversamento della strada
    Per attraversare la strada i pedoni devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sotto-passaggi e sopra-passaggi.
    Se questi non esistono o distano più di 100 metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare ma solo in senso perpendicolare, facendo attenzione ad evitare situazioni di pericolo per sé e/o per altri.
    Attenzione, perché nel caso di attraversamento... [continua sul sito]
  • La sharing economy e il commercialista 4.0
    L'abbinamento Internet - innovazione tecnologica, oltre a rivoluzionare gli aspetti culturali e sociali, sta generando radicali mutamenti nelle professioni economiche e legali. Il business digitale impone una nuova visione dell'economia, che tende a innovativi modelli di business e, di conseguenza, alla creazione di rivoluzionarie figure professionali, impensabili solo fino a qualche anno addietro. Per esempio, il marketing oggi è diventato network marketing, web marketing, social media marketing. Da ciò ne deriva che gli esperti di marketing adesso sono i social media manager, i consulenti di web marketing, i web influencer etc.
    Altro caso emblematico è quello concernente riviste e giornali che si leggono in misura sempre più preponderante nel formato elettronico, anziché tramite il tradizionale mezzo cartaceo. Questo comporta la necessità di scegliere i contenuti maggiormente adatti a essere immediatamente evidenziati, le parole chiave ottimali per venire subito "catturate" dai motori di ricerca e via discorrendo. Le figure professionali che si ricercano, pertanto, non sono più i classici correttori di bozze, ma piuttosto i web content manager e i SEO copywriter (scrittori di contenuti dotati dei requisiti di Search Engine Optimization).
    Il commercialista, anziché rimboccarsi le maniche e passare al nuovo status 4.0 richiesto dal mercato... [continua sul sito]
  • Imposta di successione e beneficio d'inventario. Quando si deve pagare?
    Cass. Civ. 11458 dell'11 maggio 2018. In caso di accettazione di eredità con beneficio di inventario scatta un meccanismo particolare previsto dalla legge per quanto riguarda il pagamento dei debiti ereditari e della imposta di successione.
    Su questo argomento è intervenuta la Sezione Tributaria della Cassazione, con la recente sentenza n. 11458 dell'11 maggio 2018, che chiarisce quali sono gli effetti del beneficio d'inventario nei confronti del Fisco.
    Effetti dell'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario
    A seguito dell'apertura della successione, gli eredi hanno a disposizione tre alternative:

    rinunciare all'eredità;
    accettare puramente e semplicemente;
    accettare con beneficio d'inventario.

    Il beneficio d'inventario è uno speciale meccanismo previsto dall'art. 484 c.c. per effetto del quale

    colui che accetta l'eredità mantiene distinto il proprio patrimonio personale da quello del defunto

    e pertanto potrà essere chiamato a rispondere dei debiti ereditari e dei legati solo nei limiti di quanto ricevuto per successione.
    Accettazione beneficiata e termine di pagamento dell'imposta di successione[continua sul sito]
  • Rc-auto, novità su attestati di rischio e classe di merito
    Due Provvedimenti dell'IVASS di Aprile 2018 hanno introdotto alcune modifiche alle regole riguardanti gli attestati di rischio e la classe di merito nell'ambito dei contratti di assicurazione obbligatoria r.c.auto. (1)
    Per quanto riguarda gli attestati di rischio, i documenti che attestano la "storia" assicurativa del veicolo, viene introdotta una tabella di sinistrosità relativa ai 10 anni precedenti rispetto alla scadenza del contratto, con i sinistri pagati. Ciò al posto dell'attuale indicazione dei sinistri verificatisi negli ultimi cinque anni, indicazione che comunque per quanto risposto dall'IVASS resterà valida per tutto quest'anno con introduzione progressiva degli anni aggiuntivi a partire dal 2019.
    Altra novità è l'introduzione di un codice identificativo univoco del rischio (IUR), determinato abbinando il proprietario ai veicoli di suo possesso, che permetterà alle compagnie un'identificazione veloce e univoca del rischio in modo da poter subito assegnare al contratto la classe di merito corretta. Questo dato dovrebbe apparire sugli attestati relativi a contratti annuali in scadenza a partire dal 1 agosto 2018.
    Riguardo alle classi di merito... [continua sul sito]

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