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Il Rendiconto Finanziario secondo l'OIC 10: guida al metodo indiretto (con software XLS)
Il bilancio dchr("\1")esercizio non è solo un insieme di numeri volti a determinare lchr("\1")utile o la perdita di un periodo; è lo strumento principale attraverso cui gli stakeholder valutano la salute e la sostenibilità di un’impresa. In questo contesto, il Rendiconto Finanziario, disciplinato dal principio contabile OIC 10, assume un ruolo centrale.
Se lo Stato Patrimoniale è una fotografia istantanea e il Conto Economico è il "film" della gestione economica, il Rendiconto Finanziario è il termometro della liquidità, l'unico documento in grado di spiegare perché, a fronte di un utile, un'azienda possa trovarsi in crisi di cassa, o viceversa.
Cos’è il Rendiconto Finanziario?
Il Rendiconto Finanziario è un prospetto contabile che presenta le cause di variazione, positive o negative, delle disponibilità liquide avvenute in un determinato esercizio.
Secondo l'OIC 10, le disponibilità liquide comprendono i depositi bancari e postali, gli assegni, nonché il denaro e i valori bollati in cassa, espressi sia in valuta nazionale che estera.
L’obbligatorietà di questo documento è stata sancita dal D.Lgs. 139/2015, che ha integrato l'articolo 2423 del Codice Civile, rendendolo parte integrante del bilancio per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria.
Sono invece esonerate le società che redigono il bilancio in forma abbreviata (art. 2435-bis) e le micro... [continua sul sito]
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Precompilata: deleghe, fiducia e sicurezza. Le chiavi per l'Area Riservata
L’accesso all’Area Riservata della precompilata passa attraverso regole sempre più precise su deleghe, autorizzazioni e sicurezza. Ecco cosa bisogna sapere per operare correttamente online. Il provvedimento del 28 aprile 2026 dedica molta attenzione a come i soggetti autorizzati possono muoversi nel labirinto telematico.
Le "chiavi" d'accesso
Per entrare nella propria area riservata bisogna essere dotati di uno dei tre strumenti di autenticazione previsti dal Codice dell’amministrazione digitale (CAD):
SPID
CIE (Carta d'Identità Elettronica)
CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
Per chi ne ha ancora diritto, restano valide le credenziali rilasciate dall'Agenzia (Entratel/Fisconline). Un piccolo obbligo per tutti: per usare i servizi, si deve registrare un indirizzo email valido nella sezione contatti dell'area riservata.
La "persona di fiducia"
Ciascun contribuente può abilitare una persona fisica di sua fiducia (un figlio, un parente, un amico) ad agire nel suo interesse:
la persona di fiducia agisce al di fuori di attività professionali;
accede con le proprie credenziali e poi effettua il "cambio utenza" per operare per conto dell'interessato;
dal 2026, la persona di fiducia può anche inviare dichiarazioni congiunte o gestire le autorizzazioni per gli eredi.
Eredi... [continua sul sito]
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I numeri chiave per guidare la PMI – L'efficienza silenziosa: monitorare il tasso di assenteismo
Lchr("\1")assenza di un collaboratore in una piccola o media impresa ha un effetto domino molto più pesante rispetto a una grande multinazionale. Se in una struttura di 500 persone lchr("\1")assenza di uno passa quasi inosservata, in una PMI di 15 persone può bloccare una linea di produzione o ritardare una consegna cruciale. Il tasso di assenteismo misura la percentuale di ore di lavoro perse rispetto a quelle pianificate. Monitorare questo KPI non significa fare "polizia" aziendale, ma comprendere quanto la salute, lo stress o il disimpegno dei dipendenti stiano influenzando la capacità della ditta di generare valore e rispettare gli impegni con i clienti.
Cos'è e come si calcola
Il tasso di assenteismo si calcola dividendo le ore di assenza (malattia, permessi non programmati, infortuni) per le ore lavorabili totali, moltiplicando il risultato per 100. Le "ore lavorabili" rappresentano il monte ore contrattuale al netto delle ferie programmate e delle festività. i dati necessari sono reperibili nei prospetti paga mensili e nel registro delle presenze gestito dal consulente del lavoro.
A livello di bilancio, l'impatto si riflette indirettamente sulla voce B9 (costi del personale) e sulla diminuzione del valore della produzione (voce A1). È essenziale escludere dal calcolo le ferie e i permessi pianificati, concentrandosi sulle assenze imprevedibili che destabilizzano l'organizzazione.
L'interpretazione del risultato
In Italia, un tasso di assenteismo medio nel settore... [continua sul sito]
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Esecuzioni immobiliari: gestire l'immobile occupato
Dalla posizione del debitore esecutato ai contratti di locazione opponibili, fino al diritto di abitazione e alle procedure di liberazione dell’immobile: cosa deve verificare l’aggiudicatario prima di partecipare a un’asta giudiziaria per valutare rischi, tempi e reale convenienza dell’investimento. Gestire l'immobile occupato: diritto di abitazione, locazioni e procedure di sfratto
Lo stato di occupazione è uno dei fattori che più influenzano il valore e l'appetibilità di un immobile in asta. Un bene occupato può rappresentare un grande affare, se si conoscono le regole, o una fonte di problemi, se si agisce con superficialità. È fondamentale distinguere tra le diverse tipologie di occupazione, poiché le tutele per l'aggiudicatario cambiano radicalmente.
Caso 1: immobile occupato dal debitore esecutato
Questa è la situazione più semplice e tutelata per l'aggiudicatario. Il debitore ha diritto a rimanere nell'immobile fino all'emissione del decreto di trasferimento, ma questo diritto cessa con la firma del provvedimento da parte del giudice. Il decreto di trasferimento costituisce titolo esecutivo per il rilascio. La liberazione viene gestita interamente dal custode giudiziario a spese della procedura (art. 560 c.p.c.). L'aggiudicatario non deve fare nulla, se non attendere che il custode gli consegni le chiavi.
Caso 2: immobile occupato da un inquilino con contratto di locazione
Questa situazione è più complessa. Bisogna verificare se il... [continua sul sito]
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Oltre il conflitto. Come gestire la fine di una partnership senza distruggere valore
Siamo giunti al termine della nostra analisi sul delicato equilibrio delle società paritetiche. Abbiamo visto come nasce, come si previene e come si risolve lo stallo. L'ultima riflessione è però etica e manageriale: lo stallo non è un fallimento solo dei soci, ma un rischio per tutti gli stakeholder (dipendenti, fornitori, clienti).Se nessuna clausola è stata prevista e il dialogo è interrotto, l'esito finale è spesso la messa in liquidazione della società. È l'opzione "nucleare": l'azienda viene smembrata, gli asset venduti (spesso sottoprezzo) e l'avviamento svanisce. Un suicidio economico.
La raccomandazione per gli imprenditori è duplice:
professionalizzare la governance: non trattate lo statuto come un modulo burocratico. È il "manuale d'uso" della vostra ricchezza;
sapere "lasciarsi": bisogna avere il coraggio di capire quando una partnership è finita. Meglio un'uscita ordinata tramite una clausola ben scritta che un decennio di cause legali che lasciano sul campo solo macerie.
Il 50-50 può ancora funzionare?
Sì, ma solo se i soci sono abbastanza maturi da regolamentare fin dall'inizio, non solo il loro successo, ma soprattutto un loro eventuale disaccordo.Non è facile pensare alla fine di una storia quando si sta per cominciarla, pieni di speranze ed entusiasmo Per farlo, con le giuste... [continua sul sito]
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Antiriciclaggio 2026: la scadenza del 27 maggio e la nuova autovalutazione del rischio per i Professionisti
Il conto alla rovescia è iniziato. Per i professionisti dellchr("\1")area contabile e giuridica, la data del 27 maggio 2026 non è un semplice promemoria sul calendario, ma un vero e proprio spartiacque normativo.
Entro questa data, infatti, ogni studio professionale deve aver completato lchr("\1")aggiornamento periodico dellchr("\1")autovalutazione del rischio ai sensi della Regola Tecnica n. 1 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC). In un panorama normativo sempre più stringente, dove la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo è diventata una priorità assoluta per le autorità europee e nazionali, il professionista non è più un semplice spettatore, ma una "sentinella" attiva del sistema finanziario.
Ma come affrontare questo adempimento senza affogare nella burocrazia? E soprattutto, come trasformare un obbligo di legge in un'opportunità per migliorare l'organizzazione interna del proprio studio?
In questo articolo esploreremo i dettagli della normativa, l'importanza del nuovo Modello AV.0 e come la Guida Operativa di AteneoWeb possa diventare un alleato strategico.
Il quadro normativo: dalla regola tecnica n. 1 all’Informativa 57/2026
L’obbligo di autovalutazione del rischio non è una novità assoluta, ma le modalità con cui deve essere assolto si sono evolute drasticamente.
Il CNDCEC, attraverso le sue Regole Tecniche, ha il compito di declinare i principi generali del D.Lgs. 231/2007 in istruzioni pratiche e vincolanti per gli iscritti.
La Regola Tecnica n. 1 stabilisce che il professionista debba valutare il rischio di riciclaggio cui è esposto... [continua sul sito]
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Dai driver di valore alle previsioni finanziarie: la quantificazione degli ESG
L’ultimo miglio della valutazione d’azienda consiste nella traduzione delle evidenze strategiche in cifre economiche e finanziarie. È qui che il documento del CNDCEC fornisce i contributi più innovativi, declinando le ultime tre fasi del principio PIV III.1.2 in chiave ESG. Il passaggio dai concetti qualitativi di sostenibilità alla determinazione del valore richiede un rigore analitico che non lasci spazio ad astrazioni.
Analisi contabile e driver di valore ESG
La terza fase dell’analisi fondamentale prevede l’esame della documentazione contabile e gestionale per individuare l’evoluzione dei "driver di valore". Nel contesto attuale, i driver tradizionali (crescita del fatturato, margini operativi, rotazione del capitale) sono profondamente influenzati dai fattori ESG.
Il valutatore deve saper leggere tra le pieghe del bilancio:
Marginalità (E/S): gli investimenti in efficienza energetica riducono i costi operativi nel medio periodo? Le politiche di welfare aziendale riducono il turnover e i costi di formazione?
Capex (E): gli investimenti in beni strumentali sono conformi ai nuovi standard ambientali o rischiano di diventare "stranded assets" (attività che perdono valore prematuramente)
Rischio (G): la struttura di governance garantisce un controllo... [continua sul sito]
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Dall'interazione alla fidelizzazione: gli strumenti operativi per lo Studio 4.0
Nelle prime due puntate del nostro focus abbiamo analizzato lchr("\1")importanza dellchr("\1")identità digitale e del valore dei contenuti. Tuttavia, un sito web moderno per uno studio professionale non può limitarsi a essere un canale di comunicazione unidirezionale. Deve trasformarsi in uno "strumento operativo" capace di ottimizzare i processi interni, ridurre il carico di lavoro della segreteria e migliorare lchr("\1")esperienza del cliente. Il sito web come hub di supporto e operatività
Il sito web dello studio non deve essere inteso solo come una vetrina, ma come un vero e proprio centro di supporto per il cliente. In un contesto normativo sempre più complesso, l'obiettivo del professionista è semplificare la vita dell'imprenditore, offrendo punti di riferimento chiari e strumenti che riducano le frizioni quotidiane.
L’integrazione di canali di comunicazione diretta e di strumenti di utilità pratica è oggi fondamentale per soddisfare le aspettative di una platea che cerca risposte rapide e concrete. Il sito diventa così il punto di accesso privilegiato per:
comunicazione multicanale: integrare link diretti ai sistemi di messaggistica o form di contatto specifici permette al cliente di sentirsi sempre connesso allo studio, eliminando i tempi morti;
supporto alle decisioni: un portale che ospita scadenziari aggiornati, vademecum e pillole informative aiuta il cliente a muoversi con maggiore consapevolezza, percependo il proprio consulente come un partner attivo e non come un semplice esecutore di adempimenti;
autonomia e efficienza: offrire contenuti pronti all'uso e guide pratiche... [continua sul sito]
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Adeguati assetti e compliance integrata: una guida per 'proteggere' l'impresa
La gestione aziendale moderna non può più prescindere da una solida architettura di controllo interno.
Negli ultimi anni, il quadro normativo italiano ha subito una trasformazione radicale, spostando il fulcro della responsabilità dallchr("\1")evento infausto (come il dissesto economico) alla carenza organizzativa che lo ha preceduto. Comprendere come proteggere l'azienda e i suoi rappresentanti attraverso la corretta implementazione degli adeguati assetti non è solo un obbligo di legge, ma la strategia principale per prevenire interventi invasivi dell'autorità giudiziaria.
Il documento “La consulenza tecnica e la perizia nel contenzioso civile e penale in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché di modelli organizzativi” pubblicato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) il 4 maggio 2026, pur focalizzandosi sulla figura del consulente tecnico, offre in realtà una preziosa "mappa del rischio" per le imprese.
Sapere come un perito valuterà l'azienda ex post è il modo migliore per costruire, oggi, una difesa efficace.
In questo approfondimento vedremo come passare da una compliance puramente formale a un sistema di protezione reale, rimandando a futuri contributi l'analisi specifica delle tecnicalità processuali legate alle criticità della consulenza tecnica d'ufficio.
La nuova frontiera del controllo giudiziario: dall'art. 2409 al nuovo art. 2396-quater c.c.
Una delle novità più significative... [continua sul sito]
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La fine del 'cognitariato' e il valore della responsabilità
Nel corso della tavola rotonda "Professioni 4.0 – l’Intelligenza Artificiale tra etica, diritto e mercato", organizzata allchr("\1")Università Cattolica di Piacenza in occasione dei 25 anni di AteneoWeb, il Professor Riccardo Manzotti ha delineato gli scenari macroeconomici e filosofici che stravolgeranno il mercato dei servizi intellettuali. Con una doppia lente da ingegnere e da Professore Ordinario di Filosofia Teoretica alla IULM di Milano, Manzotti ha chiarito che l'Intelligenza Artificiale (IA) odierna non rappresenta una semplice evoluzione tecnica, ma un totale cambio di paradigma, al punto che sarebbe più corretto definirla "conoscenza artificiale".
La svalutazione della conoscenza e la fine del "cognitariato"
Il primo pilastro della rivoluzione in atto risiede nel fatto che l'IA ha “chirurgicamente separato il linguaggio e la conoscenza, dall'esistenza e la coscienza”. Fino a pochi anni fa, il valore economico e sociale di professionisti e docenti universitari si basava sul possesso esclusivo del sapere. Oggi, di fronte a macchine che sanno tutto pur non avendo l'esistenza (macchine che “sanno senza essere”), il valore intrinseco della pura competenza conoscitiva è crollato a zero.
Questa dinamica decreta storicamente la fine del “cognitariato”. Come l'automazione meccanica ha sostituito il lavoro manuale, così l'IA sta per spazzare via tutte quelle attività intellettuali ripetitive e prive di un reale elemento di discontinuità creativa.
L'analisi economica del Professore... [continua sul sito]
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Gli ISAC: la nuova compliance contributiva
Il panorama della gestione del personale e degli adempimenti previdenziali sta attraversando una trasformazione profonda. Con lchr("\1")avvio del 2026, lchr("\1")Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha introdotto ufficialmente gli ISAC, ovvero gli Indici Sintetici di Affidabilità Contributiva. Questa novità non rappresenta soltanto un nuovo adempimento burocratico; si tratta piuttosto di un pilastro fondamentale della strategia nazionale per la lotta al lavoro sommerso, integrata pienamente negli obiettivi del PNRR.
L'architettura del sistema ISAC trae ispirazione dal modello degli ISA fiscali, ma ne sposta il baricentro sul versante previdenziale. L'obiettivo primario dichiarato dall'INPS è quello di promuovere la collaborazione tra amministrazione e contribuenti; attraverso l'analisi di indicatori statistico-economici, l'Inps mira a identificare situazioni di potenziale anomalia prima che queste sfocino in violazioni formali o sanzioni pesanti.
Come specificato nella circolare INPS numero 26 del 2026, il sistema non nasce con intenti repressivi, ma come uno strumento di prevenzione volto a valorizzare le imprese che operano correttamente.
Il funzionamento tecnico degli indici si basa su un sofisticato incrocio di banche dati. L'Inps mette a confronto i flussi Uniemens, che contengono i dati mensili sulla forza lavoro, con le risultanze delle dichiarazioni fiscali e degli ISA gestiti dall'Agenzia Entrate. Questo dialogo tra banche dati permette di rilevare... [continua sul sito]
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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Days Sales Outstanding (DSO) - Tempi di incasso
Il DSO misura quanto tempo impiegano i clienti a pagarti dopo che hai emesso la fattura. Un credito non incassato è solo un costo travestito da ricavo. Cos’è e come si calcola
DSO = (Crediti Verso Clienti / Fatturato Annuo) x 365
L’interpretazione del risultato
Un DSO sotto i 30-45 giorni è eccellente. Sopra i 90 giorni, lo Studio sta agendo come una banca per i propri clienti, rischiando tensioni finanziarie.
Perché è strategico per il tuo Studio
La cassa è il carburante.
Un DSO alto distrugge il valore creato dal tuo lavoro e aumenta il rischio di insolvenze.
Un esempio pratico
Se fatturi 1 milione l'anno e hai 250.000€ di crediti, il tuo DSO è di circa 3 mesi (90 giorni).
Conclusione e azioni chiave
Automatizza i solleciti e, se possibile, richiedi il pagamento tramite SDD (addebito diretto) per le attività ricorrenti.
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L’istanza per richiedere il rimborso o l’utilizzo in compensazione della quota dell’IRAP riferita ai dividendi infra-UE o SEE
Via libera dell’Agenzia delle Entrate al modello per recuperare l’IRAP sui dividendi UE/SEE: rimborso o compensazione per gli anni pregressi. L'Agenzia Entrate, con il provvedimento n. 123184 del 22 aprile 2026, ha ufficialmente dato il via alle procedure che consentiranno ai soggetti interessati di recuperare l'IRAP sui dividendi comunitari.
Le motivazioni alla base di questo provvedimento risiedono nella necessità di conformarsi alla sentenza della Corte di Giustizia UE del 1º agosto 2025 (cause riunite C-92/24-C-94/24, Banca Mediolanum). I giudici comunitari hanno stabilito che la disciplina italiana allora vigente era in contrasto con l'articolo 4 della direttiva 2011/96/UE (la cosiddetta direttiva "madre-figlia").
Fino a poco tempo fa, la normativa IRAP prevedeva che:
per gli intermediari finanziari, il margine d'intermediazione includesse i dividendi ridotti del 50%;
per le imprese di assicurazione, i dividendi fossero assunti nella misura del 50%.
Tuttavia, la direttiva UE impone che l'esenzione sui dividendi percepiti da società figlie residenti in altri Stati membri debba essere pari almeno al 95%. Qualsiasi imposta che, come l'IRAP, includa nella propria base imponibile una quota superiore al 5% di tali dividendi, viola il principio di detassazione previsto... [continua sul sito]
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Cosa sa il Fisco di noi? I dati (nuovi e vecchi) della 'precompilata'
Per la dichiarazione 2026, il database del Fisco è stato alimentato con oltre 1,3 miliardi di informazioni trasmesse da enti esterni.
Ma cosa c’è esattamente dentro questo enorme faldone digitale? E soprattutto, quali sono le novità dellchr("\1")ultimo minuto che potrebbero alleggerire (o appesantire) il nostro portafoglio? I "grandi classici" delle detrazioni
La maggior parte dei dati riguarda, come sempre, le spese che permettono di beneficiare di detrazioni d’imposta:
Spese sanitarie e rimborsi: oltre un miliardo di documenti tra scontrini della farmacia e fatture mediche.
Interessi passivi sui mutui: per chi ha un finanziamento in corso per l'abitazione principale.
Premi assicurativi: vita, infortuni e il rischio di eventi calamitosi.
Istruzione: spese universitarie, asili nido e frequenza scolastica.
Casa: interventi di recupero del patrimonio edilizio, risparmio energetico e sistemazione a verde.
Le novità del 2026: elettrodomestici e artigiani
Quest'anno il "set informativo" si arricchisce.
La novità più curiosa riguarda il Bonus Elettrodomestici: i dati relativi ai contributi per l’acquisto di apparecchi ad elevata efficienza energetica, comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, saranno già presenti.
Attenzione, però: questa agevolazione non è cumulabile con la detrazione del 50% per mobili ed elettrodomestici legati a ristrutturazioni edilizie.
Altra new entry riguarda i lavoratori... [continua sul sito]
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730/2026: novità per i controlli delle spese mediche
La dichiarazione 730 / 2026 (relativa allchr("\1")anno dchr("\1")imposta 2025) rappresenta un punto di svolta definitivo per il controllo delle spese mediche. Fino allo scorso anno, l'Agenzia Entrate riceveva dal Sistema TS i dati aggregati. Sapeva, per intenderci, quanto avevamo speso in totale in farmacia o per visite specialistiche, ma il dettaglio della singola prestazione rimaneva in una sorta di "limbo" consultabile solo in caso di verifiche approfondite.
Ma con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 271/2025 del Decreto del 29 ottobre 2025 cambia tutto. L'articolo 1 stabilisce che, per le dichiarazioni selezionate per il controllo formale (art. 36-ter del DPR 600/1973), i funzionari dell'Agenzia avranno accesso diretto alle funzionalità di consultazione dei dati di dettaglio. Non più solo il totale, dunque, ma la specifica natura della spesa veterinaria o sanitaria, sia per il contribuente che per i familiari a carico.
I ambito di "controlli" il punto cruciale è il comportamento del contribuente. La strategia del Fisco è chiara: premiare chi accetta il dato proposto e "osservare da vicino" chi lo corregge.
In linea generale, chi accetta il 730 precompilato così come viene presentato gode di una "corsia preferenziale" che riduce drasticamente le probabilità di controlli formali sulle spese documentate... [continua sul sito]
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Decreto 1° Maggio 2026: guida completa ad incentivi, sgravi e salario giusto
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 28 aprile 2026 un atteso decreto-legge, noto come "Decreto 1° maggio", che introduce un pacchetto di riforme cruciali per il mercato del lavoro italiano. Con uno stanziamento complessivo di oltre 900 milioni di euro, il provvedimento mira a incentivare l'occupazione stabile (in particolare di donne e giovani), a rafforzare le tutele per i lavoratori delle piattaforme digitali e a delineare nuove direttrici in materia contrattuale e salariale.
Di seguito proponiamo una sintesi operativa per l'applicazione delle nuove disposizioni (attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).
Il nuovo pacchetto di incentivi all'occupazione 2026
Il cuore del decreto è rappresentato da quattro misure di esonero contributivo, che sostituiscono le precedenti disposizioni contenute nel "Decreto Milleproroghe", delineando un regime agevolato temporaneo valido esclusivamente per l'anno 2026.
È fondamentale ricordare che, per fruire di questi sgravi, le aziende dovranno garantire un incremento occupazionale netto, calcolato mensilmente rispetto alla media dei lavoratori impiegati nei 12 mesi precedenti. Inoltre, il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti l'assunzione e non dovrà farne nei sei mesi successivi (pena... [continua sul sito]
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Esecuzioni immobiliari: le spese condominiali non pagate
Chi paga i debiti del vecchio proprietario? Ecco cosa prevede la legge per chi acquista un immobile all’asta, quali spese condominiali restano a suo carico e come valutare correttamente i costi prima di presentare un’offerta. Le spese condominiali non pagate: chi paga i debiti del vecchio proprietario?
Una delle domande più frequenti e importanti per chi si appresta a acquistare un immobile in asta riguarda la gestione dei debiti condominiali lasciati insoluti dal precedente proprietario. Chi è tenuto a pagare? L'aggiudicatario rischia di doversi far carico di anni di morosità? La legge italiana, fortunatamente, pone dei limiti precisi alla responsabilità del nuovo proprietario, creando un equilibrio tra la tutela del condominio e quella dell'acquirente.
La regola della solidarietà temperata
La norma di riferimento è l'articolo 63, comma 4, delle disposizioni di attuazione del codice civile. Questo articolo stabilisce un principio di solidarietà tra il nuovo proprietario (l'aggiudicatario) e il vecchio (il debitore esecutato) per il pagamento dei contributi condominiali. Tuttavia, questa solidarietà non è illimitata, ma è "temperata", ovvero circoscritta a un preciso arco temporale.
La legge stabilisce: “Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.”
Cosa... [continua sul sito]
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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Work in progress (WIP) - la valorizzazione del 'pendente'
Negli studi professionali, il magazzino non è fatto di bulloni, ma di ore lavorate e non ancora fatturate. Il WIP è il "tesoro nascosto" dello studio. Cos’è e come si calcola
È la somma delle ore lavorate su pratiche aperte, moltiplicate per la tariffa oraria prevista, a cui si aggiungono le anticipazioni non ancora ribaltate sul cliente.
L’interpretazione del risultato
Un WIP troppo alto indica un ritardo nei cicli di fatturazione. Stai finanziando i tuoi clienti a tasso zero.
Perché è strategico per il tuo Studio
Monitorare il WIP previene crisi di liquidità.
Ti dice quanto fatturerai nei prossimi mesi e se è il momento di emettere acconti o chiudere le pratiche.
Un esempio pratico
Hai 60 pratiche aperte con una media di 5 ore caricate ciascuna. Se la tua tariffa media è 100€/h, hai 30.000€ "congelati".
Conclusione e azioni chiave
Riduci il ciclo di fatturazione.
Passa dalla fatturazione "a fine lavoro" alla fatturazione per acconti mensili o a stati di avanzamento. Monitora attentamente le pratiche necessariamente “pluriennali”
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Impatti del Decreto Legislativo 47/2026 sulla governance delle Società di Capitali non quotate
Il Decreto Legislativo n. 47/2026 ridefinisce la governance delle società di capitali non quotate, introducendo regole più chiare su assetti organizzativi, controlli e responsabilità. La riforma impone un adeguamento non solo formale, ma anche sostanziale, con impatti diretti sulla gestione e sui flussi informativi. Quadro normativo e finalità della riforma
Il sistema della governance societaria è stato profondamente ridefinito dal Decreto Legislativo 27 marzo 2026, n. 47, emanato in attuazione della delega contenuta nella Legge Capitali (Legge n. 21/2024). Pubblicato il 14 aprile 2026, il decreto entra ufficialmente in vigore il 29 aprile 2026, imponendo un adeguamento sostanziale non solo agli statuti, ma alla cultura organizzativa stessa.
L’intervento normativo si articola su tre direttrici fondamentali:
razionalizzazione della disciplina: riorganizzazione sistematica delle norme per eliminare frammentazioni e incertezze interpretative;
uniformità del linguaggio: adozione di un lessico trasversale applicabile a tutti i modelli di governance. In questa prospettiva, norme chiave come l'art. 2388 codice civile (validità delle deliberazioni) e l'art. 2389 codice civile (compensi) sono state aggiornate sostituendo i riferimenti specifici con espressioni neutre quali "organo di controllo" e "organo competente";
chiarimento dei flussi informativi: definizione rigorosa dei doveri di informazione per perimetrare responsabilità e poteri di vigilanza.
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Precompilata 2026: il calendario e i protagonisti
Dalle date chiave alle categorie di contribuenti interessati: tutto quello che serve per orientarsi nella partenza della campagna dichiarativa. La stagione della dichiarazione precompilata 2026 è ufficialmente ai nastri di partenza.
Il Direttore dell'Agenzia Entrate, con il provvedimento prot. n. 128479/2026, ha tracciato il solco entro cui ci muoveremo nei prossimi mesi.
Il calendario
Non tutte le precompilate nascono nello stesso momento. La disponibilità dei dati segue un cronoprogramma preciso.
Dal pomeriggio del 30 aprile 2026, i contribuenti possono accedere alla propria area riservata per consultare il modello 730. Se invece siete tra coloro che devono presentare il modello Redditi Persone Fisiche (magari perché siete titolari di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente o pensione), dovrete pazientare fino al 20 maggio 2026 per la consultazione.
Per quanto riguarda l'invio vero e proprio:
Modello 730: il "semaforo verde" per l'invio (con o senza modifiche) scatta il 14 maggio 2026. La scadenza finale è fissata al 30 settembre 2026;
Modello Redditi PF: si può inviare dal 27 maggio 2026. Avete tempo fino al 2 novembre 2026 (poiché il 31 ottobre cade di sabato).
Chi sono i destinatari?
La platea dei contribuenti interessati è vastissima... [continua sul sito]
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