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  • Tracciabilità spese di trasferta e di rappresentanza
    L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 15/E del 22 dicembre 2025, ha fornito chiarimenti operativi riguardanti le novità introdotte dal Decreto IRPEF (D.Lgs. n. 192/2024), dalla Legge di Bilancio 2025 e dal successivo Decreto Fiscale (D.L. n. 84/2025). Ricordiamo innanzitutto che il fulcro della norma risiede nel rafforzamento dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti quale condizione essenziale per la deducibilità dei costi (lato impresa/professionista) e per la non concorrenza al reddito (lato lavoratore).
    Trasferte dei lavoratori dipendenti
    La Circolare distingue nettamente tra le semplificazioni per le trasferte comunali e i nuovi obblighi di tracciabilità per i servizi “non di linea”.



    Ambito
    Disciplina e condizioni




    Trasferte comunali
    Superato l’obbligo di documenti “provenienti dal vettore”. I rimborsi per viaggio e trasporto (inclusa l’indennità chilometrica ACI per uso mezzo proprio) sono esenti se documentati, anche tramite ricevute taxi o documentazione interna.


    Spese tracciabili
    L’obbligo di tracciabilità per la non concorrenza al reddito riguarda: vitto, alloggio, viaggio e trasporto mediante taxi o NCC.


    Ambito geografico
    La tracciabilità è richiesta esclusivamente per le spese sostenute nel territorio dello Stato. Le spese all’estero restano escluse dall’obbligo... [continua sul sito]
  • L’agricoltura italiana ed il rispetto verso il suo asse portante
    Ci troviamo ad affrontare una visione approfondita e quanto più dettagliata possibile di un settore come l’agricoltura, che è a tutti gli effetti un fiore all’occhiello del sistema impresa Italia. Il riferimento normativo che prendiamo in considerazione per la nostra analisi è la circolare n. 146 del 26 Novembre 2025 emanata dall’INPS, con la quale è stato avviato il processo di regolamentazione annuale delle retribuzioni contrattuali degli operai agricoli, entrato in vigore a far data dal 30 Ottobre 2025. 
    Da un punto di vista temporale si tratta di un’attività che è necessario fare ogni anno, in particolare per far sì che vengano costituite le retribuzioni medie salariali, a loro volta necessarie per: 

    Procedere al calcolo di contributi e posizioni previdenziali
    Fornire dei valori costantemente aggiornati a quelli che sono i coloni, i mezzadri e gli iscritti alla gestione speciale
    Redazione del decreto annuale che effettua il Ministero del Lavoro

    La ricerca di questi numeri avviene tramite un lavoro in partenariato che viene fatto con organizzazioni sindacali e sedi territoriali di INPS e INAIL. Un primo riferimento temporale a cui ci si deve attenere è relativo al fatto che entro il 30 Gennaio 2026 le strutture provinciali devono inoltrare i dati alle Direzioni Regionali, le quali a loro volta le devono inoltrare agli... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Indice di rotazione del magazzino: trasforma le scorte da costo a motore di liquidità
    Per molti imprenditori di PMI italiane, il magazzino rappresenta una sorta di "coperta di Linus": vederlo pieno rassicura sulla capacità di soddisfare gli ordini.
    Tuttavia, in finanza aziendale, un magazzino troppo pieno è spesso sinonimo di denaro "congelato". L'indice di rotazione del magazzino (o Inventory Turnover) è il KPI fondamentale che svela quante volte, in un determinato periodo (solitamente un anno), l'azienda ha venduto e rinnovato interamente le proprie scorte. Comprendere questo indicatore non significa solo ottimizzare la logistica, ma liberare risorse finanziarie vitali. Un magazzino che "gira" velocemente è un magazzino che produce cassa; uno che ristagna è un costo che erode silenziosamente i margini.
    Cos'è e come si calcola
    L'indice di rotazione del magazzino misura la velocità con cui la merce entra ed esce dall'azienda. Matematicamente, mette in relazione il costo dei beni venduti con il valore medio delle giacenze.
    I dati necessari si trovano nel conto economico e nello stato patrimoniale del bilancio civilistico:

    al numeratore serve il Costo del Venduto. Attenzione: nel bilancio italiano non esiste una voce unica, ma va calcolata sommando gli Acquisti (voce B.6 del Conto Economico) alla Variazione delle rimanenze (voce B.11, con segno opposto: Rimanenze Iniziali - Rimanenze Finali).
    al denominatore inseriamo le Rimanenze Medie (voce C.I dello Stato Patrimoniale), calcolate come... [continua sul sito]
  • La detrazione IVA a cavallo d'anno 2025-2026
    Si riepilogano le regole da applicare in materia di trasmissione delle fatture e di detrazione dell’IVA sugli acquisti, e in particolare di quelle (diverse dalla regola generale) applicabili per le fatture ricevute “a cavallo d’anno”. La fattura immediata deve essere emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, determinata ai sensi dell’art. 6 del decreto IVA.
    Nel caso di fattura differita, invece, la trasmissione può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo rispetto a quello in cui sono state effettuate le operazioni, sempre considerando l’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972 per la determinazione del momento di “effettuazione” dell’operazione ai fini IVA.
    Può dunque intercorrere un certo tempo tra la “data” esposta nella fattura elettronica e la data di effettiva consegna della stessa.
    Con la Circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018 l’Agenzia Entrate ha chiarito che l’esercizio del diritto alla detrazione è subordinato alla sussistenza di due presupposti:

    il primo sostanziale relativo all’effettuazione dell’operazione;
    il secondo formale relativo al possesso della regolare fattura da annotare sul registro IVA.

    Quindi per potere detrarre l’IVA sugli acquisti è necessario che la fattura sia ricevuta e contabilizzata.
    La data della fattura è solo uno degli elementi da prendere in considerazione, che passa in... [continua sul sito]
  • Autotrasportatori: riduzione accise IV trimestre 2025. Attenzione alle modalità di presentazione dell’istanza
    Istruzioni operative, requisiti, importi e modalità di presentazione delle istanze per il rimborso accise. Con circolare 11/2025 (registro Ufficiale 0297622 del 26.053.2025) la Direzione delle Accise, rammentando che sussiste l’obbligo per le imprese di dotarsi di indirizzo PEC, al punto IV, indica che,  in materia di agevolazioni sul gasolio, le ditte interessate:

    In via prioritaria presentano le dichiarazioni tramite il servizio E.D.I.
    Coloro che non aderiscono al servizio E.D.I. possono trasmettere le dichiarazioni e mezzo PEC  accludendo il file in formato  “.dic” che si ottiene solo utilizzando il softare predisposto dall’Agenzia delle Dogane    - per semplicità – sottoscritte e presentate unitamente alla copia di un documento di identità in corso di validità (vedi comunque la nota 1 pag. 1 della Circolare).

     
    Con nota a registro ufficiale 0846601.18 del 18.12.2025 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rende note le istruzioni, il modello ed il software per la richiesta dei benefici relativi alla riduzione accise del IV trimestre 2025. 
    L’articolo 61 del Decreto Legge 1/2012 ha introdotto modificazioni all’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 277/2000, cosicché l’istanza per accedere al beneficio può essere presentata... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Leva finanziaria: come usare il debito per accelerare la crescita senza perdere il controllo
    Il debito fa paura a molti imprenditori italiani, cresciuti con lchr("\1")idea che "meno si deve alla banca, meglio è". Tuttavia, nella finanza aziendale moderna, il debito non è necessariamente un nemico.
    Se usato con intelligenza, diventa una potente "leva" (da qui il termine financial leverage) capace di moltiplicare i rendimenti per gli azionisti. Il segreto sta nel capire fino a che punto spingere questa leva per accelerare la crescita senza che il peso degli interessi schiacci la redditività e metta a rischio la sopravvivenza dell'impresa.
    Cos'è e come si calcola
    La leva finanziaria misura quanto l'azienda dipende da capitali di terzi rispetto ai propri mezzi. Esistono vari modi per calcolarla, ma il più comune e immediato è il rapporto di indebitamento (Debt to Equity ratio).
    I dati si trovano nello stato patrimoniale:

    al numeratore mettiamo il Totale delle Attività (o Totale Capitale Investito);
    al denominatore mettiamo il Patrimonio Netto (Capitale proprio).

    Un valore di 1 significa che l'azienda è finanziata interamente con mezzi propri (zero debiti). Un valore di 3 significa che per ogni euro messo dall'imprenditore, ce ne sono 2 messi da terzi (banche, fornitori) per finanziare gli investimenti.
    La leva finanziaria agisce come un moltiplicatore del ROE (Return on Equity, il ritorno sul capitale proprio).
    Il meccanismo è semplice: se l'azienda investe il denaro preso in prestito in un progetto che rende (ROI) più di quanto costa il debito (tasso di interesse),... [continua sul sito]
  • L’acquisizione dell’eredità nelle recentissime decisioni della Cassazione e dell’Agenzia delle Entrate
    Accettazione espressa e tacita, beneficio di inventario e obblighi tributari alla luce della recente giurisprudenza di legittimità e degli orientamenti dell’Amministrazione finanziaria. Risposta a Interpello n. 275/2025 – 3 novembre 2025Cass. 3 luglio 2025, n. 18056Cass.14 agosto 2025, n. 23309Cass. 11 giugno 2025, n. 15611Cass.12 giugno 2025, n. 15743
    Come si diviene erediL’eredità cui si è chiamati, per legge in virtù del rapporto di parentela, o per testamento se si è nominati eredi dal testatore, può essere acquisita sia per averla accettata (art. 459 c.c.), anche informalmente, sia in modo automatico, per aver posseduto i beni ereditari nei tre mesi dal decesso o dalla relativa notizia, senza fare l’inventario o rinunciare (art.485, comma 2, c.c.).
    Possesso dei beniNaturalmente il possesso di un bene ricevuto in donazione dal de cuius, quando quindi era vivo, non comporta acquisto automatico, né l’azione possessoria comporta accettazione tacita. Sembrerebbe scontato, ma l’ha dovuto ribadire pochi mesi fa la Suprema Corte (Cass. 3. luglio 2025, n. 18056), perché non si tratta di un bene ereditario, anche se poi con il vittorioso esperimento dell’azione di riduzione l’erede può ricondurla fittiziamente nel calcolo della sua quota di legittima (art. 556 c.c.), oppure può conferirla in collazione riportandola nella massa ereditaria... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Patrimonio netto tangibile: scopri il valore reale e prudenziale della tua azienda al netto degli intangibili
    Spesso il bilancio di una PMI mostra un patrimonio netto apparentemente solido, rassicurando soci e stakeholder.
    Tuttavia, quando un analista del rischio o un investitore esperto guarda i numeri, fa subito una "pulizia" mentale di quel valore. Perché? Perché non tutto il patrimonio è composto da beni concreti e realizzabili in caso di crisi. Entra qui in gioco il concetto di "patrimonio netto tangibile" (o Tangible Net Worth). Questo indicatore offre una visione prudenziale e rigorosa della solidità aziendale, eliminando tutto ciò che è immateriale e che potrebbe non avere un valore di mercato reale se l'azienda dovesse cessare l'attività domani.
    Cos'è e come si calcola
    Il patrimonio netto tangibile rappresenta il capitale proprio dell'azienda decurtato di tutte quelle voci dell'attivo che non sono "fisiche" o finanziarie certe. È il valore che resterebbe agli azionisti se si liquidassero solo gli asset tangibili e si pagassero tutti i debiti.
    Per calcolarlo, partiamo dai dati dello stato patrimoniale.
    Si prende il Totale Patrimonio Netto (passivo, voce A) e si sottraggono le Immobilizzazioni Immateriali (attivo, voce B.I).
    Tra queste voci da sottrarre troviamo:

    costi di impianto e ampliamento
    costi di sviluppo (se capitalizzati)
    avviamento (spesso il valore più grande)
    brevetti o marchi (se il loro valore di mercato è dubbio o difficile da realizzare velocemente).

    Questo calcolo è una doccia fredda di realismo.

    valore positivo e alto: indica che l'azienda è capitalizzata con "denaro vero" o beni reali (immobili,... [continua sul sito]
  • Milleproroghe 2026: rinviata la Riforma Fiscale, prorogati Bonus Assunzioni e assemblee online
    Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’11 dicembre 2025 il cosiddetto Decreto Milleproroghe (D.L. termini normativi) che interviene su scadenze imminenti il cui mancato rispetto o rinnovo potrebbe creare vuoti normativi o difficoltà operative per imprese e cittadini.
    Proponiamo in sintesi le principali novità. Fisco: rinvio per i nuovi Testi Unici
    La notizia più rilevante in ambito fiscale è il rinvio di un anno della grande riforma dei testi normativi. L’entrata in vigore dei nuovi Testi Unici – che avrebbero dovuto riordinare sanzioni, tributi minori, giustizia tributaria, riscossione e imposta di registro – è stata posticipata al 1° gennaio 2027.
    Per tutto il 2026 continueremo quindi ad applicare le regole attuali.
    Se da un lato questo rallenta il processo di semplificazione promesso, dall’altro offre a imprese e professionisti un anno in più per prepararsi adeguatamente alle nuove procedure.
    Società e imprese
    Due conferme molto attese riguardano la gestione societaria e l’accesso al credito:

    è stato prorogato al 30 settembre 2026 il termine per svolgere le assemblee di società ed enti con modalità “speciali” (da remoto), una prassi introdotta nel 2020 che ha dimostrato grande efficienza;
    l’operatività potenziata del Fondo di Garanzia è estesa fino al 31 dicembre 2026.

    Lavoro: confermati i Bonus Assunzioni
    Fino a fine 2026 saranno ancora attivi:

    il bonus per l’assunzione di donne... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Grado di copertura delle immobilizzazioni: come garantire solidità ai tuoi investimenti a lungo termine
    Uno degli errori più comuni e pericolosi che causano il fallimento delle PMI italiane non è la mancanza di fatturato, ma il disallineamento tra le fonti di finanziamento e gli impieghi.
    Molti imprenditori commettono lchr("\1")imprudenza di acquistare macchinari, capannoni o impianti (investimenti a lungo termine) utilizzando lo scoperto di conto corrente o linee di credito a breve termine. Questo crea un grave squilibrio finanziario. Il "grado di copertura delle immobilizzazioni" è il KPI che ti dice se stai finanziando la tua azienda in modo sano, garantendo che ciò che deve durare nel tempo sia coperto da capitali che restano in azienda altrettanto a lungo.
    Cos'è e come si calcola
    Il Grado di copertura delle immobilizzazioni misura la capacità dell'azienda di coprire gli investimenti fissi (immobilizzazioni) con le fonti di finanziamento permanenti (patrimonio netto e debiti consolidati). L'obiettivo è verificare la solidità patrimoniale e la coerenza temporale tra attivo e passivo.
    I dati si reperiscono nello stato patrimoniale.

    al numeratore sommiamo il Patrimonio Netto (capitale sociale, riserve, utili portati a nuovo) e i Debiti a medio-lungo termine (finanziamenti oltre i 12 mesi, mutui, obbligazioni). Questo aggregato rappresenta il "capitale permanente";
    al denominatore inseriamo il totale delle Immobilizzazioni (materiali, immateriali e finanziarie), ovvero l'attivo fisso netto.

    La formula è: (Patrimonio Netto + Debiti a M/L Termine) / Attivo Immobilizzato
    Esiste anche una variante più rigida (margine... [continua sul sito]
  • Termini di decadenza dell’accertamento fiscale al 31 dicembre 2025
    Il termine di decadenza ordinario per l’accertamento delle imposte sui redditi è individuato dall’art. 43, D.P.R. n. 600/73 (al quale rimanda l’art. 25 del D.Lgs. n. 446/97 per l’IRAP); per l’IVA, la norma di riferimento è l’art. 57 del D.P.R. n. 633/72. In linea generale, gli avvisi di accertamento devono essere notificati entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
    Tuttavia, il calendario delle scadenze di quest’anno è reso particolarmente complesso dall’incrocio tra i regimi “premiali” (ISA e tracciabilità) e le nuove norme sul Concordato Preventivo Biennale (CPB).
    Per determinare la scadenza corretta, dobbiamo distinguere tre situazioni in base alle scelte fatte dal contribuente in merito al CPB:


    Soggetti NO CPB: per chi non aderisce al Concordato, valgono i termini ordinari (eventualmente ridotti dai regimi premiali ISA/Tracciabilità).


    Soggetti CON CPB (senza sanatoria): l’adesione al Concordato comporta, ai sensi dell’art. 34 c. 2 del D.Lgs. 13/2024, la proroga automatica di un anno dei termini di accertamento in scadenza al 31 dicembre dell’anno di adesione.


    Soggetti CON SANATORIA (ravvedimento speciale): per chi aderisce alla sanatoria ex art. 2-quater D.L. 113/24, i termini relativi alle annualità sanate sono prorogati al 31 dicembre 2027.


    Le scadenze al 31 dicembre... [continua sul sito]
  • Contributo di 500 euro mensili per Under 35 che avviano nuove imprese in settori strategici
    Vi segnaliamo un’importante opportunità introdotta dal Decreto Coesione e recentemente resa operativa dall’INPS con la Circolare n. 148 del 28 novembre 2025. Si tratta di un incentivo economico volto a sostenere l’autoimpiego giovanile nei settori della transizione digitale ed ecologica.
    Di seguito riportiamo una sintesi operativa dei requisiti, degli importi e delle scadenze imminenti. In cosa consiste l’agevolazioneL’incentivo prevede l’erogazione di un contributo economico mensile pari a 500 euro.
    Durata: il contributo è riconosciuto per un massimo di 36 mesi (3 anni) e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
    Modalità di erogazione: il pagamento avviene annualmente in via anticipata, previa verifica della regolarità contributiva.
    Regime Fiscale: il contributo non concorre alla formazione del reddito (è esentasse ai fini IRPEF) e non è soggetto a ritenute.
    Requisiti soggettiviPossono accedere al beneficio i soggetti che, alla data di avvio dell’attività, possiedono congiuntamente i seguenti requisiti:
    Età: essere under 35 (non aver ancora compiuto il 35° anno di età).
    Stato occupazionale: essere disoccupati ai sensi del d.lgs. n. 150/2015.
    Nota per le Società: nel caso di attività avviata in forma societaria, il contributo può essere riconosciuto a un solo socio, purché in possesso dei requisiti sopra elencati.
    Requisiti oggettiviL’agevolazione spetta per le nuove attività imprenditoriali avviate nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025.
    L’impresa deve rispettare... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Rapporto PFN/EBITDA: la bussola delle banche per misurare la sostenibilità del tuo debito
    Quando ti presenti in banca per chiedere un nuovo finanziamento o per rinegoziare una linea di credito, il funzionario dallchr("\1")altra parte della scrivania non guarda solo quanto fatturi o quanto utile hai generato. Cchr("\1")è un indicatore, spesso temuto ma fondamentale, che determina se la tua azienda è considerata "bancabile" o a rischio: il rapporto PFN/EBITDA. Per un imprenditore di una PMI italiana, comprendere questo indice non è un esercizio accademico, ma una necessità vitale. Il rapporto PFN/EBITDA misura, in termini molto pratici, la capacità della tua azienda di rimborsare il debito utilizzando la cassa generata dall'attività operativa. Ignorare questo numero significa navigare a vista, rischiando di trovarsi con i rubinetti del credito chiusi proprio nel momento del bisogno.
    Cos'è e come si calcola
    Il rapporto PFN/EBITDA mette in relazione l'esposizione finanziaria netta dell'azienda con la sua capacità di generare margini operativi lordi. Per calcolarlo, abbiamo bisogno di due valori distinti che non si trovano sempre esplicitati direttamente nel bilancio civilistico, ma vanno ricavati.
    Al numeratore troviamo la PFN (posizione finanziaria netta). Questa si calcola prendendo i debiti finanziari (verso banche, obbligazioni, leasing) dallo stato patrimoniale e sottraendo la liquidità immediata (cassa, conti correnti attivi). In pratica, ci dice quanti debiti resterebbero se usassimo tutta la cassa disponibile per ripagarli oggi stesso.
    Al denominatore c'è l'EBITDA (o MOL, margine operativo lordo). Nel... [continua sul sito]
  • Pagamento di fatture a professionisti a fine anno: spariti tutti i dubbi
    Il pagamento di fatture nei confronti di professionisti a fine anno era fonte di incertezze, tant’è che negli anni precedenti avevo occasione di scrivere quanto riportato in coda. Ora l’articolo 54  del Tuir (sostituito dall’art. 5 dal D.lgs. 192/2024 con effetto dal 2024) introduce una nuova regola per i compensi pagati “a cavallo d’anno” da soggetti tenuti ad effettuare la ritenuta di acconto: il professionista deve dichiarare il compenso nell’anno in cui sussiste per il cliente l’obbligo di effettuare la ritenuta di acconto: quindi il cliente effettua il pagamento il 31 dicemb5e 2025 e versa la ritenuta entro il 16 gennaio 2026 ed il professionista dichiara il compenso nell’anno 2025 e nello stesso anno scomputa la ritenuta di acconto. 
    Questi i dubbi sino all’emanazione del D.lgs. 192/2024Sono andato a ricercarmi il contenuto di un processo verbale un po’ datato (2005) per rivedere cosa scrivevano i militari della Guardia di Finanza relativamente ai pagamenti effettuati con bonifico bancario. Nel caso di pagamento con bonifico bancario di parcelle a professionisti disposto il 31 dicembre le conseguenze sarebbero, ad avviso del sottoscritto, le seguenti: 

    la ditta che dispone il pagamento il 31 dicembre 2023  rileva il pagamento nella stessa data;
    la ditta che dispone il pagamento il 31 dicembre 2023 versa... [continua sul sito]
  • Controllo di gestione: il professionista, l’Imprenditore e l’importanza della programmazione produttiva
    Titolo impegnativo che vuole sottintendere, come già altre volte trattato, l’importanza del binomio professionista-imprenditore in seno ad un valido, proficuo e continuativo sistema di Controllo di Gestione. Già, perché tu che di tanto in tanto mi segui sai che a mio avviso un modello di controllo è davvero efficace quando sono presenti due aspetti fondamentali:

    dati acquisiti non soltanto dal bilancio d’esercizio (direi in misura non maggiore al 30% dalle scritture contabili)
    imprenditore che si adopera fianco a fianco con il professionista (non solo quindi un interlocutore occasionale da incontrare nel proprio studio una volta tanto)

    Fatta questa debita premessa, passiamo a sviluppare in maniera semplice due concetti molto importanti: l’MPS e l’MRP.
    Prendiamo a riferimento il solito imprenditore oleario. Si parte dal budget di produzione quale pianificazione sull’anno. I dati di budget saranno quindi basilari per lo sviluppo dell’MPS (master production schedule o piano principale di produzione) legato alla pianificazione delle vendite al di sotto dell’anno (6-12 mesi). L’MPS a sua volta si trova alla base dell’MRP (material requirement planning o pianificazione dei fabbisogni di materiali). L’MRP ha lo scopo di definire quali componenti e in che quantità devono essere presenti al fine di ottemperare alla produzione programmata... [continua sul sito]
  • Comprare casa: la Guida completa alle tasse - Agevolazioni 'Prima casa under 36' e FAQ
    Dopo aver esplorato il "prezzo-valore", i requisiti della "prima casa" e i meccanismi del riacquisto, concludiamo con unchr("\1")agevolazione specifica che ha aiutato molti giovani e con una rassegna delle domande più frequenti. Le agevolazioni "Prima Casa Under 36"Per favorire l'autonomia abitativa dei più giovani, il "decreto Sostegni bis" (DL 73/2021) ha introdotto un pacchetto di benefici fiscali molto potenti.
    A chi spettavano?
    L'agevolazione si applicava agli atti stipulati tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023. Per ottenerla, l'acquirente doveva:

    avere tutti i requisiti "standard" della "prima casa" (visti nella puntata 3);
    avere meno di 36 anni nell'anno solare in cui veniva stipulato l'atto;
    avere un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a 40.000 euro annui.

    In cosa consistevano i benefici?
    Erano un vero azzeramento delle tasse sull'acquisto della casa:

    Per acquisti con Imposta di Registro (da privato):

    esenzione totale dal pagamento dell'imposta di registro (sia il 2% che il minimo di 1.000€), dell'imposta ipotecaria (50€) e dell'imposta catastale (50€).

    Per acquisti con IVA (da costruttore):

    esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale (i 200€ fissi cadauna);
    riconoscimento di un credito d'imposta (un bonus fiscale) di importo... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Posizione finanziaria netta (PFN): il cruscotto per monitorare la sostenibilità del debito aziendale
    Avere "debiti" sul bilancio è normale per una PMI italiana che investe. Ma come capire se quei debiti sono un motore per la crescita o una bomba a orologeria?
    Guardare lchr("\1")importo totale del mutuo è fuorviante. Quello che conta davvero è la posizione finanziaria netta (PFN). La PFN non è solo un numero, è un "cruscotto" dinamico. È come lchr("\1")indicatore del carburante dellchr("\1")auto: non ti dice quanto è grande il serbatoio (il debito totale), ma ti dice quanta benzina (liquidità) hai rispetto alla strada che devi ancora fare (i debiti da pagare). Per un imprenditore, monitorare la PFN significa avere il controllo della sostenibilità finanziaria della propria azienda.
    La posizione finanziaria netta (PFN), o indebitamento finanziario netto, misura l'esposizione debitoria reale di un'azienda, sottraendo ai debiti finanziari la liquidità immediatamente disponibile.
    La formula più utilizzata è:
    PFN = (Debiti finanziari a breve + medio/lungo termine) – (Liquidità immediate + Attività finanziarie a breve)
    Dove trovare i dati nel bilancio italiano (tutti nello stato patrimoniale):

    Debiti finanziari: si sommano i debiti verso banche a breve (voce D.4 del passivo, quota a breve) e i debiti finanziari a medio/lungo termine (es. mutui, voce D.3 del passivo, quota a lungo termine). Importante: si escludono i debiti commerciali (fornitori), tributari, ecc. Si considerano solo i debiti che generano interessi.
    Liquidità immediate: sono la "cassa" (voce C.IV.1 dell'attivo, depositi bancari e postali) e gli "assegni" (voce C.IV.2).
    Attività finanziarie a breve: si possono includere titoli e altre attività finanziarie (voce C.III) che possono essere liquidate rapidamente (se presenti)... [continua sul sito]
  • Comprare casa: la Guida completa alle tasse - Agevolazioni prima casa: credito d'imposta e rischio decadenza
    Nello scorso articolo abbiamo visto i tre requisiti fondamentali per accedere ai benefici "prima casa". Uno di questi (il requisito B) prevede di non possedere unchr("\1")altra casa acquistata con le agevolazioni.
    Ma cosa succede se si vuole cambiare casa, vendendo la vecchia "prima casa" per acquistarne una nuova? E quali sono le conseguenze se non si rispettano gli impegni presi? Questo articolo analizza i casi più complessi: il riacquisto, il credito d'imposta e la "decadenza" dai benefici.
    Comprare una nuova "Prima Casa" se ne hai già una
    Fino al 2015, non era possibile. Ma dal 1° gennaio 2016, la legge lo consente. È possibile acquistare un nuovo immobile usufruendo delle tasse agevolate "prima casa" anche se si possiede già un'altra casaacquistata con i benefici, a una condizione fondamentale: l'impegno a vendere l'immobile già posseduto entro un termine preciso dal nuovo acquisto.
    Questo impegno deve essere dichiarato nell'atto di acquisto della nuova casa.
    Novità 2025: il termine per vendere si allunga
    Il termine per vendere la vecchia casa è stato a lungo di un anno. La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) ha introdotto una novità importantissima: il termine è stato esteso a due anni.
    Questo nuovo termine di 2 anni si applica:

    agli atti di acquisto stipulati dal 1° gennaio 2025;
    agli acquisti precedenti, se al 31 dicembre 2024 non era ancora scaduto il termine di un anno.

    Se non si rispetta l'impegno di vendita entro i due anni, si perdono i benefici sulla nuova casa... [continua sul sito]
  • Ottenere un mutuo per acquistare all'asta
    Lchr("\1")idea che per acquistare un immobile allchr("\1")asta sia indispensabile disporre dellchr("\1")intera somma in contanti è un falso mito ormai superato. Oggi, la maggior parte degli istituti di credito, anche grazie a specifiche convenzioni tra lchr("\1")Associazione Bancaria Italiana (ABI) e i Tribunali, offre prodotti finanziari specifici, i cosiddetti "mutui per acquisto in asta", che rendono questa opportunità accessibile anche a chi non possiede la liquidità immediata. Tuttavia, la procedura per ottenerli presenta alcune peculiarità che è fondamentale conoscere per agire con successo. Il paradosso del mutuo in asta e la soluzione normativa
    A differenza di un mutuo tradizionale, dove l'erogazione dei fondi è contestuale al rogito notarile, il mutuo per l'asta deve superare un ostacolo procedurale: l'aggiudicatario deve versare il saldo prezzo entro un termine perentorio (solitamente 120 giorni), prima di diventare formalmente proprietario con l'emissione del decreto di trasferimento. La banca, quindi, si troverebbe a dover erogare una somma senza poter iscrivere immediatamente la sua garanzia ipotecaria di primo grado sul bene.
    Questo paradosso è stato risolto grazie a una procedura sicura, resa possibile dalle convenzioni ABI e disciplinata dal Codice di Procedura Civile. La soluzione si articola in due fasi:

    la pre-delibera (o valutazione di fattibilità): prima ancora di partecipare all'asta, l'aspirante acquirente si rivolge alla banca. L'istituto valuta la sua capacità reddituale e, in caso di esito positivo, rilascia una "pre-delibera". Questo documento è una sorta di promessa di finanziamento, valida per un certo periodo (es. 6 mesi), che indica l'importo massimo che l'istituto è disposto a concedere.
    L'erogazione del mutuo:... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Rapporto di indebitamento (debt-to-equity): misurare l'equilibrio tra capitale proprio e debiti
    "Crescere usando i soldi degli altri" è il fascino della leva finanziaria.
    Per un imprenditore di una PMI italiana, usare il debito (finanziamenti, mutui) è spesso lchr("\1")unico modo per fare il "salto", per comprare quel macchinario nuovo o acquisire un concorrente. Ma il debito è un servitore utile e un padrone pericoloso. Come capire se stai tirando troppo la corda? Il rapporto di indebitamento (debt-to-equity, D/E) è la bilancia che pesa la tua struttura finanziaria. Ti dice, in modo chiaro e immediato, quanti euro di debito hai per ogni euro di capitale tuo (e dei tuoi soci), e ti aiuta a non scambiare la crescita con un rischio insostenibile.
    Il D/E ratio (rapporto di indebitamento) mette a confronto i fondi di terzi (i debiti) con i fondi propri (il patrimonio netto). Misura il grado di dipendenza dell'azienda da finanziatori esterni rispetto al capitale investito dai proprietari.
    La formula base è:
    D/E = (Indebitamento totale / Patrimonio netto)
    Dove trovare i dati nel bilancio italiano (entrambi nello stato patrimoniale):

    Indebitamento totale (passività): questo è il punto più delicato. Per una visione completa del rischio, si dovrebbero includere tutti i debiti: debiti finanziari (verso banche, a breve e lungo termine, voce D.4 e D.3), debiti verso fornitori (voce D.9), debiti tributari (D.12), verso istituti di previdenza (D.13) e altri debiti (D.14). In un'analisi più focalizzata sulla leva finanziaria, alcuni analisti usano solo i debiti finanziari (quelli che pagano interessi). È importante... [continua sul sito]

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