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  • AI e Commercialisti: un'adozione consapevole
    L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il ruolo del Commercialista, trasformando strumenti e competenze in un contesto professionale sempre più complesso. Tra opportunità, consapevolezza e formazione, l’adozione dell’AI diventa una leva strategica per interpretare il cambiamento senza subirlo. L'evoluzione delle libere professioni in Italia sta attraversando una fase di profonda metamorfosi, guidata da quella che il X Rapporto sulle libere professioni – Anno 2025 definisce come una "Identità in transizione". Presentato a Roma il 10 dicembre 2025, il documento evidenzia come il sistema professionale italiano, composto da 1,378 milioni di individui (il 5,8% degli occupati totali), stia affrontando le sfide delle "quattro D": demografia, dazi, debito e digitale.
    In questo scenario, l'AI per i Commercialisti emerge come uno dei pilastri fondamentali della trasformazione tecnologica, con i professionisti contabili che si posizionano in prima linea nell'adozione di nuovi strumenti algoritmici per ridefinire il valore della propria consulenza.
    Secondo l'indagine condotta dall'Osservatorio delle libere professioni su un campione di circa 1.180 professionisti, i commercialisti ed esperti contabili rappresentano la categoria più numerosa tra i rispondenti (31,6%). 
    I dati di settembre 2025 rivelano una propensione tecnologica superiore alla media: il 64,5% dei Commercialisti dichiara di utilizzare frequentemente l'intelligenza artificiale, superando professioni... [continua sul sito]
  • Controllo di gestione: il Commercialista e i miglioramenti automatici di conto economico
    Può il conto economico di un tuo cliente migliorare senza fare nulla o quasi? Se avrai la pazienza di leggere quest’articolo converrai con me che è possibile quanto detto. Riprendiamo a riferimento l’articolo della volta scorsa. Abbiamo analizzato quanto importante sia per l’imprenditore conoscere il fabbisogno lordo (e con qualche piccolo accorgimento raggiungere il fabbisogno netto) delle quantità dei materiali da avere sempre disponibili a magazzino, al fine di realizzare la produzione programmata.
    Messi da parte i componenti (e l’MRP), passiamo ora ad analizzare come gestire i carichi di lavoro. Innanzitutto è importante chiarire il concetto di CRP (Capacity Requirement Planning). Il CRP ha l’obiettivo di tramutare gli ordini di produzione derivanti dall’elaborazione MRP, in effettive attività operative sui vari centri di lavoro (fasi lavorative), tenendo presente il tempo di esecuzione di questi ultimi. Semplificando, se l’MRP programma i materiali finalizzati all’ottenimento del prodotto finito in quella determinata settimana (o giorno), il CRP programma i tempi di lavorazione finalizzati sempre all’ottenimento del prodotto finito in quella determinata settimana (o giorno). Entrambi i sistemi si alimentano dei dati derivanti da un corretto insieme di distinte base.
    Il CRP può essere definito in due differenti modi,... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Produttività del lavoro: misurare il valore aggiunto per dipendente
    Nelle PMI italiane, il costo del lavoro è spesso una delle voci più pesanti del conto economico. Tuttavia, guardare ai dipendenti solo come un costo è un errore strategico miope. Il vero imprenditore guarda alla produttività: quanto valore è in grado di generare ogni singola persona che lavora in azienda? Misurare la produttività del lavoro non serve a "controllare" il personale, ma a capire se l'organizzazione aziendale, i processi e le tecnologie fornite mettono le persone nelle condizioni di creare ricchezza reale. Senza una produttività crescente, è impossibile aumentare gli stipendi o i margini aziendali nel lungo periodo.
    Cos'è e come si calcola
    Esistono vari modi per misurare la produttività, ma il più efficace per una PMI è il rapporto tra Valore Aggiunto e numero di dipendenti. Il Valore Aggiunto è una misura migliore del semplice fatturato, perché depura il risultato dai costi esterni (materie prime, servizi), isolando ciò che l'azienda ha creato "internamente".
    Dati da bilancio:

    Valore Aggiunto: si calcola prendendo il Valore della Produzione (A) e sottraendo i Costi per materie prime (B.6) e per Servizi (B.7) e Godimento beni di terzi (B.8).
    Numero di dipendenti: dato medio dell'anno, spesso riportato in Nota Integrativa, o costo del personale (B.9) se si vuole un indice di rendimento monetario.

    La formula principale è: Valore Aggiunto / Numero medio dipendenti
    Una variante utile è il rapporto tra Valore... [continua sul sito]
  • Locazioni brevi 2026: guida fiscalità e partita IVA nel 2026
    Per migliaia di proprietari che si trovano oggi con un portafoglio di 3 o 4 immobili, il 2026 è lchr("\1")anno della scelta: ridurre il numero di case destinate al turismo o aprire la Partita IVA. Il passaggio al regime professionale comporta una metamorfosi fiscale completa, spostando il reddito da "reddito fondiario/diverso" a "reddito d'impresa".Il bivio fiscale: cedolare secca vs regime ordinario o forfettarioMentre per chi resta sotto la soglia dei 3 appartamenti la cedolare secca rimane un'opzione (con aliquota al 21% sul primo immobile e al 26% sul secondo), chi supera il limite deve valutare la convenienza del Regime Forfettario.Nel regime forfettario l'imponibile viene calcolato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del 40% per il codice ATECO 55.20.51. Su questo imponibile si applica l'imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni per le nuove attività). RICAVI x 40% x 15% (o 5%).
    Oltre all'imposta sul reddito, il passaggio alla forma imprenditoriale introduce tre nuovi temi:

    IVA al 10%: a differenza della locazione privata (esente IVA), l'attività professionale deve addebitare l'IVA al cliente. Questo può aumentare il prezzo finale o ridurre il margine del proprietario;
    contributi INPS: l'iscrizione alla Gestione Commercianti è obbligatoria. Tuttavia, per gli affittacamere e le case vacanze, non si applica il... [continua sul sito]
  • Antiriciclaggio commercialisti: obbligo di aggiornare la valutazione del rischio al 27 maggio 2026
    Regole tecniche aggiornate dal CNDCEC: nuovi criteri di valutazione del rischio e scadenze per clienti esistenti e nuovi. Le Regole Tecniche per la valutazione del rischio antiriciclaggio erano state emanate dal CNDCEC il 23 gennaio 2019,  poi nel  gennaio 2025 il CNDCEC ha emanato le Nuove Regole Tecniche con deliberazione n. 9 del 16/1/2025, previa approvazione, avvenuta il 27.12.2024 da parte del Comitato di Sicurezza Finanziaria. 
    I  commercialisti sono quindi  tenuti ad aggiornare l’autovalutazione del rischio entro un anno dalla pubblicazione dell’analisi nazionale dei rischi redatta  a cura dello stesso Comitato di Sicurezza, presentata il 27 maggio 2025, sicchè la valutazione del rischio, per i clienti in essere dovrà essere ripetuta, con i nuovi criteri, entro il 27 maggio 2026, così come indicato nell’informativa del CNDCEC n. 85 del 30 maggio 2025.
    Per i nuovi clienti è evidente che se si è proceduto alla valutazione del rischio con le “vecchie” Regole Tecniche la valutazione sarà da aggiornarsi entro il 27 maggio 2026, se invece si è proceduto con la “nuova” valutazione questa non sarà da ripetersi. 
    Nulla cambia in merito all’identificazione del cliente e/o dell’esecutore, mentre la valutazione del rischio rileva sostanziali variazioni nell’individuazione... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Indice di rotazione dell'attivo circolante: misurare l'efficienza nella gestione di crediti e magazzino
    Avere un buon prodotto non basta; bisogna saper gestire la "macchina" operativa che lo porta sul mercato. Lchr("\1")indice di rotazione dellchr("\1")attivo circolante (Working Capital Turnover) è un indicatore di sintesi potente che misura quanto efficientemente la tua azienda sta utilizzando il suo capitale operativo a breve termine (scorte, crediti verso clienti e liquidità) per generare fatturato. Per una PMI, questo KPI risponde alla domanda: "Quanto fatturato riesco a produrre per ogni euro che ho investito nel ciclo operativo?". Un valore basso suggerisce che l'azienda è appesantita e lenta; un valore alto indica un'impresa snella e dinamica.
    Cos'è e come si calcolaQuesto indice mette in relazione i ricavi delle vendite con l'attivo circolante medio.
    I dati si trovano facilmente nel bilancio civilistico:

    al numeratore abbiamo i Ricavi delle vendite e delle prestazioni (voce A.1 del Conto Economico).
    al denominatore abbiamo l'Attivo Circolante Medio (Totale voce C dello Stato Patrimoniale, calcolato come media tra inizio e fine anno). L'attivo circolante comprende: Rimanenze, Crediti, Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni e Disponibilità liquide.

    Il risultato è un numero puro che esprime un moltiplicatore:

    valore alto: indica che l'azienda sta "facendo girare" molto bene le sue risorse a breve termine. Genera molti ricavi con un investimento relativamente basso in scorte e crediti. È il segnale di una gestione lean: incassi veloci, magazzino ridotto all'osso. Attenzione però: se è troppo... [continua sul sito]
  • Antiriciclaggio commercialisti: istruzioni UIF sulla segnalazione di operazioni sospette
    Nuove Istruzioni UIF sulla rilevazione e segnalazione delle operazioni sospette: focus sugli obblighi antiriciclaggio dei commercialisti, sulle modalità di invio delle SOS e sui principali criteri valutativi. Il 18 dicembre 2025 l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha diffuso un documento denominato “Istruzioni dell’Unità di Informazione Finanziaria per la rilevazione e la segnalazione di operazioni sospette”. 
    Il documento è formato da 31 pagine e, di seguito, viene esaminato esclusivamente per ciò che concerne l’aspetto del commercialista in merito alle SOS. 
    Preliminarmente si osserva che il commercialista è tenuto: 

    A segnalare eventuali operazioni sospette attraverso il portale  ARSOS  (il documento UIF indica infatti che i professionisti possono trasmettere le SOS tramite i rispettivi Organismi di Autoregolamentazione) 
    A segnalare eventuali operazioni in contanti attraverso il portale SIAR (acronimo di Segnalazioni Infrazioni Anti-Riciclaggio) – violazioni dall’obbligo di astenersi da operazioni in contanti per somme superiori ai 4.999,99 euro

    Quindi, se non ancora fatto, effettuate l’iscrizione a tali portali, in quanto l’articolo 37 (per le SOS) prevede che i soggetti obbligati prima di compiere l’operazione inviano senza ritardo alla UIF una segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano... [continua sul sito]
  • Prestazioni sanitarie e fattura elettronica: divieto permanente dal 2026
    Dopo un lungo susseguirsi di rinvii annuali, con l’approvazione del D.Lgs. 12 giugno 2025, n. 81, il divieto di emissione della fattura elettronica per le prestazioni sanitarie verso i consumatori finali ha cessato di essere una misura transitoria per diventare “a regime“. Dal 2019 il rapporto tra prestazioni sanitarie e fattura elettronica è stato regolato da una sorta di “limbo” normativo che ad ogni fine anno vedeva estendere il divieto di utilizzare il Sistema di Interscambio (SdI) per la trasmissione dei dati relativi alle spese sanitarie delle persone fisiche.
    Ma il D.Lgs. n. 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, ha finalmente modificato strutturalmente l’art. 10-bis del D.L. n. 119/2018. In particolare, attuando i principi della Legge Delega (Legge n. 111/2023), ha stabilito che è vietata l’emissione della fattura elettronica tramite SdI per i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (TS) e per coloro che, pur non essendovi tenuti, documentano prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche.
    Dal 2026 il regime cartaceo (o PDF tradizionale) per le fatture sanitarie B2C è quindi la regola definitiva.
    I destinatari del divieto sono gli operatori che interagiscono con la salute del cittadino. In particolare, il divieto riguarda:

    soggetti tenuti all’invio al Sistema TS: medici, odontoiatri, farmacie, strutture sanitarie accreditate, psicologi,... [continua sul sito]
  • Iper-ammortamento 2026 con percorso d’accesso rigoroso
    Con l’entrata a regime delle disposizioni previste dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), il panorama degli incentivi si arricchisce di un rinnovato iper-ammortamento. La recente bozza del Decreto Ministeriale attuativo introduce un percorso d’accesso rigoroso, basato sulla piattaforma informatica del GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Comprendere questo iter è essenziale per non perdere il beneficio.
    A differenza dei regimi passati, più “automatici” nella loro applicazione contabile, il nuovo iperammortamento richiede una partecipazione attiva e documentata sin dalle prime fasi dell’investimento.
    La bozza del decreto delinea una procedura in tre step obbligatori:

    comunicazione preventiva: da trasmettere per ciascuna struttura produttiva. Serve a “prenotare” le risorse e a descrivere il progetto di investimento;
    comunicazione di conferma: da inviare entro 60 giorni dalla notifica di esito positivo del GSE. Qui l’impresa deve dimostrare di aver versato un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione, fornendo i dati identificativi delle fatture;
    comunicazione di completamento: da trasmettere entro il 15 novembre 2028. È l’atto finale che certifica la chiusura dell’investimento e il possesso di tutta la documentazione tecnica e contabile.

    Il GSE avrà un ruolo di “controllore attivo”: entro 10 giorni dall’invio delle comunicazioni, risponderà con l’esito delle verifiche o con una richiesta di integrazioni (da fornire in ulteriori... [continua sul sito]
  • Locazioni brevi 2026: la fine dell’host 'hobbista'
    L’entrata in vigore della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) segna uno spartiacque definitivo per il mercato delle locazioni brevi in Italia. Il legislatore ha scelto di intervenire in modo chirurgico sullchr("\1")art. 1 comma 595 della L. 178/2020, riducendo drasticamente la soglia di tolleranza per la gestione non professionale degli immobili. Se fino al 2025 il limite era fissato a 4 appartamenti, dal 1° gennaio 2026 la presunzione assoluta di imprenditorialità scatta non appena si destina alla locazione breve un terzo appartamento.
    Questa "stretta" non è casuale. Come riportato dalle principali testate economiche, tra cui Il Sole 24 Ore e Ratio Quotidiano, l'obiettivo è duplice: da un lato, contrastare l'erosione del mercato degli affitti a lungo termine (4+4 o 3+2), che sta rendendo invivibili i centri storici per residenti e studenti; dall'altro, allineare la tassazione di chi gestisce un vero e proprio "albergo diffuso" a quella degli operatori professionali.
    La presunzione introdotta è assoluta: ciò significa che il contribuente non può fornire prova contraria. Se nell'arco del periodo d'imposta 2026 vengono messi a reddito tre o più appartamenti con contratti inferiori a 30 giorni, l'Agenzia Entrate considererà l'attività come esercitata in forma d'impresa "di diritto".
    Il criterio del conteggio: unità immobiliare vs singola stanza
    Un punto fermo della normativa, confermato dalle ultime circolari esplicative, riguarda la nozione di "appartamento". La norma fa riferimento all'unità... [continua sul sito]
  • Rivalutazione Partecipazioni e Terreni 2026: guida e analisi di convenienza
    Il panorama fiscale italiano del 2026 si apre con una certezza attesa da oltre vent’anni: la rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni non è più una misura "eccezionale" legata a proroghe annuali dellchr("\1")ultimo minuto. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024), l'istituto è entrato stabilmente nel nostro ordinamento come regime a regime, offrendo ai contribuenti una base solida per la pianificazione fiscale.
    Tuttavia, la stabilità normativa si accompagna a un nuovo scenario di costi: la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha infatti ritoccato al rialzo le aliquote, rendendo l'analisi di convenienza ancora più cruciale per professionisti e investitori.
    1. Dalla provvisorietà al regime strutturale
    Per due decenni, la rideterminazione del costo fiscale di quote societarie e terreni (introdotti dagli articoli 5 e 7 della L. 448/2001) è stata una "finestra" temporanea. Questo carattere di urgenza alimentava spesso il timore di contestazioni per abuso del diritto.
    Oggi, il quadro è mutato radicalmente. Essendo diventata una scelta strutturale esercitabile ogni anno (con riferimento ai beni posseduti al 1° gennaio), la rivalutazione è pienamente integrata nel concetto di legittimo risparmio d’imposta (art. 10-bis dello Statuto del Contribuente). Non si tratta più di un’agevolazione straordinaria, ma di un’opzione ordinaria di tassazione delle plusvalenze alternativa... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Giorni medi di giacenza del magazzino: ottimizzare le scorte per liberare capitale
    Se lchr("\1")indice di rotazione ci dice "quante volte" gira il magazzino, i giorni medi di giacenza (o Days Sales in Inventory - DSI) ci dicono "quanto tempo" impiega lchr("\1")azienda a trasformare le materie prime o i prodotti finiti in vendite. Per un imprenditore, questo è il tempo in cui i soldi restano "prigionieri" nel capannone. In un contesto economico dove la liquidità è regina, sapere esattamente per quanti giorni il tuo capitale rimane bloccato sotto forma di merce è cruciale per pianificare i flussi di cassa ed evitare di trovarsi in crisi di liquidità pur avendo il magazzino pieno di merce di valore.
    Cos'è e come si calcola
    Questo KPI traduce la rotazione del magazzino in un'unità di misura temporale (giorni), molto più intuitiva per la gestione quotidiana.
    Si calcola partendo dai dati del bilancio (Stato Patrimoniale per le rimanenze, Conto Economico per i costi), ed è inversamente proporzionale all'indice di rotazione.
    La formula standard è: (Rimanenze Medie * 365) / Costo del Venduto
    Il risultato ti dirà, in media, quanti giorni passano dal momento in cui una merce entra in magazzino al momento in cui viene venduta.
    Interpretare questo dato richiede una profonda conoscenza del proprio ciclo di business:

    valore basso: indica efficienza. l'azienda converte rapidamente le scorte in vendite. Meno giorni significano meno capitale immobilizzato e minori costi... [continua sul sito]
  • Nessuna novità per calcolo dei diritti di usufrutto, rendite o pensioni per il 2026 - DMEF 24 dicembre 2025
    Il Decreto MEF 24 dicembre 2025 conferma per il 2026 le regole su usufrutto, rendite e pensioni. DECRETO MEF 24 dicembre 2025 (G.U. n.302 – 31.12.2025) - link
    L’art. 1284 primo comma c.c. (modificato con l’art. 2, comma 185, L. 662/1996) prevede che il Ministro dell'economia e delle finanze può modificare annualmente la misura del saggio degli interessi legali sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno.
    Acquisite le informazioni con la nota della Banca d'Italia prot. n. 2228149 del 17 novembre 2025 e “ravvisata l'esigenza di modificare l'attuale saggio degli interessi” il Mef con decreto 10 dicembre 2025 ha quindi decretato: “La misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del codice civile è fissata all'1,60 per cento in ragione d'anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2026”.Il tasso è in discesa rispetto al precedente 2 %, ma il 2,5% resta il tasso di riferimento per il calcolo ai fini fiscali dell’usufrutto e della rendita vitalizia. Quindi le tabelle di riferimento non variano, restano le stesse del 2024 e del 2025.

    Come ribadito dalla relazione illustrativa al DECRETO MEF 24 dicembre 2025 (G.U. n... [continua sul sito]
  • Tracciabilità spese di trasferta e di rappresentanza
    L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 15/E del 22 dicembre 2025, ha fornito chiarimenti operativi riguardanti le novità introdotte dal Decreto IRPEF (D.Lgs. n. 192/2024), dalla Legge di Bilancio 2025 e dal successivo Decreto Fiscale (D.L. n. 84/2025). Ricordiamo innanzitutto che il fulcro della norma risiede nel rafforzamento dell’obbligo di tracciabilità dei pagamenti quale condizione essenziale per la deducibilità dei costi (lato impresa/professionista) e per la non concorrenza al reddito (lato lavoratore).
    Trasferte dei lavoratori dipendenti
    La Circolare distingue nettamente tra le semplificazioni per le trasferte comunali e i nuovi obblighi di tracciabilità per i servizi “non di linea”.



    Ambito
    Disciplina e condizioni




    Trasferte comunali
    Superato l’obbligo di documenti “provenienti dal vettore”. I rimborsi per viaggio e trasporto (inclusa l’indennità chilometrica ACI per uso mezzo proprio) sono esenti se documentati, anche tramite ricevute taxi o documentazione interna.


    Spese tracciabili
    L’obbligo di tracciabilità per la non concorrenza al reddito riguarda: vitto, alloggio, viaggio e trasporto mediante taxi o NCC.


    Ambito geografico
    La tracciabilità è richiesta esclusivamente per le spese sostenute nel territorio dello Stato. Le spese all’estero restano escluse dall’obbligo... [continua sul sito]
  • L’agricoltura italiana ed il rispetto verso il suo asse portante
    Ci troviamo ad affrontare una visione approfondita e quanto più dettagliata possibile di un settore come l’agricoltura, che è a tutti gli effetti un fiore all’occhiello del sistema impresa Italia. Il riferimento normativo che prendiamo in considerazione per la nostra analisi è la circolare n. 146 del 26 Novembre 2025 emanata dall’INPS, con la quale è stato avviato il processo di regolamentazione annuale delle retribuzioni contrattuali degli operai agricoli, entrato in vigore a far data dal 30 Ottobre 2025. 
    Da un punto di vista temporale si tratta di un’attività che è necessario fare ogni anno, in particolare per far sì che vengano costituite le retribuzioni medie salariali, a loro volta necessarie per: 

    Procedere al calcolo di contributi e posizioni previdenziali
    Fornire dei valori costantemente aggiornati a quelli che sono i coloni, i mezzadri e gli iscritti alla gestione speciale
    Redazione del decreto annuale che effettua il Ministero del Lavoro

    La ricerca di questi numeri avviene tramite un lavoro in partenariato che viene fatto con organizzazioni sindacali e sedi territoriali di INPS e INAIL. Un primo riferimento temporale a cui ci si deve attenere è relativo al fatto che entro il 30 Gennaio 2026 le strutture provinciali devono inoltrare i dati alle Direzioni Regionali, le quali a loro volta le devono inoltrare agli... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Indice di rotazione del magazzino: trasforma le scorte da costo a motore di liquidità
    Per molti imprenditori di PMI italiane, il magazzino rappresenta una sorta di "coperta di Linus": vederlo pieno rassicura sulla capacità di soddisfare gli ordini.
    Tuttavia, in finanza aziendale, un magazzino troppo pieno è spesso sinonimo di denaro "congelato". L'indice di rotazione del magazzino (o Inventory Turnover) è il KPI fondamentale che svela quante volte, in un determinato periodo (solitamente un anno), l'azienda ha venduto e rinnovato interamente le proprie scorte. Comprendere questo indicatore non significa solo ottimizzare la logistica, ma liberare risorse finanziarie vitali. Un magazzino che "gira" velocemente è un magazzino che produce cassa; uno che ristagna è un costo che erode silenziosamente i margini.
    Cos'è e come si calcola
    L'indice di rotazione del magazzino misura la velocità con cui la merce entra ed esce dall'azienda. Matematicamente, mette in relazione il costo dei beni venduti con il valore medio delle giacenze.
    I dati necessari si trovano nel conto economico e nello stato patrimoniale del bilancio civilistico:

    al numeratore serve il Costo del Venduto. Attenzione: nel bilancio italiano non esiste una voce unica, ma va calcolata sommando gli Acquisti (voce B.6 del Conto Economico) alla Variazione delle rimanenze (voce B.11, con segno opposto: Rimanenze Iniziali - Rimanenze Finali).
    al denominatore inseriamo le Rimanenze Medie (voce C.I dello Stato Patrimoniale), calcolate come... [continua sul sito]
  • La detrazione IVA a cavallo d'anno 2025-2026
    Si riepilogano le regole da applicare in materia di trasmissione delle fatture e di detrazione dell’IVA sugli acquisti, e in particolare di quelle (diverse dalla regola generale) applicabili per le fatture ricevute “a cavallo d’anno”. La fattura immediata deve essere emessa entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, determinata ai sensi dell’art. 6 del decreto IVA.
    Nel caso di fattura differita, invece, la trasmissione può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo rispetto a quello in cui sono state effettuate le operazioni, sempre considerando l’art. 6 del D.P.R. n. 633/1972 per la determinazione del momento di “effettuazione” dell’operazione ai fini IVA.
    Può dunque intercorrere un certo tempo tra la “data” esposta nella fattura elettronica e la data di effettiva consegna della stessa.
    Con la Circolare n. 1/E del 17 gennaio 2018 l’Agenzia Entrate ha chiarito che l’esercizio del diritto alla detrazione è subordinato alla sussistenza di due presupposti:

    il primo sostanziale relativo all’effettuazione dell’operazione;
    il secondo formale relativo al possesso della regolare fattura da annotare sul registro IVA.

    Quindi per potere detrarre l’IVA sugli acquisti è necessario che la fattura sia ricevuta e contabilizzata.
    La data della fattura è solo uno degli elementi da prendere in considerazione, che passa in... [continua sul sito]
  • Autotrasportatori: riduzione accise IV trimestre 2025. Attenzione alle modalità di presentazione dell’istanza
    Istruzioni operative, requisiti, importi e modalità di presentazione delle istanze per il rimborso accise. Con circolare 11/2025 (registro Ufficiale 0297622 del 26.053.2025) la Direzione delle Accise, rammentando che sussiste l’obbligo per le imprese di dotarsi di indirizzo PEC, al punto IV, indica che,  in materia di agevolazioni sul gasolio, le ditte interessate:

    In via prioritaria presentano le dichiarazioni tramite il servizio E.D.I.
    Coloro che non aderiscono al servizio E.D.I. possono trasmettere le dichiarazioni e mezzo PEC  accludendo il file in formato  “.dic” che si ottiene solo utilizzando il softare predisposto dall’Agenzia delle Dogane    - per semplicità – sottoscritte e presentate unitamente alla copia di un documento di identità in corso di validità (vedi comunque la nota 1 pag. 1 della Circolare).

     
    Con nota a registro ufficiale 0846601.18 del 18.12.2025 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rende note le istruzioni, il modello ed il software per la richiesta dei benefici relativi alla riduzione accise del IV trimestre 2025. 
    L’articolo 61 del Decreto Legge 1/2012 ha introdotto modificazioni all’articolo 3 comma 1 del D.P.R. 277/2000, cosicché l’istanza per accedere al beneficio può essere presentata... [continua sul sito]
  • I numeri chiave per guidare la PMI – Leva finanziaria: come usare il debito per accelerare la crescita senza perdere il controllo
    Il debito fa paura a molti imprenditori italiani, cresciuti con lchr("\1")idea che "meno si deve alla banca, meglio è". Tuttavia, nella finanza aziendale moderna, il debito non è necessariamente un nemico.
    Se usato con intelligenza, diventa una potente "leva" (da qui il termine financial leverage) capace di moltiplicare i rendimenti per gli azionisti. Il segreto sta nel capire fino a che punto spingere questa leva per accelerare la crescita senza che il peso degli interessi schiacci la redditività e metta a rischio la sopravvivenza dell'impresa.
    Cos'è e come si calcola
    La leva finanziaria misura quanto l'azienda dipende da capitali di terzi rispetto ai propri mezzi. Esistono vari modi per calcolarla, ma il più comune e immediato è il rapporto di indebitamento (Debt to Equity ratio).
    I dati si trovano nello stato patrimoniale:

    al numeratore mettiamo il Totale delle Attività (o Totale Capitale Investito);
    al denominatore mettiamo il Patrimonio Netto (Capitale proprio).

    Un valore di 1 significa che l'azienda è finanziata interamente con mezzi propri (zero debiti). Un valore di 3 significa che per ogni euro messo dall'imprenditore, ce ne sono 2 messi da terzi (banche, fornitori) per finanziare gli investimenti.
    La leva finanziaria agisce come un moltiplicatore del ROE (Return on Equity, il ritorno sul capitale proprio).
    Il meccanismo è semplice: se l'azienda investe il denaro preso in prestito in un progetto che rende (ROI) più di quanto costa il debito (tasso di interesse),... [continua sul sito]
  • L’acquisizione dell’eredità nelle recentissime decisioni della Cassazione e dell’Agenzia delle Entrate
    Accettazione espressa e tacita, beneficio di inventario e obblighi tributari alla luce della recente giurisprudenza di legittimità e degli orientamenti dell’Amministrazione finanziaria. Risposta a Interpello n. 275/2025 – 3 novembre 2025Cass. 3 luglio 2025, n. 18056Cass.14 agosto 2025, n. 23309Cass. 11 giugno 2025, n. 15611Cass.12 giugno 2025, n. 15743
    Come si diviene erediL’eredità cui si è chiamati, per legge in virtù del rapporto di parentela, o per testamento se si è nominati eredi dal testatore, può essere acquisita sia per averla accettata (art. 459 c.c.), anche informalmente, sia in modo automatico, per aver posseduto i beni ereditari nei tre mesi dal decesso o dalla relativa notizia, senza fare l’inventario o rinunciare (art.485, comma 2, c.c.).
    Possesso dei beniNaturalmente il possesso di un bene ricevuto in donazione dal de cuius, quando quindi era vivo, non comporta acquisto automatico, né l’azione possessoria comporta accettazione tacita. Sembrerebbe scontato, ma l’ha dovuto ribadire pochi mesi fa la Suprema Corte (Cass. 3. luglio 2025, n. 18056), perché non si tratta di un bene ereditario, anche se poi con il vittorioso esperimento dell’azione di riduzione l’erede può ricondurla fittiziamente nel calcolo della sua quota di legittima (art. 556 c.c.), oppure può conferirla in collazione riportandola nella massa ereditaria... [continua sul sito]

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