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Linee Guida CNDCEC-SIDREA: il Commercialista al centro della sostenibilità e del successo delle Startup
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Società Italiana dei Docenti di Ragioneria e di Economia Aziendale (SIDREA) hanno unito le forze per pubblicare il documento “Linee guida per la sostenibilità delle startup”. Il volume, edito da Giappichelli, è scaricabile gratuitamente dai siti istituzionali di CNDCEC e SIDREA.
Non è una semplice rassegna teorica, ma un vero e proprio manuale d'azione per guidare le imprese giovani oltre la delicata fase di avvio, riducendone la fragilità strutturale grazie agli strumenti dell'economia aziendale.
Il tasso di mortalità delle startup nei primi anni di vita resta drammaticamente elevato, spesso a causa di errori di valutazione ampiamente prevenibili in fase di "seed" e "early stage". La diffusione di queste linee guida nella prassi professionale punta non solo a evitare un enorme spreco di risorse economiche, ma a favorire la nascita di realtà sane, capaci di generare ricchezza stabile e valore per l'intera comunità.
Il focus dei regolatori e degli investitori è rivolto soprattutto alle cosiddette “gazzelle”, ovvero le startup ad alta crescita. Secondo i criteri Eurostat-OECD, si tratta di imprese con:
massimo 5 anni di vita;
almeno 10 dipendenti all'inizio del percorso di crescita;
un tasso di crescita del fatturato o dell'occupazione non inferiore al 20% annualizzato per tre anni consecutivi... [continua sul sito]
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I numeri chiave per guidare la PMI – Oltre la superficie: come il CAGR rivela la vera crescita della tua PMI
Per un imprenditore alla guida di una PMI italiana, guardare solo la crescita del fatturato da un anno allchr("\1")altro può essere ingannevole. Le fluttuazioni del mercato, lchr("\1")inflazione o un singolo ordine straordinario possono distorcere la percezione della salute aziendale. Il tasso di crescita annuo composto, noto come CAGR (Compound Annual Growth Rate), è lo strumento che permette di "ripulire" i dati dalla volatilità, offrendo una visione della crescita media costante su un arco temporale pluriennale.
È fondamentale perché trasforma una serie di dati frammentati in una traiettoria lineare, permettendo di capire se il business sta realmente scalando o se sta semplicemente galleggiando sulle onde della congiuntura economica.
Cos'è e come si calcola
Il CAGR rappresenta il tasso di crescita annuo costante che porterebbe un valore aziendale dal suo livello iniziale a quello finale, ipotizzando che i profitti siano reinvestiti ogni anno. La formula matematica è:
dove n rappresenta il numero di anni considerati. Per il calcolo, l'imprenditore deve attingere al conto economico, specificamente alla voce A1 (ricavi delle vendite e delle prestazioni), confrontando il dato dell'anno più recente con quello di 3 o 5 anni prima. È possibile calcolarlo anche sull'EBITDA o sull'utile netto. I dati sono facilmente reperibili negli archivi storici dei bilanci depositati presso la Camera di Commercio.
L'interpretazione del... [continua sul sito]
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La Posizione Finanziaria Netta (PFN) nell'architettura negoziale: oltre la metrica ESMA verso la determinazione dell'Equity Value
La Posizione Finanziaria Netta non è soltanto un indicatore finanziario, ma una delle principali leve nella determinazione del prezzo nelle operazioni straordinarie. Il documento del CNDCEC approfondisce i criteri per costruire una PFN negoziale capace di riflettere la reale esposizione finanziaria dell’impresa. Introduzione: la PFN e l'equazione fondamentale del valore
Nelle operazioni di finanza straordinaria e M&A, la determinazione del valore di un'azienda segue un percorso in due fasi. La prima fase consiste nel calcolo dell'Enterprise Value (EV), ovvero il valore complessivo dell'attività operativa (l'asset side del bilancio), solitamente stimato tramite l'applicazione di multipli all'EBITDA o tramite l'attualizzazione dei flussi di cassa operativi (metodo DCF). La seconda fase consiste nel trasferire questo valore agli azionisti, calcolando l'Equity Value (EqV), ossia il prezzo effettivo che l'acquirente pagherà per le azioni o le quote societarie. Il ponte che unisce queste due grandezze è la Posizione Finanziaria Netta (PFN):
EquityValue = EnterpriseValue - PFN
L'equazione mostra chiaramente come ogni euro di variazione della PFN si rifletta, con un rapporto uno a uno, sul prezzo finale delle azioni. Se la PFN esprime un indebitamento netto (valore positivo), essa riduce l'Equity Value; se esprime una cassa netta (valore negativo), essa incrementa il prezzo dovuto al venditore. Data l'enorme rilevanza finanziaria di questo parametro, il documento di ricerca... [continua sul sito]
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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Rapporto di leva (Leverage)
La leva misura come è strutturata la "piramide" dello Studio. Indica quanti operativi ci sono per ogni partner. Cos’è e come si calcola
Numero di Collaboratori (Junior/Senior) / Numero di Partner
L’interpretazione del risultato
Una leva alta (es. 5:1) significa che il partner delega molto. Una leva bassa (1:1) significa che i partner fanno ancora molto lavoro "sporco".
Salvo situazioni patologiche, normalmente più la leva è alta e più lo studio guadagna sulla marginalità del lavoro altrui.
Perché è strategico per il tuo Studio
È la chiave per la scalabilità.
Se vuoi aumentare i profitti dei partner senza che questi lavorino 20 ore al giorno, devi aumentare la leva e la capacità di delega.
Un esempio pratico
In uno studio con 3 partner e 9 collaboratori, la leva è 3. Se i partner sono sovraccarichi, forse la leva è corretta ma i processi di delega sono inefficienti.
Conclusione e azioni chiave
Definisci percorsi di crescita chiari.
Lo studio cresce se i collaboratori diventano autonomi, permettendo ai partner di fare i partner (strategia e vendita).
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Il nuovo paradigma della sostenibilità e l'evoluzione del quadro normativo per il collegio sindacale
Lchr("\1")integrazione delle tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) allchr("\1")interno dei modelli di business aziendali rappresenta oggi una delle sfide più complesse e affascinanti per i professionisti economico-giuridici. Il documento pubblicato il 16 ottobre 2025 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), in collaborazione con la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, intitolato "Vigilanza del collegio sindacale e tematiche di sostenibilita", si pone come una bussola imprescindibile per i commercialisti chiamati a ricoprire incarichi di controllo. Questo articolo si propone di analizzare e sintetizzare i contenuti del documento, offrendo una disamina approfondita destinata ai professionisti che quotidianamente supportano e vigilano sulle realtà societarie, con particolare attenzione alle società quotate, ma con principi applicabili trasversalmente.
Il passaggio dalla NFRD alla CSRD e il d.lgs. 125/2024
Il punto di partenza ineludibile per comprendere la portata della rivoluzione in atto è l'evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale. Il passaggio storico fondamentale si concretizza nel superamento della Direttiva 2014/95/UE (la cosiddetta NFRD, recepita in Italia con il d.lgs. 254/2016), che aveva introdotto la "dichiarazione non finanziaria", a favore della più stringente e pervasiva "Direttiva 2022/2464/UE (CSRD)", recepita nel... [continua sul sito]
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Terzo Settore e operazioni straordinarie: la guida del Notariato tra trasformazioni, fusioni e scissioni
Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato un documento destinato a fare chiarezza sul riassetto organizzativo degli enti non profit: lo Studio n. 7-2026/CTS, approvato dalla Commissione Studi Terzo Settore, Enti e Sociale il 15 aprile 2026. Diffuso attraverso il CNN Notizie n. 80 del 28 aprile 2026, lo studio offre una ricognizione sistematica e operativa degli adempimenti necessari per gestire trasformazioni, fusioni e scissioni che coinvolgono gli enti del Libro I del codice civile, indipendentemente dal fatto che abbiano già ottenuto o meno la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS).
L'intervento del Notariato giunge in un momento storico cruciale per il comparto dell'economia sociale, consolidando un percorso di profonda evoluzione normativa e interpretativa che ha ridefinito i confini tra l'autonomia statutaria e i controlli pubblici.
Un nuovo quadro di riferimento
Prima della storica riforma del diritto societario del 2003, la dottrina prevalente e la giurisprudenza negavano radicalmente la possibilità per le associazioni e le fondazioni di partecipare a operazioni straordinarie. Si riteneva, infatti, che istituti come la trasformazione o la fusione fossero flessibilità strutturali riservate in via esclusiva al mondo delle società lucrative. Un primo e significativo cambio di rotta si è registrato nel 2003, quando il legislatore ha introdotto la disciplina della trasformazione eterogenea... [continua sul sito]
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La sostenibilità del risanamento nel sistema del Codice della Crisi: analisi critica del test pratico
Il Decreto Dirigenziale del 23 aprile 2026, pubblicato nel bollettino ufficiale del ministero della giustizia il 31 maggio 2026 (n. 10), introduce un tassello operativo di fondamentale importanza nellchr("\1")ordinamento della gestione della crisi dchr("\1")impresa. Questo provvedimento1 si inserisce organicamente nel sistema delineato dal codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (CCII) per recepire in via attuativa le rilevanti modifiche introdotte dal d.lgs. 13 settembre 2024, n. 136, comunemente denominato "correttivo".
Sotto il profilo strettamente formale, l'atto si qualifica come un provvedimento amministrativo dirigenziale di attuazione. Non configurandosi come fonte primaria del diritto, esso non possiede la facoltà di introdurre obblighi che risultino incompatibili con il quadro normativo di rango sovraordinato. Ciononostante, la sua portata sostanziale si rivela estremamente vasta: l'atto traduce in indicazioni pratiche gli obblighi di legge, aggiornando il corredo tecnico-operativo indispensabile per l'accesso agli strumenti della composizione negoziata, quali la piattaforma telematica, il test pratico, la lista di controllo particolareggiata e il protocollo di conduzione.
Per i professionisti e i consulenti d'impresa, l'interpretazione del testo richiede una lettura stratificata e un attento coordinamento sistematico.
Il documento adotta una precisa bussola terminologica e semantica:
l'impiego... [continua sul sito]
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I numeri chiave per guidare la PMI – Il cuore dell'azienda: l'Employee Satisfaction Index (ESI)
Un dipendente felice produce di più, sbaglia meno e non cerca lavoro altrove. Ma come si misura la "felicità" o il clima in una PMI? Lchr("\1")Employee Satisfaction Index (ESI) è lchr("\1")indicatore che trasforma le sensazioni dellchr("\1")imprenditore in dati certi. Spesso nelle piccole imprese si pensa che basti parlarsi davanti a un caffè, ma la verità è che molti collaboratori non esprimono i propri dubbi direttamente al capo. L'ESI fornisce un canale strutturato e anonimo per capire quanto le persone si sentano valorizzate.
In un'epoca di "great resignation", monitorare il clima aziendale è l'unico modo per proteggere il capitale umano, che è il vero motore di ogni PMI di successo.
Cos'è e come si calcola
L'ESI si ottiene solitamente attraverso un sondaggio anonimo con poche domande chiave, a cui i dipendenti rispondono con un voto da 1 a 10. Le domande classiche sono: "quanto sei soddisfatto del tuo attuale posto di lavoro?", "quanto l'azienda soddisfa le tue aspettative?", "quanto si avvicina al tuo posto di lavoro ideale?".
La formula è: [((valore medio delle risposte / 10) x 100)].
Il risultato è un punteggio da 1 a 100. A differenza degli altri KPI, i dati non si trovano nel bilancio ma devono essere generati internamente. Tuttavia, i costi per queste rilevazioni e le eventuali azioni correttive (bonus, eventi, formazione) rientrano nelle voci B7 e B9.
L'interpretazione del risultato[continua sul sito]
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L’Intelligenza Artificiale in Consiglio di Amministrazione: la nuova frontiera della vigilanza dei sindaci nelle Linee Guida del CNDCEC
Con il documento elaborato dalla Commissione di studio ed emanato a fine 2025, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti traccia i confini della responsabilità e dei controlli sullchr("\1")Intelligenza Artificiale nelle imprese. Dalla "Shadow AI" al rischio di "Decision Capture", ecco la mappa per governare la transizione tecnologica nel rispetto del principio di corretta amministrazione. Nel panorama economico contemporaneo, l’Intelligenza Artificiale (IA) ha definitivamente cessato di essere una mera innovazione tecnologica confinata ai laboratori di ricerca o ai dipartimenti IT per trasformarsi in un elemento infrastrutturale e pervasivo di ogni business.
L’adozione di sistemi algoritmici avanzati tocca il cuore dei modelli operativi, ridefinisce le catene del valore e sposta gli equilibri competitivi dei mercati globali.
In questo scenario di metamorfosi accelerata, il sistema di governance societaria si trova di fronte a una sfida inedita e complessa: garantire che l’integrazione dell'IA avvenga salvaguardando l'integrità aziendale, la stabilità finanziaria, la conformità normativa e la fondamentale tutela di azionisti e stakeholder.
Per rispondere a questa urgenza il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), in stretta collaborazione con la Fondazione Nazionale Commercialisti (FNC), ha elaborato un documento cardine intitolato “Linee Guida di vigilanza del Collegio sindacale sulla adozione dell’Intelligenza artificiale”. Il testo si propone come una vera e propria bussola operativa per... [continua sul sito]
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L'EBITDA tra performance e valutazione aziendale: definizioni, criticità civilistiche e logiche di rettifica nelle operazioni di M&A
Dalla misurazione della performance aziendale alla determinazione del valore dchr("\1")impresa: il ruolo dellchr("\1")EBITDA e delle rettifiche negoziali secondo il CNDCEC. Introduzione: L'EBITDA come indicatore alternativo di performance (APM)
Nel panorama della finanza aziendale e della pratica M&A, l'EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation, and Amortization) rappresenta senza dubbio il parametro più utilizzato per sintetizzare la redditività operativa di un'impresa.
Tuttavia, nonostante la sua popolarità, l'EBITDA soffre di un paradosso fondamentale: non è una grandezza definita dagli standard setter contabili ufficiali. Né i principi contabili nazionali emessi dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC), né i principi contabili internazionali (IFRS) prevedono una riga specifica del conto economico denominata "EBITDA" o "Margine Operativo Lordo" nell'accezione finanziaria anglosassone. Per questo motivo, l'EBITDA viene classificato come un "Indicatore Alternativo di Performance".
Consapevole dell'assenza di una prassi rigidamente codificata e della conseguente proliferazione di interpretazioni difformi, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha pubblicato un importante documento di ricerca volto a fare chiarezza: EBITDA E PFN A FINI VALUTATIVI E NEGOZIALI. L'obiettivo... [continua sul sito]
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Il futuro degli affitti brevi: dalla stretta dei due appartamenti al caos regionale e alla rivoluzione europea ViDA
Il mercato degli alloggi extralberghieri e delle locazioni turistiche in Italia ha vissuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, spinto in particolar modo dallchr("\1")espansione delle piattaforme digitali.
Questa evoluzione ha però sollevato numerosi interrogativi normativi e fiscali, al punto che muoversi tra le regole è diventato molto complesso. Locazione turistica e locazione breve: facciamo chiarezza
Spesso confusi nel linguaggio comune, questi due istituti presentano differenze sostanziali:
locazione turistica: è un contratto atipico di locazione di immobile con una durata limitata nel tempo, volto a soddisfare esigenze abitative esclusivamente per finalità turistiche. comporta la mera concessione in godimento dell'immobile in assenza di servizi aggiuntivi, come colazione, riassetto quotidiano o cambio biancheria durante il soggiorno. a differenza delle locazioni brevi, questo contratto può superare il limite temporale dei 30 giorni.
locazione breve: trova precisa definizione normativa nell'art. 4 della legge n. 50/2017 e consiste in contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. questa formula può includere esclusivamente i servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, a patto che siano stipulati da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa.
La mannaia del 2026: quando scatta la presunzione di impresa
Il confine tra la semplice locazione di un fabbricato (che genera reddito fondiario) e lo... [continua sul sito]
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I numeri chiave per guidare la PMI – Misurare il valore prodotto: i ricavi per dipendente
Quanto valore genera, in media, ogni singola persona che lavora nella tua azienda? I ricavi per dipendente sono un indicatore sintetico ma potentissimo dellchr("\1")efficienza organizzativa. Per un imprenditore di una PMI italiana, questo KPI rappresenta il termometro della produttività. Non basta aumentare il fatturato se per farlo bisogna assumere in modo sproporzionato, erodendo i margini. Questo indice permette di capire se l'azienda sta crescendo in modo sano o se sta diventando pesante e inefficiente. è il punto di incontro tra la forza lavoro e il successo commerciale, fondamentale per confrontarsi con i concorrenti del settore.
Cos'è e come si calcola
La formula è semplicissima: ricavi totali / numero di dipendenti (full-time equivalent - FTE).
I ricavi si prendono direttamente dalla voce A1 del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni). Il numero di dipendenti deve essere calcolato come media annua, possibilmente pesando i part-time (se ho due persone al 50%, valgono come un dipendente FTE). Questo dato si trova nel libro unico del lavoro o nelle note integrative del bilancio. Dividere il fatturato per le "teste" operative restituisce un valore monetario che indica la capacità di trasformare il lavoro umano in valore economico vendibile sul mercato.
L'interpretazione del risultato
Il valore ottenuto va confrontato... [continua sul sito]
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Cybersecurity e Modello 231: la nuova frontiera della governance aziendale integrata
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), insieme alla Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC), ha recentemente pubblicato un importante documento di ricerca intitolato “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa”. Il documento, nato dal lavoro della Commissione di studio “Compliance e modelli organizzativi d.lgs. 231”, si propone di analizzare come la trasformazione digitale stia modificando radicalmente i sistemi di controllo interno delle aziende.
Oggi il rischio informatico non può più essere relegato a una mera questione tecnica gestita esclusivamente dai reparti IT. Al contrario, l'evoluzione delle minacce cibernetiche e il progressivo inasprimento del quadro normativo impongono di considerare la sicurezza digitale come una variabile strategica fondamentale della governance societaria, intrinsecamente connessa alla responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del d.lgs. 231/2001.
Lo scenario delle minacce e l'evoluzione dei reati presupposto
La pervasività della digitalizzazione ha facilitato la nascita di nuove e sofisticate forme di criminalità informatica.
I dati statistici evidenziano l'urgenza del fenomeno: il "Rapporto Clusit sulla Cybersecurity 2026" ha registrato nel 2025 un incremento degli incidenti informatici pari al 48,7% rispetto all'anno precedente, raggiungendo la cifra record di 5.265 eventi complessivi, di cui ben l'84% classificato... [continua sul sito]
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La stabilità della vendita forzata concorsuale nel Codice della Crisi
I rilanci tardivi convenzionali e i confini dell’art. 217 CCII. Introduzione: il nuovo paradigma della liquidazione concorsuale nel CCII
Il concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, introdotto dall’art. 25-sexies CCII, rappresenta un istituto marcatamente orientato alla rapidità e all'efficienza del realizzo dell'attivo. Ai sensi dell'art. 25-septies, comma 2, CCII, le operazioni di liquidazione sono affidate a un liquidatore giudiziale, il quale vi provvede applicando, in quanto compatibili, le disposizioni in tema di concordato preventivo (art. 114 CCII) e, per il tramite di quest'ultimo, le regole dettate per la liquidazione giudiziale agli artt. 216 e 217 CCII.
L'attuale assetto normativo segna una profonda discontinuità rispetto alla previgente disciplina fallimentare (R.D. 267/1942). Il legislatore della crisi ha operato una precisa scelta di campo, espungendo definitivamente dal sistema il meccanismo del c.d. "rilancio del decimo" (già previsto dall'art. 107, comma 4, l.fall.), istituto che consentiva di porre nel nulla l'esito di una gara regolare a fronte di un'offerta migliorativa tardiva.
Nel vigore del Codice della Crisi, il baricentro del subprocedimento di vendita si è spostato dalla massimizzazione... [continua sul sito]
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Novità fiscali: convertito in Legge il Decreto Fiscale (L. 88/2026)
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 22 maggio 2026, n. 88, che converte con modifiche il D.L. n. 38 del 27 marzo 2026 (recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica). In sede di conversione, il testo ha assorbito anche le misure del D.L. n. 42 del 3 aprile 2026 (sostegno alle imprese e prezzi petroliferi) e ha introdotto ulteriori correzioni. Segue un riepilogo sistematico delle principali novità.
1. Misure in materia di IVA e Imposte Dirette
Trattamento IVA delle permute e dazioni in pagamento
La disciplina delle operazioni permutative è stata profondamente riscritta, abrogando le precedenti disposizioni della Legge di Bilancio n. 199/2025:
Base imponibile: è ora costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi (valore monetario di beni e servizi oggetto di ciascuna operazione) determinati dal contratto.
Valore minimo: la base imponibile non può essere inferiore ai costi riferibili alle cessioni effettuate o alle prestazioni rese, calcolati al momento dell’operazione.
Decorrenza: la nuova disciplina si applica ai contratti stipulati o rinnovati a decorrere dal 1° gennaio 2026, fatti salvi i comportamenti adottati in conformità alla previgente normativa.
Restrizioni per i lavoratori impatriati
Viene esteso il divieto di cumulo tra l’agevolazione per i lavoratori impatriati (Art. 5, D.Lgs. n. 209/2023) e il regime di flat tax per i neo-residenti.
La misura si applica... [continua sul sito]
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I 10 KPI da monitorare per guidare lo Studio professionale: Customer Acquisition Cost (CAC)
Quanto ti costa portare un nuovo cliente nel tuo studio? Il "passaparola" non è gratis: costa tempo, networking e investimenti. Cos’è e come si calcola
Somma di tutte le spese di marketing, commerciale e tempo dei partner dedicato alla vendita, diviso per il numero di nuovi clienti acquisiti.
L’interpretazione del risultato
Il CAC deve essere una frazione del valore che il cliente porterà nel tempo.
Se spendi 2.000€ per acquisire un cliente che ne paga 1.000€ una tantum, stai distruggendo ricchezza.
Perché è strategico per il tuo Studio
Ti permette di valutare se le tue campagne marketing o i tuoi sforzi di networking stanno funzionando o se sono solo un buco nell'acqua.
Un esempio pratico
Spendi 5.000€ in un anno tra sito web e LinkedIn.
Acquisisci 5 nuovi clienti. Il tuo CAC è di 1.000€.
Conclusione e azioni chiave
Traccia sempre l'origine dei nuovi clienti per capire quali canali hanno il CAC più basso.
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La governance societaria alla prova della paralisi gestionale: lo Studio n. 126-2025/I del Consiglio Nazionale del Notariato
Strumenti statutari, distinzioni concettuali e soluzioni operative per il superamento dello stallo nei Consigli di Amministrazione paritetici. Nelle moderne dinamiche del diritto societario, la struttura paritetica della compagine sociale, tipica delle cosiddette società "fifty-fifty" o a ristretta base azionaria, rappresenta un modello organizzativo tanto diffuso quanto intrinsecamente vulnerabile. In tali contesti, la partecipazione all'organo gestorio tende a riflettere specularmente l'assetto del capitale, dando vita a una simmetria che esclude quasi sistematicamente l'inserimento di amministratori indipendenti o terzi.
Se da un lato questa configurazione garantisce un perfetto equilibrio di controllo tra i soci fondatori, dall'altro finisce per traslare inevitabilmente le eventuali tensioni proprietarie sul piano della gestione ordinaria e straordinaria.
Poiché il Consiglio di Amministrazione (CdA) opera secondo il principio maggioritario, la mancata convergenza su una delibera strategica espone l'ente al rischio immediato di una paralisi aziendale. In questo alveo normativo e operativo si inserisce lo Studio n. 126-2025/I del Consiglio Nazionale del Notariato, intitolato "Lo stallo decisionale nell'organo amministrativo delle società". L'elaborato offre una rigorosa disamina dottrinale e preziosi spunti... [continua sul sito]
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Riscossione tributi erariali: la prescrizione resta di 10 anni, ma per sanzioni e interessi è di 5 anni
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 85 decisa il 23/03/2026 e pubblicata sulla G.U. della Repubblica il 20/05/2026, ha stabilito che la prescrizione per la riscossione dei tributi erariali (come IRPEF, IRES e IVA) rimane ordinariamente fissata a dieci anni. La Consulta ha respinto i dubbi di legittimità costituzionale sollevati dalla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio, confermando il consolidato orientamento della Cassazione.
Tuttavia, la pronuncia offre l'occasione per fare chiarezza su un punto cruciale: il "doppio binario" temporale che separa le imposte dai loro accessori, ovvero sanzioni e interessi.
L'origine della controversia e i dubbi del giudice tributario
Il giudizio di legittimità costituzionale è nato in via incidentale nell'ambito di un contenzioso tra l'Agenzia delle entrate - Riscossione e un contribuente. Al centro della disputa vi era un'intimazione di pagamento per tributi erariali notificata nell'agosto del 2022, il cui precedente atto di riscossione risaliva all'aprile del 2011. L'amministrazione finanziaria sosteneva la tempestività della notifica calcolando una proroga di ventiquattro mesi dovuta alla sospensione dei termini durante l'emergenza COVID-19.
Tuttavia, la Corte di giustizia tributaria del Lazio ha sollevato la questione di costituzionalità.
Secondo il giudice rimettente, applicare il termine decennale ai tributi dello Stato appariva irragionevole... [continua sul sito]
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La gestione delle visite da parte del Custode Giudiziario: note pratiche
La gestione delle visite da parte del Custode Giudiziario rappresenta un momento centrale nella procedura esecutiva immobiliare, incidendo direttamente sull’efficienza delle vendite forzate. Una pianificazione strutturata degli accessi e una corretta attività di accompagnamento dei potenziali acquirenti possono infatti aumentare sensibilmente le probabilità di aggiudicazione già al primo esperimento di vendita. Introduzione e valore strategico delle visite
Una delle attività fondamentali del Custode Giudiziario è l’accompagnamento dei potenziali acquirenti a visitare l’immobile pignorato, secondo le modalità stabilite con l’ordinanza del Giudice dell’esecuzione, stabilito dall’art. 560 c.p.c..
Se organizzata in modo preciso e organizzato, questa attività è in grado di generare risultati di rilievo per tutti gli attori che prendono parte alla vendita forzosa.
Quando il prezzo stimato risulta corretto, la probabilità di alienare l'immobile fin dalla prima asta si rivela molto elevata, in particolare nelle città capoluogo di provincia e nelle località turistiche.
Il Custode Giudiziario ha il dovere di impegnarsi tempestivamente nella gestione degli accessi operando in modo strutturato. Questo approccio persegue un duplice obiettivo:
individuare nel minor tempo possibile un acquirente;
produrre adeguate relazioni sull’attività svolta da destinare agli organi della procedura e ai creditori.
Al contrario, lo scenario in cui l'asta vada deserta comporta la necessità di fissare nuovi esperimenti di vendita. Per... [continua sul sito]
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Guida pratica al Rendiconto per Cassa: istruzioni operative per i piccoli enti
Il tessuto connettivo del Terzo Settore italiano è composto in larga parte da piccole e piccolissime associazioni di promozione sociale (APS) e organizzazioni di volontariato (ODV). Consapevole di questa realtà, il legislatore ha previsto un regime di rendicontazione semplificato per gli enti che non superano i 300.000 euro di proventi annui. Per queste realtà, lo strumento principe è il Rendiconto per Cassa (Modello D). Tuttavia, la parola "semplificato" non deve trarre in inganno: il Modello D non è un semplice quaderno delle entrate e delle uscite compilato in modo informale, ma una struttura contabile rigorosa che risponde al principio di cassa puro, pur mantenendo un elevato livello di dettaglio informativo.
Anatomia del Modello D: le macro-aree di analisi
Il Rendiconto per Cassa si presenta come un prospetto a due sezioni contrapposte (Entrate a destra, Uscite a sinistra) suddiviso in cinque macro-aree finanziarie, identificate dalle lettere dell'alfabeto. Questa architettura consente di capire immediatamente da dove provengono le risorse dell'associazione e come vengono impiegate:
Sezione
Descrizione dell'Area Finanziaria
Contenuto Principale
Sezione A
Attività di interesse generale
Quote associative, contributi pubblici per progetti statutari, donazioni liberali.
Sezione B
Attività diverse
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