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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Customer Acquisition Cost (CAC)
Quanto ti costa portare un nuovo cliente nel tuo studio? Il "passaparola" non è gratis: costa tempo, networking e investimenti. Cos’è e come si calcola
Somma di tutte le spese di marketing, commerciale e tempo dei partner dedicato alla vendita, diviso per il numero di nuovi clienti acquisiti.
L’interpretazione del risultato
Il CAC deve essere una frazione del valore che il cliente porterà nel tempo.
Se spendi 2.000€ per acquisire un cliente che ne paga 1.000€ una tantum, stai distruggendo ricchezza.
Perché è strategico per il tuo Studio
Ti permette di valutare se le tue campagne marketing o i tuoi sforzi di networking stanno funzionando o se sono solo un buco nell'acqua.
Un esempio pratico
Spendi 5.000€ in un anno tra sito web e LinkedIn.
Acquisisci 5 nuovi clienti. Il tuo CAC è di 1.000€.
Conclusione e azioni chiave
Traccia sempre l'origine dei nuovi clienti per capire quali canali hanno il CAC più basso.
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La governance societaria alla prova della paralisi gestionale: lo Studio n. 126-2025/I del Consiglio Nazionale del Notariato
Strumenti statutari, distinzioni concettuali e soluzioni operative per il superamento dello stallo nei Consigli di Amministrazione paritetici. Nelle moderne dinamiche del diritto societario, la struttura paritetica della compagine sociale, tipica delle cosiddette società "fifty-fifty" o a ristretta base azionaria, rappresenta un modello organizzativo tanto diffuso quanto intrinsecamente vulnerabile. In tali contesti, la partecipazione all'organo gestorio tende a riflettere specularmente l'assetto del capitale, dando vita a una simmetria che esclude quasi sistematicamente l'inserimento di amministratori indipendenti o terzi.
Se da un lato questa configurazione garantisce un perfetto equilibrio di controllo tra i soci fondatori, dall'altro finisce per traslare inevitabilmente le eventuali tensioni proprietarie sul piano della gestione ordinaria e straordinaria.
Poiché il Consiglio di Amministrazione (CdA) opera secondo il principio maggioritario, la mancata convergenza su una delibera strategica espone l'ente al rischio immediato di una paralisi aziendale. In questo alveo normativo e operativo si inserisce lo Studio n. 126-2025/I del Consiglio Nazionale del Notariato, intitolato "Lo stallo decisionale nell'organo amministrativo delle società". L'elaborato offre una rigorosa disamina dottrinale e preziosi spunti... [continua sul sito]
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Riscossione tributi erariali: la prescrizione resta di 10 anni, ma per sanzioni e interessi è di 5 anni
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 85 decisa il 23/03/2026 e pubblicata sulla G.U. della Repubblica il 20/05/2026, ha stabilito che la prescrizione per la riscossione dei tributi erariali (come IRPEF, IRES e IVA) rimane ordinariamente fissata a dieci anni. La Consulta ha respinto i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, confermando il consolidato orientamento della Cassazione.
Tuttavia, la pronuncia offre l'occasione per fare chiarezza su un punto cruciale: il "doppio binario" temporale che separa le imposte dai loro accessori, ovvero sanzioni e interessi.
L'origine della controversia e i dubbi del giudice tributario
Il giudizio di legittimità costituzionale è nato in via incidentale nell'ambito di un contenzioso tra l'Agenzia delle entrate - Riscossione e un contribuente. Al centro della disputa vi era un'intimazione di pagamento per tributi erariali notificata nell'agosto del 2022, il cui precedente atto di riscossione risaliva all'aprile del 2011. L'amministrazione finanziaria sosteneva la tempestività della notifica calcolando una proroga di ventiquattro mesi dovuta alla sospensione dei termini durante l'emergenza COVID-19.
Tuttavia, la Corte di giustizia tributaria del Lazio ha sollevato la questione di costituzionalità.
Secondo il giudice rimettente, applicare il termine decennale ai tributi dello Stato appariva irragionevole... [continua sul sito]
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La gestione delle visite da parte del Custode Giudiziario: note pratiche
La gestione delle visite da parte del Custode Giudiziario rappresenta un momento centrale nella procedura esecutiva immobiliare, incidendo direttamente sull’efficienza delle vendite forzate. Una pianificazione strutturata degli accessi e una corretta attività di accompagnamento dei potenziali acquirenti possono infatti aumentare sensibilmente le probabilità di aggiudicazione già al primo esperimento di vendita. Introduzione e valore strategico delle visite
Una delle attività fondamentali del Custode Giudiziario è l’accompagnamento dei potenziali acquirenti a visitare l’immobile pignorato, secondo le modalità stabilite con l’ordinanza del Giudice dell’esecuzione, stabilito dall’art. 560 c.p.c..
Se organizzata in modo preciso e organizzato, questa attività è in grado di generare risultati di rilievo per tutti gli attori che prendono parte alla vendita forzosa.
Quando il prezzo stimato risulta corretto, la probabilità di alienare l'immobile fin dalla prima asta si rivela molto elevata, in particolare nelle città capoluogo di provincia e nelle località turistiche.
Il Custode Giudiziario ha il dovere di impegnarsi tempestivamente nella gestione degli accessi operando in modo strutturato. Questo approccio persegue un duplice obiettivo:
individuare nel minor tempo possibile un acquirente;
produrre adeguate relazioni sull’attività svolta da destinare agli organi della procedura e ai creditori.
Al contrario, lo scenario in cui l'asta vada deserta comporta la necessità di fissare nuovi esperimenti di vendita. Per... [continua sul sito]
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Guida pratica al Rendiconto per Cassa: istruzioni operative per i piccoli enti
Il tessuto connettivo del Terzo Settore italiano è composto in larga parte da piccole e piccolissime associazioni di promozione sociale (APS) e organizzazioni di volontariato (ODV). Consapevole di questa realtà, il legislatore ha previsto un regime di rendicontazione semplificato per gli enti che non superano i 300.000 euro di proventi annui. Per queste realtà, lo strumento principe è il Rendiconto per Cassa (Modello D). Tuttavia, la parola "semplificato" non deve trarre in inganno: il Modello D non è un semplice quaderno delle entrate e delle uscite compilato in modo informale, ma una struttura contabile rigorosa che risponde al principio di cassa puro, pur mantenendo un elevato livello di dettaglio informativo.
Anatomia del Modello D: le macro-aree di analisi
Il Rendiconto per Cassa si presenta come un prospetto a due sezioni contrapposte (Entrate a destra, Uscite a sinistra) suddiviso in cinque macro-aree finanziarie, identificate dalle lettere dell'alfabeto. Questa architettura consente di capire immediatamente da dove provengono le risorse dell'associazione e come vengono impiegate:
Sezione
Descrizione dell'Area Finanziaria
Contenuto Principale
Sezione A
Attività di interesse generale
Quote associative, contributi pubblici per progetti statutari, donazioni liberali.
Sezione B
Attività diverse
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Il Budget di Tesoreria: la Guida del CNDCEC
Nell’attuale scenario macroeconomico, contrassegnato da una marcata volatilità dei mercati, dallchr("\1")irrigidimento delle condizioni di accesso al credito e da shock geopolitici ricorrenti, la "cassa" si è imposta come il vero e indiscusso indicatore della salute e della continuità aziendale. Un bilancio in utile racconta una storia passata, ma non garantisce affatto che l’azienda sia in grado, la mattina successiva, di pagare i propri fornitori, i dipendenti, le imposte o le rate dei finanziamenti in scadenza.
Questo mutamento di paradigma rappresenta il fulcro concettuale del documento di ricerca intitolato “Il budget di tesoreria: principali funzioni e aspetti operativi”, pubblicato il 19 maggio 2026 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC).
L’obiettivo dell’opera è chiaro e ambizioso: offrire a imprese e professionisti una guida rigorosa, scientifica e al contempo operativa per implementare il budget di tesoreria non come un mero adempimento burocratico, bensì come il perno della governance strategica e degli adeguati assetti aziendali.
Il contesto regolatorio
Il Documento del CNDCEC mette in luce come l’intera impalcatura normativa civilistica e le prassi di vigilanza bancaria abbiano definitivamente abbandonato l'approccio retrospettivo per abbracciare una logica rigidamente forward-looking (orientata al futuro).
Il pilastro... [continua sul sito]
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I numeri chiave per guidare la PMI – La bussola del talento: la matrice a 9 caselle
In una PMI, capire chi sono i "pilastri" su cui costruire il futuro e chi invece ha bisogno di supporto è una sfida quotidiana.
Spesso lchr("\1")imprenditore decide basandosi sullchr("\1")intuito, ma lchr("\1")intuito può essere ingannato dalle simpatie o dalle contingenze del momento. La matrice a 9 caselle (9-box matrix) è uno strumento strategico che permette di mappare i dipendenti incrociando due dimensioni fondamentali: la performance passata (i risultati ottenuti) e il potenziale futuro (la capacità di crescere e assumersi nuove responsabilità). Questo metodo trasforma la valutazione del personale in una mappa chiara per lo sviluppo dei talenti e la pianificazione delle successioni.
Cos'è e come si calcola
La matrice è un grafico a due assi: l'asse orizzontale misura la performance (bassa, media, alta) e l'asse verticale misura il potenziale (basso, medio, alto). L'incrocio crea 9 quadranti. Non si tratta dunque di una formula matematica pura derivante dal bilancio, ma di un'analisi qualitativa basata su dati oggettivi (raggiungimento dei KPI di vendita, puntualità, qualità dei prodotti, che troviamo nei report di produzione o vendite) e osservazioni comportamentali. Per ogni dipendente, l'imprenditore assegna un punteggio da 1 a 3 per entrambe le dimensioni. I dati di supporto possono venire dai costi di formazione (voce B7) per valutare quanto la risorsa ha appreso e applicato nuovi concetti.
L'interpretazione del risultato
I... [continua sul sito]
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Se me lo avessi detto prima...l’analisi del bilancio in corso di redazione
L’analisi del bilancio in corso di redazione come leva strategica: considerazioni e servizio on line. C’è un momento, nella vita di ogni impresa, in cui i numeri smettono di essere semplice contabilità e diventano un messaggio. Un messaggio rivolto alle banche, ai soci, ai fornitori, agli investitori e, sempre più spesso, anche all’Amministrazione finanziaria.
È il momento della redazione del bilancio d’esercizio.
Il bilancio parla a banche, soci, fornitori e, sempre più spesso, anche agli algoritmi dell’Amministrazione Finanziaria.
Eppure molte aziende, soprattutto piccole e medie, continuano a considerare il bilancio come un adempimento da chiudere in fretta, affidandolo esclusivamente al commercialista a fine anno, senza interrogarsi su ciò che quei numeri diranno all’esterno. È un errore strategico. Perché quando il bilancio arriva sul tavolo di una banca o di un socio, il giudizio è spesso già formulato. E intervenire “dopo” può essere troppo tardi. Non è difficile: è inutile.
Da qui nasce l’importanza dell’analisi del bilancio in corso di redazione: una lettura critica e preventiva dei dati economici, patrimoniali e finanziari, effettuata prima dell’approvazione definitiva del documento. Una pratica che oggi rappresenta... [continua sul sito]
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La mappa degli errori nei bilanci del Terzo Settore: le trappole formali e sostanziali da evitare
L’analisi dei flussi di deposito dei bilanci degli ETS evidenzia come la transizione verso i nuovi schemi ministeriali rappresenti ancora una sfida tecnica notevole per molti amministratori del non profit. Spesso, la buona fede e l'orientamento alla missione sociale mettono in secondo piano il rigore contabile, traducendosi in errori formali e sostanziali che costringono gli uffici del RUNTS a sospendere le pratiche o a richiedere rettifiche.
Comprendere quali siano le anomalie più ricorrenti è fondamentale per blindare i bilanci ed evitare contestazioni che minano la reputazione dell'ente.
Le amnesie del raffronto temporale e le incongruenze della liquidità
L'errore formale statisticamente più diffuso risiede nella mancata o parziale compilazione della colonna relativa all'esercizio precedente.
Tutti i modelli ministeriali (dall'A al D) esigono infatti l'esposizione comparativa dei dati contabili: accanto alla colonna dell'anno di rendicontazione (t) deve obbligatoriamente comparire la colonna dell'anno precedente (t-1). Lasciare in bianco questa sezione, adducendo come scusa il fatto che i dati siano già stati approvati l'anno prima, è motivo di immediato rigetto della pratica.
Il nodo della liquidità
Strettamente connesso a questo aspetto è il "nodo della liquidità". Gli uffici di controllo del RUNTS riscontrano frequenti disallineamenti... [continua sul sito]
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Esecuzioni immobiliari: le conseguenze per l’aggiudicatario inadempiente
In una procedura di esecuzione immobiliare, il momento dellchr("\1")aggiudicazione rappresenta il culmine di un iter complesso. Tuttavia, il perfezionamento del trasferimento della proprietà è subordinato al puntuale versamento del saldo prezzo.
Quando l’aggiudicatario viene meno a tale obbligo, si configura la figura dell’aggiudicatario inadempiente, disciplinata con rigore dal Codice di Procedura Civile per tutelare la serietà della vendita giudiziaria e gli interessi dei creditori. Il giorno stabilito per l’apertura delle buste, a partire dall’orario fissato1, il delegato alla vendita apre le buste telematiche depositate ed esamina le offerte.Tutti i soggetti che hanno formulato le offerte è buona cosa che siano presenti, sia per fornire eventuali chiarimenti sia per partecipare alla gara, che il delegato avvierà non appena concluso il controllo di tutte le offerte depositate.
Si assiste ad una gara tra gli offerenti ed a volte capita che entrino in gioco aspetti emozionali o competitivi, che fanno dimenticare il reale valore del bene e le possibilità economiche e finanziarie dell’offerente.Non è infrequente che, specie per gli immobili più sottovalutati, ci sia gara tra tanti offerenti. Questo porta spesso ad aumenti considerevoli del prezzo, a volte addirittura due o tre volte l’offerta minima.
L’aggiudicatario torna a casa e si rende finalmente conto:
che il prezzo di aggiudicazione è troppo elevato
oppure
di non aver verificato le proprie possibilità finanziarie
che non è in grado di trovare un Istituto di Credito che può finanziare l’acquisto.
Con questo articolo vogliamo... [continua sul sito]
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UNI PdR 167:2025, la nuova frontiera della governance delle PMI
Per migliaia di piccole e medie imprese italiane, l’“adeguato assetto organizzativo, amministrativo e contabile” è stato finora percepito come un obbligo giuridico spesso astratto, evocato dai commercialisti e richiamato dai revisori, ma non sempre tradotto in strumenti operativi concreti. Con la pubblicazione della UNI/PdR 167:2025, questo concetto ha compiuto un salto di qualità decisivo: da obbligo normativo a modello gestionale strutturato, e soprattutto a processo verificabile e certificabile da parte di organismi indipendenti accreditati.
La nuova prassi di riferimento, pubblicata da UNI – Ente Italiano di Normazione il 17 aprile 2025, rappresenta un punto di svolta per il tessuto imprenditoriale italiano. Non solo fornisce alle PMI un quadro metodologico per costruire assetti realmente adeguati, ma introduce per la prima volta in modo esplicito la possibilità di ottenere una certificazione di terza parte accreditata, capace di attestare la solidità della governance aziendale.
Dal Codice Civile alla norma tecnica: cosa cambia
La base giuridica è nota. L’articolo 2086 del Codice Civile impone agli imprenditori che operano in forma societaria o collettiva il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa. L’obiettivo è duplice: assicurare una gestione efficiente e consentire la tempestiva rilevazione di eventuali segnali di crisi.
Con l’entrata in vigore... [continua sul sito]
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I numeri chiave per guidare la PMI – Quanto costa assumere? Ottimizzare il 'cost per hire' (CPH)
Trovare la persona giusta per la propria PMI è un investimento, ma spesso lchr("\1")imprenditore non sa esattamente quanto stia spendendo per ogni nuova firma sul contratto. Il costo per assunzione, noto come "cost per hire" (CPH), è il KPI che mette in luce tutte le spese sostenute per portare un nuovo talento a bordo. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, dove le competenze tecniche scarseggiano, capire quanto costa reclutare è fondamentale per non bruciare budget in canali pubblicitari inutili o in processi di selezione infiniti che allontanano i candidati migliori. Ottimizzare questo dato significa rendere la crescita aziendale economicamente sostenibile.
Cos'è e come si calcola
Il CPH si calcola sommando tutti i costi interni ed esterni legati al reclutamento e dividendoli per il numero totale di assunzioni effettuate in un periodo.
La formula è: (costi interni + costi esterni) / numero di assunzioni.
I costi esterni includono fatture di agenzie di headhunting, annunci su portali come LinkedIn, software di recruiting (ATS) e spese per fiere del lavoro. I costi interni riguardano il tempo speso dal titolare o dal responsabile HR per i colloqui e le attività amministrative.
Dove trovare i dati nel conto economico
I dati si estraggono dal conto economico (voce B7 per i servizi esterni e B9 per il tempo del personale interno). È un calcolo che richiede onestà intellettuale nel conteggiare anche le ore dell'imprenditore dedicate ai colloqui... [continua sul sito]
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PEC in arrivo con le nuove lettere di compliance sugli Aiuti di Stato 2022
L’Agenzia Entrate ha avviato una nuova e massiccia operazione di controllo e promozione dell’adempimento spontaneo, che questa volta prende direttamente di mira i beneficiari di Aiuti di Stato e di aiuti in regime de minimis. Con il recente Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate prot. n. 143075/2026, emanato il 14 maggio 2026, l’Amministrazione finanziaria ha infatti definito i criteri e il contenuto di una nuova e capillare tornata di comunicazioni di compliance.
Le missive stanno già pervenendo via PEC ai domicili digitali dei contribuenti coinvolti e vengono contestualmente messe a disposizione dei cittadini all’interno del proprio Cassetto Fiscale, nella sezione “L’Agenzia scrive”.
Il meccanismo che ha fatto scattare i controlli risiede nella mancata o errata iscrizione delle agevolazioni nei registri nazionali dedicati, ossia il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), il SIAN (specifico per il settore agricolo) o il SIPA (riservato a pesca e acquacoltura).
L’Agenzia Entrate ha incrociato i flussi informatici e i dati indicati dai contribuenti all’interno dei modelli REDDITI, IRAP e 770 relativi al periodo d’imposta 2022. Da questo monitoraggio sono emerse numerose incoerenze e discordanze rispetto alla specifica disciplina agevolativa di riferimento. In estrema sintesi, a causa di questi errori nei dichiarativi ordinari, il sistema ha rifiutato... [continua sul sito]
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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Fatturato per addetto
Questo è il termometro della produttività complessiva. Indica quanto valore riesce a generare ogni singola persona che lavora in studio. Cos’è e come si calcola
Fatturato Totale / Numero di persone (Full Time Equivalent)
L’interpretazione del risultato
Negli studi d'eccellenza, questo valore è molto alto. Se cala nel tempo, significa che stai assumendo persone che non producono valore proporzionale al loro costo.
Perché è strategico per il tuo Studio
Ti aiuta a capire se lo Studio sta diventando più efficiente grazie alla tecnologia o se sta diventando pesante e burocratico.
Un esempio pratico
Uno studio con 10 persone che fattura 1 milione (100mila per addetto) è meno efficiente di uno studio con 6 persone che fattura 800mila (133mila per addetto).
Conclusione e azioni chiave
Investi in automazione software per aumentare questo KPI senza dover necessariamente aumentare lo staff.
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Dichiarazione precompilata, il momento del clic: modifica, invio e conguagli
Per i lavoratori dipendenti e i pensionati (modello 730), lchr("\1")Agenzia mette a disposizione unchr("\1")alternativa alla compilazione ordinaria: la modalità semplificata. Non serve conoscere i codici dei righi o i quadri del modello. Le informazioni sono presentate con un linguaggio semplice e raggruppate per aree tematiche: "famiglia", "casa", "spese sostenute". Una volta confermati o modificati questi dati, il sistema compila automaticamente il modello 730.
L'invio e la ricevuta
Dopo l’invio, l'Agenzia rilascia entro cinque giorni una ricevuta con il numero di protocollo telematico e un riepilogo dei principali dati contabili. Se vi accorgete di un errore dopo l'invio, entro certi limiti temporali è possibile annullare la dichiarazione inviata e trasmetterne una nuova.
Il sostituto d'imposta e il conguaglio
Se presentate il 730, l'Agenzia trasmette il risultato contabile al vostro datore di lavoro o ente pensionistico (il "sostituto d'imposta"). Saranno loro a rimborsarvi il credito in busta paga o a trattenere il debito.
E se non ho un sostituto d'imposta? (Ad esempio, se avete perso il lavoro o se il vostro datore non può fare il conguaglio). In questo caso:
i rimborsi saranno eseguiti direttamente dall'Amministrazione finanziaria sul vostro conto corrente (che dovete indicare nell'area riservata);[continua sul sito]
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Esecuzioni immobiliari: la partecipazione all’asta telematica
In questo ultimo decennio la riforma del codice di procedura civile nella parte riguardante le esecuzioni immobiliari ha avvicinato alle aste pubbliche molti privati cittadini, sia per la ricerca di immobili ad uso proprio che per investimento.
L’aumento della propensione all’investimento ha generato una partecipazione sempre maggiore, un pò ovunque, e ancora di più per i beni situati nelle città metropolitane e nelle località turistiche.
La partecipazione è ormai diventata una prassi usuale per moltissimi cittadini. La partecipazione e la modalità telematica
Oltre al fondamentale art. 579 c.p.c., che stabilisce il diritto di ognuno, eccetto il debitore, di fare offerte all'incanto, il quadro normativo attuale è governato dal D.M. 26 febbraio 2015, n. 32. Questo decreto definisce le regole tecniche per le vendite telematiche e l'utilizzo del Portale delle Vendite Pubbliche (PVP), la cui pubblicità è condizione di ammissibilità della vendita.
Nella prassi operativa, si distinguono tre tipologie principali di vendita telematica:
Tipologia
Caratteristiche Operative
Sincrona Telematica
La gara avviene esclusivamente online in tempo reale ed i partecipanti sono anonimi. Il giudice (o il delegato) e gli offerenti sono connessi simultaneamente.
Sincrona Mista
Le offerte possono essere presentate sia in via telematica sia in formato analogico (cartaceo). La gara si svolge con la partecipazione contemporanea di soggetti in presenza e di soggetti connessi da remoto.
Asincrona Telematica[continua sul sito]
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La Cessione di Quote di S.r.l. gestita dal Commercialista: guida completa alla procedura digitale
L’evoluzione del diritto societario in Italia ha segnato, negli ultimi quindici anni, una progressiva apertura verso la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi per le piccole e medie imprese. Uno dei pilastri di questa trasformazione è rappresentato dalla possibilità di trasferire quote di Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.) senza l'intervento obbligatorio del notaio, affidando l'intera pratica a un Dottore Commercialista o a un Esperto Contabile iscritto all'albo.
Questa procedura, introdotta dall’articolo 36, comma 1-bis, del Decreto Legge n. 112/2008 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 133/2008), ha scardinato il monopolio notarile in materia di trasferimenti di partecipazioni societarie per le S.r.l., offrendo agli imprenditori un’alternativa rapida, tecnologicamente avanzata e spesso più economica.
Il quadro normativo di riferimento
Prima della riforma del 2008, il trasferimento di quote di S.r.l. poteva avvenire esclusivamente tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio.
Il legislatore, con l'obiettivo di migliorare il ranking dell'Italia nelle classifiche internazionali sulla facilità di fare impresa (Doing Business), ha introdotto una modalità semplificata.
Secondo la norma vigente, l'atto di trasferimento delle partecipazioni può essere sottoscritto con firma digitale e depositato... [continua sul sito]
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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Costo Orario di Struttura
Prima ancora di accendere la luce, il tuo Studio ha un costo. Sapere quanto ti costa "ogni ora" di apertura è la base per non vendere sottocosto. Cos’è e come si calcola
Si prendono tutti i costi fissi annui (affitto, utenze, leasing, personale di segreteria, marketing) e si dividono per il totale delle ore produttive disponibili.
L’interpretazione del risultato
È il tuo "punto di pareggio" orario. Se il tuo costo di struttura è 60€/h e vendi la tua ora a 80€/h, stai guadagnando pochissimo per il tuo lavoro.
Perché è strategico per il tuo Studio
Ti serve per calcolare il prezzo minimo dei tuoi servizi e per capire se i costi generali sono proporzionati alla dimensione dello Studio.
Un esempio pratico
Costi fissi: 200.000€. Ore fatturabili del team: 4.000. Costo orario: 50€.
Ogni ora venduta a meno di 50€ genera una perdita netta.
Conclusione e azioni chiave
Monitora questo dato ogni anno. Se i costi fissi aumentano senza un aumento della produttività, devi tagliare gli sprechi o aumentare i prezzi.
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La tassazione IRES nelle cooperative a mutualità prevalente: una guida aggiornata al 2026
Il sistema fiscale italiano riconosce da sempre un ruolo di rilievo alle società cooperative, in virtù della loro funzione sociale sancita dallchr("\1")articolo 45 della Costituzione. All’interno di questo universo, le cooperative a mutualità prevalente godono di un regime di favore particolarmente articolato, volto a premiare la natura non lucrativa e il reinvestimento degli utili a beneficio della collettività e dei soci stessi. Tuttavia, la complessità degli adempimenti fiscali e la necessità di calcoli precisi rendono indispensabile l’utilizzo di strumenti professionali dedicati.
Il concetto di mutualità prevalente e i requisiti fiscali
Per beneficiare delle agevolazioni IRES, una cooperativa deve essere definita "a mutualità prevalente". Secondo il Codice Civile (art. 2512), tale condizione si verifica quando l'attività è svolta prevalentemente in favore dei soci (cooperative di consumo), si avvale prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci (cooperative di lavoro) o degli apporti di beni e servizi da parte dei soci (cooperative di produzione e lavoro).
Dal punto di vista fiscale, la "prevalenza" deve essere documentata nel bilancio e supportata da clausole statutarie inderogabili che prevedano:
il divieto di distribuire dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi... [continua sul sito]
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Le cooperative e la sostenibilità ambientale
Le cooperative svolgono un ruolo chiave nella sostenibilità ambientale, guidando iniziative come il risparmio energetico, lchr("\1")uso di materiali a basso impatto e la riduzione dei rifiuti. Il loro modello orientato al territorio promuove filiere agroalimentari sostenibili, gestione del verde e riduzione delle emissioni di anidride carbonica. I principali ambiti di intervento delle cooperative per la sostenibilità sono:
Risparmio Energetico: Molte cooperative, in particolare nel settore agroalimentare, investono per limitare i consumi energetici e puntano su fonti rinnovabili;
Economia Circolare: Forte impegno nel riciclo, riuso dei materiali e riduzione degli imballaggi, specialmente nella grande distribuzione cooperativa;
Agricoltura Sostenibile: Valorizzazione dei prodotti a km 0, riduzione dell'uso di pesticidi e OGM, e tutela della biodiversità;
Responsabilità Sociale e Ambientale: Le cooperative sociali gestiscono spazi verdi e raccolte differenziate, integrando sostenibilità ambientale e sociale.
Gli SDGs - obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030
L’Agenda 2030 è un Programma d'azione per le persone, il pianeta e la prosperità, approvato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015.
Obiettivo principale è trasformare il mondo sradicando la povertà estrema, combattendo le disuguaglianze e proteggendo l'ambiente entro il 2030.
L’Agenda si articola in 17 obiettivi principali (Goals) specifici ed interconnessi.[continua sul sito]
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