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  • L'Antitrust multa la SIAE per abuso di posizione dominante
    La Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) è stata multata dall'Antitrust per abuso di posizione dominante. L'autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha, infatti, accertato che la società, almeno dal 1° gennaio 2012, ha posto in essere una violazione dell'art. 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), con una pluralità di condotte finalizzate a escludere i concorrenti dai mercati relativi ai servizi di gestione dei diritti d'autore, nonché a impedire il ricorso all'autoproduzione da parte dei titolari dei diritti.
    l'Autorità ha ordinato alla SIAE di porre immediatamente fine ai comportamenti distorsivi della concorrenza accertati e di astenersi in futuro dal porre in essere comportamenti analoghi.
    Ricordiamo che, con l'adozione della Direttiva 2014/26/UE (c.d. "Direttiva Barnier"), il quadro normativo europeo relativo al diritto d'autore è stato profondamente rivisitato al fine di favorire la tutela dei diritti d'autore nell'ambito della libera circolazione di beni e servizi nel contesto del mercato unico.
    Per saperne di più e per scaricare il testo del provvedimento dell'Autorità clicca qui.

  • Falsi messaggi SMS sull'arrivo di una "raccomandata digitale": l'Agenzia delle Entrate allerta i contribuenti
    Con Comunicato Stampa del 9 novembre scorso l'Agenzia delle Entrate ha avvertito i contribuenti circa un tentativo di truffa, realizzato tramite l'invio di SMS ai contribuenti relativo all'arrivo di una "raccomandata digitale", che invitano a cliccare su un link per collegarsi ad un falso sito internet dell'Agenzia delle Entrate.
    Più nello specifico gli sms hanno come mittenti "InfoSMS" o "Equitalia", che solo apparentemente provengono dall'Agenzia delle Entrate. Nei messaggi si comunica l'arrivo di una "raccomandata digitale" che minaccia l'irrogazione di una sanzione amministrativa di 550,50 oppure 516 euro e si invita a produrre copia del proprio passaporto e di altri documenti personali.
    Le Entrate, oltre ad invitare i contribuenti a non dar seguito a tali messaggi, a non cliccare sui collegamenti presenti e, soprattutto, a non fornire dati personali nella pagina web indicata nel messaggio, ricorda che gli unici indirizzi dei siti web istituzionali dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle entrate- Riscossione sono rispettivamente www.agenziaentrate.gov.it e www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

  • Sport Bonus: pubblicato l'elenco dei beneficiari
    L'Ufficio per lo Sport per la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato l'elenco dei soggetti che possono effettuare erogazioni liberali in denaro per interventi di restauro o ristrutturazione degli impianti sportivi pubblici ed usufruire così dello Sport Bonus, previsto dalla legge 205/2017. Le imprese contenute nell'elenco sono identificate con codice seriale.
    Entro il 17 novembre 2018 le imprese beneficiarie dovranno effettuare le erogazioni liberali tramite bonifico bancario, bollettino postale, carte di debito, carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.
    Gli enti beneficiari delle erogazioni liberali, entro il 27 novembre, dovranno dare comunicazione all'Ufficio per lo sport dell'avvenuto versamento in denaro, compilando l'apposito modulo ed inviandolo a mezzo posta elettronica, preferibilmente certificata, a: ufficiosport@pec.governo.it.
    Il 17 dicembre 2018, invece, scade il termine per la pubblicazione, da parte dell'Ufficio per lo sport, dell'elenco definitivo delle imprese a cui è riconosciuto il beneficio fiscale.

  • In arrivo due nuovi prefissi telefonici: "0843" 3 "0844" per riconoscere le telefonate con finalità statistiche e con finalità commerciali
    L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), con una apposita delibera, ha deciso che le telefonate finalizzate ad attività statistiche dovranno avere il prefisso "0843", mentre quelle finalizzate al compimento di ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale commerciali dovranno avere tutte lo stesso prefisso: "0844".
    Con tale delibera l'AGCOM dà attuazione a quanto previsto dall'art. 2 della legge 11 gennaio 2018, n. 5 (recante "Nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e istituzione di prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato".), in vigore dal 4 febbraio 2018.
    In tale articolo si stabilisce, infatti, che "tutti gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali fisse o mobili devono garantire la piena attuazione dell'obbligo di presentazione dell'identificazione della linea chiamante" e il rispetto di quanto previsto dal Codice della Privacy.
    A tal fine, è stato dato mandato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) di individuare due codici o prefissi specifici, "atti a identificare e distinguere in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche da quelle finalizzate al compimento di ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale".
    Gli operatori esercenti l'attività di call center dovranno provvedere ad adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center, anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento dell'AGCOM, oppure presentano l'identità della linea a cui possono essere contattati.
    1) L'AGCOM, con delibera n. 60/18/CIR del 26 marzo 2018, ha dato avvio al procedimento e alla consultazione pubblica per modifiche ed integrazioni del Piano di numerazione (PNN) nel settore delle telecomunicazioni e disciplina attuativa, di cui alla delibera n. 8/15/CIR in attuazione della citata legge n. 5/2018, al fine di individuare " codici atti a identificare e distinguere in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche da quelle finalizzate al compimento di ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale".
    2) Successivamente, con delibera n. 156/18/CIR del 26 settembre 2018 - pubblicata sul sito dell'Autorità il 25 ottobre 2018 - l'AGCOM ha comunicato gli esiti della consultazione pubblica (Allegato A) e ha provveduto a modificare e ad integrare la numerazione del PNN stabilendo che " i codici " 0843 " e " 0844 " identificano in modo univoco rispettivamente le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche e quelle finalizzate al compimento di ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale".
    Viene così modificata la delibera n. 8/15/CIR con l'aggiunta dei commi 3-bis e 3-ter all'articolo 7 dell'Allegato A, che identificano, rispettivamente, i due citati codici "0843" e "0844".
    Le numerazioni con tali codici sono utilizzabili sull'intero territorio nazionale.
    La tariffa applicabile all'utenza per le chiamate dirette alle numerazioni con i due codici "0843" e "0844" è pari a quella applicata per le chiamate dirette a numerazioni geografiche appartenenti al medesimo distretto dell'utente che origina la comunicazione.
    La stessa delibera, all'articolo 2, stabilisce che "le disposizioni di cui al presente provvedimento, con particolare riferimento alla implementazione dei codici 084x in relazione agli scenari di chiamata dai call center verso i consumatori e di ricezione delle chiamate dagli stessi, sono implementate entro 180 giorni dalla conclusione dell'accordo tra l'operatore di comunicazione elettronica e il call center interessato. Allo scopo, gli operatori di comunicazione elettronica implementano, entro 120 giorni dalla pubblicazione della presente delibera, le necessarie configurazioni funzionali al corretto trattamento all'interconnessione e alla presentazione del CLI al chiamato".
    3) Si tratta indubbiamente di una rivoluzione ma con una eccezione non di poco conto, tanto che da più parti si avverte un certo timore che l'eccezione possa diventare la regola!
    L'eccezione è quella prevista all'art. 2 della legge n. 5 del 2017, e precisamente: gli operatori esercenti l'attività di call center dovranno provvedere ad adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center, anche delocalizzati, facendo richiesta di assegnazione delle relative numerazioni entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento dell'AGCOM, "oppure" dovranno presentare l'identità della linea a cui possono essere contattati.
    Dunque, i call center che non intendono utilizzare le numerazioni di cui all'art. 7, commi 3-bis e 3-ter, dovranno in ogni caso garantire ai clienti chiamati, entro 60 giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, la possibilità di richiamare i numeri che risultano, agli stessi, come identificativi (CLI - Calling Line Identifier) della linea chiamante.
    Pertanto, i call center che vengono incaricati di condurre una campagna di offerte per una società terza (la stragrande maggioranza dei casi) potranno continuare a utilizzare un numero con un prefisso classico, che inizia quindi sia con lo "0" che con il "3", portandoci a pensare che possa essere una chiamata proveniente da un telefono fisso oppure da un qualsiasi cellulare.
    Cosa cambia allora in questi casi per i consumatori?
    Poco, se non la possibilità - cosa che adesso non è possibile - di richiamare i numeri da cui arrivano le chiamate promozionali, al costo di una chiamata urbana. In questo caso risponderà un centralino automatico, sempre attivo, che darà notizia su chi ha effettuato la telefonata commerciale, dando la possibilità di conoscere tutte le offerte, nel caso fossimo interessati.
    Per scaricare il testo della Delibera n. 60/18/CIR e dei suoi due allegati clicca qui.
    Per scaricare il testo della Delibera n. 156/18/CIR e del suo allegato clicca qui.

  • PACE FISCALE: in che cosa consiste, quali sono gli atti definibili e quando effettuare il versamento
    L'Agenzia delle Entrate ha predisposto e pubblicato sul proprio portale una scheda dedicata alla cosiddetta "pace fiscale", nella quale fornisce chiarimenti utili per avvalersi della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento.
    In particolare, l'art. 2 del Dl n. 119/2018 consente la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento non ancora definiti al 24 ottobre 2018, nello stato del procedimento in cui si trovavano alla medesima data.
    Non è altro che una forma di definizione agevolata assimilabile all'acquiescenza agevolata all'accertamento, ma a condizione di maggiore favore per il contribuente. Infatti è prevista l'esclusione integrale delle stesse e degli interessi.
    Per fruire di questo beneficio occorre quindi pagare solo il "capitale", quindi i tributi e gli eventuali contributi oggetto del procedimento di accertamento.
    Gli atti definibili sono:

    gli inviti al contraddittorio in cui sono stati quantificati i maggiori tributi ed eventuali contributi notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 e per i quali, alla stessa data, non sia stato già notificato il relativo avviso di accertamento o sottoscritto e perfezionato l'accertamento con adesione;
    gli accertamenti con adesione sottoscritti fino al 24 ottobre 2018 ma non ancora perfezionati, vale a dire quelli per i quali, alla predetta data non è stato effettuato il versamento e non sono ancora decorsi i venti giorni previsti per il perfezionamento;
    gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018 non impugnati ed ancora impugnabili alla stessa data e rientranti nell'ambito di applicazione dell'articolo 15 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, che disciplina l'acquiescenza agevolata del contribuente agli avvisi di accertamento e di liquidazione;
    gli atti di recupero dei crediti indebitamente utilizzati di cui ai commi da 421 a 423 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, notificati al contribuente fino al 24 ottobre 2018, sempreché non si siano resi definitivi e non siano stati impugnati alla stessa data.

    Cambiano, in base al tipo di atto, i termini entro cui effettuare il versamento necessario per il perfezionamento della definizione agevolata, che sono:


    il 23 novembre 2018 per l'invito al contraddittorio per il quale l'istruttoria era ancora pendente al 24 ottobre 2018
    il 13 novembre 2018 per l'accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato al 24 ottobre 2018
    il 23 novembre 2018 per l'avviso di accertamento, l'avviso di rettifica o di liquidazione, l'atto di recupero credito, non impugnato ed ancora impugnabile al 24 ottobre 2018, oppure, se più ampio, entro il termine che alla medesima data era pendente per l'eventuale impugnazione dell'atto oggetto di definizione.

    E' possibile effettuare il versamento in un'unica soluzione oppure in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo, la prima delle quali deve essere versata entro i termini di cui sopra. Le successive rate dovranno essere versate entro l'ultimo giorno di ciascun trimestre.

    Clicca qui per approfondire.

  • Non esenti gli immobili locati dell'associazione di volontariato
    Per tali organismi sono previste agevolazioni riguardanti specifici tributi (imposta di registro e di bollo), a patto che sussistano i requisiti, soggettivi e oggettivi, stabiliti dalla legge.
    In riferimento all'attività di locazione esercitata dalle associazioni di volontariato, quando detta attività consiste in una mera gestione del patrimonio, che non rientra tra i fini istituzionali dell'ente e non c'è un diretto nesso di strumentalità fra la locazione e l'attività di volontariato, l'associazione non ha le condizioni oggettive per poter usufruire delle esenzioni previste dalla legge 266/1991.
    In tal senso si è espressa la Commissione tributaria provinciale di Firenze, con la sentenza n. 870 del 12 ottobre 2018.

  • Revisori dei conti degli enti locali - Il CNDCEC mette a disposizione muovi corsi gratuiti
    Anche per il 2018 - a decorrere dal 22 ottobre e fino al prossimo 30 novembre - il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) - in collaborazione con il Ministero dell'Interno e la Ragioneria Generale dello Stato - mette a disposizione, gratuitamente, il nuovo corso di formazione professionale a distanza classificato nell'area C7.bis dell'elenco materie "Contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti locali".
    Il corso, già accreditato, è articolato in 11 moduli di circa un'ora, fruibili separatamente, ciascuno dei quali consentirà, dopo aver superato i test, di acquisire un credito formativo professionale (CFP) nella materia C7.bis.
    La piattaforma e-learning garantisce la partecipazione gratuita non solo agli oltre 118.000 iscritti all'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ma anche ai tecnici di area finanziaria degli Enti locali italiani.
    Per accedere ai corsi clicca qui.

  • Definizione agevolata 2018: pubblicati i moduli di adesione
    Sono stati pubblicati, sul sito internet dell'Agenzia Entrate-Riscossione, i modelli che i contribuenti dovranno utilizzare per la presentazione delle domande di adesione alla cosiddetta "rottamazione-ter" (definizione agevolata 2018), che permetterà di pagare l'importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.
    Si tratta, rispettivamente:

    del Mod. DA-2018, Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata ("Rottamazione-ter") dei carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;
    del Mod. DA-2018-D, Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata per le risorse proprie dell'Unione Europea (carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 a titolo di risorse proprie dell'Unione Europea).

    La dichiarazione di adesione alla definizione agevolata deve essere presentata (compilata in ogni sua parte ed insieme alla copia del documento di identità) entro il 30 aprile 2019, esclusivamente tramite una delle seguenti modalità:

    tramite posta elettronica certificata, insieme alla copia del documento di identità, alla casella PEC della Direzione Regionale dell'Agenzia delle entrate- Riscossione di riferimento (l'elenco delle PEC è pubblicato a pagina 4)
    agli sportelli dell'Agenzia delle entrate-Riscossione.

    Qui maggiori informazioni su come aderire alla definizione agevolata 2018 (modello DA-2018) e qui alla definizione agevolata per le risorse proprie UE (modello DA-2018-D).

  • Deleghe per servizi di fatturazione elettronica: l'ANC denuncia l'ennesimo adempimento a carico dei commercialisti
    A poche ore dalla pubblicazione del provvedimento n. 291241 dell'Agenzia delle Entrate, con il quale sono stati approvati i moduli per il conferimento/revoca delle deleghe per l'utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica, l'Associazione Nazionale Commercialisti ha pubblicato un Comunicato Stampa tramite il quale sottolinea quanto questa nuova procedura appaia tutt'altro che una semplificazione per i Commercialisti.
    L'ennesima "amara sorpresa", dunque, in tema di fatturazione elettronica, la cui applicazione, spiega il Presidente ANC Marco Cucher, "è tutt'altro che semplice". "E' pur vero che ogni cambiamento comporta, quasi inevitabilmente, incertezze e difficoltà all'inizio, ma non è accettabile che a pagarne il prezzo sia sempre il lavoro dei professionisti".
    La denunci dell'ANC, in particolare, verte sull'articolo 7 del provvedimento dell'Agenzia Entrate, che prevede per il professionista intermediario l'obbligo di tenere ed aggiornare un registro cartaceo dei moduli di delega che lo stesso professionista presenta per i clienti dai quali è delegato per i servizi di fatturazione elettronica.
    Clicca qui per accedere al Comunicato Stampa.

  • Utilizzo servizi di Fatturazione elettronica: modalità di conferimento/revoca delle deleghe
    L'Agenzia delle Entrate, con Provvedimento del 5 novembre scorso, ha fornito chiarimenti circa le modalità di conferimento/revoca delle deleghe per l'utilizzo dei servizi di Fatturazione elettronica da parte degli intermediari.
    In particolare, il documento definisce le modalità con cui gli intermediari delegati possono inviare all'Amministrazione la comunicazione telematica contenente i dati essenziali delle deleghe ricevute, ai fini della loro attivazione automatica.
    Per semplificare questo processo l'Agenzia delle Entrate ha predisposto due modalità di invio della comunicazione:

    una modalità "massiva" (attiva dal 5 novembre), la comunicazione conterrà i dati di più deleghe conferite;
    una modalità "puntuale" (attiva dal 30 novembre), consentirà di attivare singolarmente ogni delega ricevuta.

    Con il Provvdimento è stato inoltre approvato il modello per il conferimento/revoca delle deleghe all'utilizzo dei servizi di Fatturazione elettronica, unitamente alle relative istruzioni per la compilazione, ed un secondo modello per il Cassetto fiscale delegato.
    Qui maggiori informazioni.

  • Ecobonus e cessione del credito: chiarimenti dall'Agenzia Entrate
    La cessione dell'ecobonus può essere effettuata anche nei confronti della società esercente l'attività di somministrazione di lavoro laddove la stessa partecipi ad un'associazione temporanea di imprese per l'assunzione di appalti per opere che legittimano la cessione del credito.
    Questo il chiarimento fornito dall'Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 61/2018.
    Nel documento viene ricordato che l'art. 1, comma 3, lett. a), n. 10), della legge di Bilancio 2018 ha esteso, a partire dal 1° gennaio 2018, la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante per tutti gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, compresi quelli effettuati sulle singole unità immobiliari, ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché ad altri soggetti privati, con la facoltà per gli stessi di successiva cessione del credito, con esclusione delle banche e degli intermediari finanziari.
    In merito ai soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito, poi, la Circolare n. 11/E 2018 precisa che per "soggetti privati cessionari" devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, purché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione. Tale collegamento deve essere valutato sia con riferimento alla cessione originaria che a quella successiva.
    Dunque, chiariscono le Entrate, il collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione sussiste anche con la società che fornisce il personale nell'ipotesi di contratto di somministrazione di lavoro a favore di imprese appaltatrici di lavori che consentono la cessione del credito.

  • Fatturazione elettronica: con flat tax estesa ai ricavi fino a 65mila euro, escluso il 78% delle partite Iva
    Con un Comunicato Stampa pubblicato il 30 ottobre scorso l'Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC) ha evidenziato che, in caso di esenzione della "flat tax" ai ricavi fino a 65mila euro, il 78% dei titolari di partita Iva verrebbe escluso dall'obbligo di fatturazione elettronica. Su un totale di 3.791.799 contribuenti con partita Iva, infatti, ben 2.937.945 fatturano meno di 65mila euro l'anno.
    Questi dati emergono da uno studio condotto dall'Osservatorio economico, diretto da Davide Stasi, in collaborazione con AIDC, rispetto alle dichiarazioni presentate lo scorso anno.
    Secondo Andrea Ferrari, presidente AIDC, attorno alla fatturazione elettronica si sta generando "un clima millenarista, da fine del mondo". "Da una parte le software house vedono la prospettiva di acquisire una clientela diretta, per così dire scavalcando la 'mediazione' dei commercialisti, inondando imprenditori e partite Iva di offerte 'prima che sia troppo tardi'. D'altra parte qualcuno, anche nell'ambito della categoria, alimenta un fatalismo e vane attese di proroga, infondate dichiarazioni di vaga incostituzionalità e diversa illegittimità, alla ricerca di un consenso fondato sul nulla.
    In realtà sarebbe sufficiente guardare un po' oltre il proprio naso: la fattura elettronica è stata introdotta in altri paesi da alcuni anni, in particolare in America Latina".
    Clicca qui per leggere l'intero Comunicato Stampa.

  • Come funziona la Centrale dei Rischi? Te lo spiega la Banca d'Italia: convegno a Piacenza il 22 novembre
    Banca d'Italia illustra un suo importante strumento gratuito: la Centrale dei Rischi, un sistema che raccoglie informazioni da banche e società finanziarie sui crediti che concedono ai loro clienti.
    Puoi conoscere come funziona e in cosa può esserti utile partecipando all'incontro con Banca d'Italia, che si terrà giovedì 22 novembre 2018 a Piacenza, dalle ore 14:00 alle ore 16:30, presso Palazzo Mandelli, Via Bernardino Mandelli, 14.
    Tre sono i temi del convegno:

    Le funzioni Istituzionali di Banca d'Italia.
    La Centrale dei Rischi.
    Il Micro-credito e modalità di accesso.

    Il Convegno è rivolto, in particolare:

    ad imprenditori che vogliono comprendere il linguaggio bancario e valutare la propria posizione;
    a responsabili e impiegati amministrativi che vogliono conoscere il mondo del credito;
    a liberi professionisti e consulenti aziendali che vogliono approfondire il tema della centrale dei rischi;
    ad Associazioni di categoria che vogliono offrire un servizio pubblico ai loro associati.

    Le iscrizioni si chiuderanno il 15 novembre. Per accedere è obbligatorio mostrare il biglietto dell'evento (in formato cartaceo o digitale) e il documento di riconoscimento inserito in fase di registrazione.
    Per qualsiasi informazione è possibile contattare la segreteria organizzativa di GARCOM COOPERATIVA DI GARANZIA all'indirizzo email gar@garcom.it, oppure chiamare il numero 0523.7111.01.

  • Revisori dei conti degli enti locali - Pubblicato l'avviso pubblico per l'iscrizione nell'elenco
    Con decreto direttoriale del 22 ottobre 2018, pubblicato sul proprio sito istituzionale. Il Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione centrale per la finanza locale, ha approvato l'avviso per il mantenimento dell'iscrizione nell'elenco dei revisori dei conti degli enti locali e per la presentazione di nuove domande di iscrizione nello stesso, riferito agli enti locali ricadenti nelle regioni a statuto ordinario, dal quale verranno estratti i nominativi dalla data del 1° gennaio 2019.
    Nell'avviso sono fissati le modalità e i termini per l'iscrizione nell'elenco dei revisori dei conti degli enti locali - Anno 2019 - Presentazione di nuove domande e adempimenti per i soggetti già iscritti.
    Con l'avviso si rende noto che, a decorrere dalle ore 12.00 del 5 novembre 2018, i soggetti già iscritti nell'elenco dei revisori dei conti degli enti locali, formato in applicazione del Regolamento approvato con decreto del Ministro dell'Interno 15 febbraio 2012, n. 23, sono tenuti, ai sensi dell'articolo 8 dello stesso Regolamento, a dimostrare il permanere dei requisiti previsti dall'articolo 3 a pena di cancellazione dall'elenco.
    Dalla stessa data è possibile presentare domanda per l'inserimento nel predetto elenco dei revisori da parte di soggetti non iscritti e che siano in possesso, alla data di scadenza del termine utile appresso indicato, dei requisiti previsti dallo stesso articolo 3 del citato Regolamento.
    Potranno presentare domanda di inserimento nell'elenco i soggetti interessati residenti nel territorio delle Regioni a Statuto ordinario.
    Il termine utile per la presentazione delle domande Il termine utile per la presentazione delle domande di iscrizione, nonché delle domande dirette a mantenere l'iscrizione nell'elenco, è fissato perentoriamente entro e non oltre le ore 18.00 del 17 dicembre 2018.
    Le domande da parte dei soggetti non iscritti all'elenco 2018 dovranno essere presentate al Ministero dell'Interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali, esclusivamente per via telematica con la compilazione di apposito modello, contenente i dati anagrafici e la dichiarazione del possesso dei prescritti requisiti.
    Coloro che risultano già iscritti nell'elenco in vigore dal 1° gennaio 2018 dovranno comprovare il permanere dei requisiti di cui all'articolo 3 del Regolamento, esclusivamente per via telematica, mediante accesso alla home page del sito internet della Direzione centrale della finanza.
    I soggetti che risulteranno iscritti nell'elenco formato a seguito del presente avviso, sono tenuti a versare al Ministero dell'Interno, un contributo annuo di 25 euro entro il termine del 30 aprile 2019, come previsto dal decreto del Ministro dell'Interno 21 giugno 2013.
    Per scaricare il testo dell'avviso pubblico clicca qui.
    Per scaricare il testo del decreto direttoriale clicca qui.

  • Approvazione bilancio di S.R.L. - La partecipazione all'assemblea da parte dell'amministratore non è delegabile a terzi - Sentenza Tribunale di Napoli
    La partecipazione personale dell'organo amministrativo all'assemblea della S.r.l. per l'approvazione del bilancio costituisce un dovere dell'amministratore non delegabile a terzi.
    Questo è quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, Sezione specializzata in materia di impresa, con la sentenza del 13 settembre 2018, n. 7857.
    Nonostante che, nell'alveo delle funzioni dell'organo amministrativo di una società di capitali, rientrano sia funzioni di rappresentanza che funzioni di gestione e che tali tipologie di poteri siano suscettibili di delega - premette il Tribunale - con specifico riferimento alla società a responsabilità limitata, nonostante, diversamente da quanto disposto per la S.p.a., non esista una apposita disciplina in materia di deleghe dei poteri amministrativi, la legge prevede la possibilità di inserire all'interno dello statuto o dell'atto costitutivo precipue disposizioni volte a conferire ad altri soggetti (assemblea dei soci, singoli soci o terzi) talune attribuzioni tipicamente assegnate all'organo amministrativo.
    Tuttavia, non è consentito l'esercizio di una delega gestoria illimitata da parte dell'amministratore, in capo al quale, ai sensi dell'articolo 2475, ultimo comma, Codice civile, devono permanere talune attribuzioni che costituiscono il nucleo irriducibile del potere di amministrazione in una s.r.l.
    Ai sensi di tale norma, non sono delegabili, in quanto costituiscono esclusiva competenza dell'organo amministrativo, "la redazione del progetto di bilancio e dei progetti di fusione o scissione, nonché le decisioni di aumento del capitale ai sensi dell'articolo 2481 C.C..".
    Quale interpretazione dare a questa norma? La competenza dell'organo amministrativo riguarda solo la "redazione del progetto di bilancio" o anche quello della sua presentazione e discussione in assemblea?
    Il Tribunale di Napoli ritiene, anzitutto, di "dover procedere ad una interpretazione sistematica di detta norma, nonché teleologicamente orientata, alla luce del complessivo assetto organizzativo che il legislatore ha inteso assegnare al modello della società a responsabilità limitata e, conseguentemente allo statuto dei poteri e degli obblighi dell'amministratore operante in tale ente".
    Infatti, a voler ritenere rientrante nella competenza inderogabile dell'organo gestorio esclusivamente l'attività di "redazione del progetto di bilancio" stricto sensu (e non quella della sua presentazione e discussione in assemblea), secondo il Tribunale di Napoli "si ottiene l'inaccettabile risultato di vanificare l'effettiva ratio della previsione che è, evidentemente, volta ad assegnare all'amministratore l'intero procedimento di formazione del documento contabile".
    Oltre ad una interpretazione sistematica, il Tribunale di Napoli propone "una considerazione di ordine strettamente funzionale, incentrata sulla evidenza che se si sottraessero alla sfera di competenza esclusiva degli amministratori determinate attività del tutto complementari alla redazione del progetto di bilancio - quali la sottoposizione del medesimo all'assemblea per l'approvazione e l'esposizione, in tale sede, di chiarimenti su istanza dei soci - si limiterebbero, ingiustificatamente (rectius: illegittimamente), le occasioni per gli stessi di dare conto, in maniera puntuale, della propria gestione anche al fine di poter loro imputare ogni responsabilità di legge, sia civile nei confronti della società e dei terzi ai sensi del combinato disposto degli articoli 2434 c.c., 2392 c.c. e 2393, comma 2, c.c., sia penale ai sensi dell'articolo 2621 c.c. che individua il reato proprio di false comunicazioni sociali".
    Pertanto - conclude il Tribunale - "deve dedursi che la partecipazione personale dell'organo amministrativo nell'assemblea dei soci per la presentazione e la discussione del progetto di bilancio ai fini dell'approvazione del medesimo costituisce un dovere dell'amministratore, non delegabile a terzi in quanto trattasi di attribuzione esclusiva, con conseguente annullabilità della delibera ex articolo 2479-ter, comma 1, C.C., in quanto adottata su proposta di un soggetto non abilitato in assenza del vero organo amministrativo".
    Per scaricare il testo della sentenza n. 7857/2018 clicca qui.




  • Fatturazione elettronica: soddisfazione per l'incontro del 9 novembre a Piacenza
    Si è rivelato molto interessante, confermando le aspettative, l'incontro "La Fatturazione Elettronica in pratica" organizzato da AteneoWeb.com in collaborazione con Studio Meli che si è tenuto venerdì 9 novembre a Piacenza. A poco più di 50 giorni dall'appuntamento (ma sono soltanto 30 se consideriamo solo le giornate lavorative) i relatori Dott. Davide Valla e Dott.ssa Beatrice Pelosi, hanno saputo illustrare con chiarezza lo stato dell'arte anche alla luce delle recenti modifiche normative ed hanno proposto soluzioni utili per aiutare ad orientarsi ed evitare di arrivare alla scadenza impreparati.
    Molto interessante è stato anche l'intervento dell'Ing. Filippo Savi di JM Consulting, già artefice e responsabile di molti progetti di workflow e document management, che ha raccontato alla platea la sua esperienza e quali sono gli sviluppi che la fatturazione elettronica potrà portare nelle PMI.
    Soddisfatto il Dott. Riccardo Albanesi, amministratore di AteneoWeb.com che ha organizzato l'evento: "L'avvio generalizzato della Fatturazione Elettronica è un cambiamento epocale ed è inevitabile che possa generare timori e preoccupazione. E' dovere degli operatori del settore (editoria specializzata, commercialisti e tecnici informatici) affiancare le PMI per fornirgli la corretta assistenza e il giusto supporto affinché l'evoluzione digitale possa essere vissuta anche come opportunità per... [continua sul sito]
  • Pace fiscale: sanatorie, rottamazioni e annullamento debiti. Una guida
    Il 24 Ottobre 2018 è entrato in vigore il decreto legge che ha realizzato la cosiddetta PACE FISCALE. Si tratta di una serie di misure di condono e sanatoria che riguardano vari settori. Per alcune di esse si attendono provvedimenti attuativi. SANATORIA PROCESSI VERBALI DI CONSTATAZIONE (PVC)
    Si tratta in generali dei verbali redatti a seguito di verifiche fiscali presso il contribuente. Possono essere sanati presentando una dichiarazione di regolarizzazione delle violazioni constatate, entro il 31 Maggio 2019.
    Sono coinvolti i PVC consegnati entro il 24/10/2018 inerenti imposte sui redditi (irpef) e relative addizionali, contributi previdenziali e ritenute, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive (irap), imposta sul valore degli immobili all'estero, imposte sul valore delle attività finanziarie all'estero e imposta sul valore aggiunto (iva). Altra condizione è che per tali atti non deve ancora risultare notificato un avviso di accertamento o un invito al contraddittorio.
    Per l'effettiva attuazione di questa sanatoria si attende un provvedimento dell'Agenzia delle entrate.
    Informazioni QUI.
    SANATORIA AVVISI, INVITI AL CONTRADDITTORIO E ACCERTAMENTI CON ADESIONE
    Gli avvisi di accertamento, avvisi di rettifica, avvisi di liquidazione, atti di recupero notificati entro il 24/10/2018 possono essere sanati col pagamento del dovuto per le sole imposte,... [continua sul sito]
  • Fattura elettronica: novità istruzioni e i modelli per le deleghe
    Con il provvedimento n. 291241, l'Agenzia Entrate ha approvato i moduli per il conferimento/revoca delle deleghe per l'utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica e le relative istruzioni.
    È stato altresì approvato il modulo per il conferimento/revoca delle deleghe all'utilizzo del Cassetto fiscale delegato. Con la presentazione del modulo relativo alle deleghe per l'utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica è possibile delegare i seguenti servizi:

    Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, servizio delegabile esclusivamente a favore degli intermediari;
    Consultazione dei dati rilevanti ai fini IVA, servizio delegabile esclusivamente a favore degli intermediari;
    Registrazione dell'indirizzo telematico, servizio delegabile esclusivamente a favore degli intermediari;
    Fatturazione elettronica e conservazione delle fatture elettroniche, servizio delegabile anche a favore di soggetti diversi dagli intermediari;
    Accreditamento e censimento dispositivi, servizio delegabile anche a favore di soggetti diversi dagli intermediari.

    La durata della delega per l'utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica è fissata al massimo in 2 anni; quella per l'utilizzo del Cassetto fiscale delegato in 4 anni.
     
    La presentazione della delega per l'utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica può essere effettuata:

    dal delegante o dal soggetto cui... [continua sul sito]
  • Il regime forfettario del 2019
    La Bozza di Bilancio 2019 prevede delle modifiche importanti anche per quanto riguarda il regime forfettario previsto dalla Legge 190/2014.

    In primo luogo viene innalzato a 65.000 euro il limite massimo di ricavi/compensi percepibili per poter usufruire del regime. Tale limite si applicherà a tutte le tipologie di attività, laddove nel sistema vigente si applicano limiti differenziati a seconda del codice ATECO dell'attività svolta.

    Rimangono invece invariati i coefficienti di redditività utilizzati per calcolare l'imponibile da assoggettare all'imposta sostitutiva.

    Nell'attuale versione della bozza è inoltre prevista la rimozione:

    del limite alle spese per i dipendenti (attualmente fissata a 5.000 euro)
    del limite del costo dei beni strumentali posseduti (attualmente fissato a 20.000 euro).
    del limite di 30.000 euro per i redditi di lavoro dipendente o assimilato percepiti. Viene però prevista l'inapplicabilità del regime se i soggetti che hanno percepito tali redditi esercitano l'attività d'impresa o lavoro autonomo prevalentemente nei confronti dei datori di lavoro dei due anni precedenti... [continua sul sito]
  • Vaccinazioni obbligatorie per i minori e adempimenti per la scuola: una guida
    Le vaccinazioni obbligatorie per i minori -fascia di età tra zero e 16 anni- sono regolate in Italia dal Piano nazionale vaccinale, attualmente quello firmato - come intesa tra Stato regioni e province autonome - a Gennaio 2017 per il biennio 2017/2019. Sono seguite poi normative e circolari esplicative, anche relativamente agli adempimenti in relazione alla frequenza scolastica.
    VACCINAZIONI OBBLIGATORIE E RACCOMADATE
    Per i minori di età compresa tra zero e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati (*), sono obbligatorie e gratuite le vaccinazioni:

    - anti-poliomielitica;
    - anti-difterica;
    - anti-tetanica;
    - anti-epatite B;
    - anti-pertosse;
    - anti-Haemophilus influenzae tipo b;
    - anti-morbillo;
    - anti-rosolia;
    - anti-parotite;
    - anti-varicella.
    Il Ministero della Salute, a decorrere da Agosto 2020 e poi ogni tre anni, può con decreto disporre la cessazione dell'obbligatorietà per una o più vaccinazioni.
    Per gli stessi minori le regioni e le province autonome devono assicurare l'offerta attiva e gratuita di vaccinazioni fortemente raccomandate dal Ministero della salute:
    - anti-meningococcica B;
    - anti-meningococcica C;
    - anti-pneumococcica;
    - anti-rotavirus.
    L'obbligo non sussiste:
    - per coloro che risultano immunizzati a seguito di malattia naturale,... [continua sul sito]
  • Un commento sul rapporto MEF relativo al II trimestre 2018
    Gli ultimi dati forniti dal Ministero dell'Economia e delle finanze sullo stato del contenzioso tributario nel secondo trimestre 2018 e sull'andamento del processo telematico ci offrono la possibilità di fare alcune riflessioni sulle criticità che ancora frenano professionisti, contribuenti e gli stessi enti impositori nell'adozione della piattaforma telematica attiva su tutto il territorio nazionale dal 15 luglio 2017.

    Il contenzioso tributario ancora in calo
    Dati positivi riguardano un generico calo delle controversie tributarie pendenti, un -7,54% a confermare il trend decrescente avviato nel 2012. Sono solo 406.946 infatti le nuove cause promosse da imprese e cittadini contro gli uffici fiscali nel corso del periodo in oggetto. Calano anche le controversie definite dai giudici, registrando un -6,50% arrivando a quota 65.835.

    Il confronto con il II semestre 2017
    Dal raffronto del periodo aprile-giugno 2018 con l'analogo periodo del 2017, le controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio, pari a 62.673, registrano un leggera crescita ma sono sostanzialmente in linea. Nel documento diffuso dal MEF si legge che:
    [continua sul sito]
  • Le novità fiscali della Manovra 2019 e del Decreto Fiscale
    Il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018 ha approvato il Decreto Legge "Disposizioni urgenti in materia fiscale". Tra le principali misure previste il comunicato stampa del Governo evidenzia:

    ROTTAMAZIONE TER - Si prevede, per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata, la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l'esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l'anno e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.


    STRALCIO DEI DEBITI FINO 1000 EURO - Si prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro.


    DEFINIZIONE AGEVOLATA - Sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco. In particolare, si prevede la definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell'Unione europea; delle controversie... [continua sul sito]
  • PRIVACY: sanzioni e definizione agevolata - scadenza del 18 dicembre 2018
    Il Decreto Legislativo 101 del 10 agosto 2018, pubblicato sulla G.U. n. 205 del 4 settembre 2018 ha adeguato la normativa nazionale al Regolamento Europeo 2016/679 (vedi l'articolo pubblicato su questo sito da Valter Franco).

    L'articolo 18 del D.lgs. 101/2018 introduce la possibilità di definire in modo agevolato i procedimenti sanzionatori in essere e, relativamente a tale possibilità, si illustrano schematicamente e sinteticamente i relativi presupposti

    la definizione riguarda gli atti di contestazione immediata di cui alla legge 689/1981 notificati entro il 25 maggio 2018 (non è possibile definire qualora il procedimento sanzionatorio si sia nel frattempo concluso con l'adozione di provvedimento di ordinanza-ingiunzione da parte del Garante);


    l'importo da pagare per la definizione agevolata è pari a due quinti della sanzione minima edittale (vedasi tabella in calce) - qualora nell'atto di constestazione la sanzione sia stata raddoppiata per effetto, ad esempio, della circostanza aggravante di cui all'ex art. 164 bis n. 3 del Codice (ora abrogato), si tiene conto della sola sanzione "base" con versamento dei... [continua sul sito]
  • Gasolio autotrasportatori: riduzione accise III trimestre 2018
    Con nota 103738 del 25 settembre 2018 l'Agenzia delle Dogane ha diramato le istruzioni, il modello ed il software per richiedere il rimborso delle accise sui consumi relativi al III trimestre 2018.
    L'articolo 61 del Decreto Legge 1/2012 ha introdotto modificazioni all'articolo 3 comma 1 del D.P.R. 277/2000 prevedendo che la dichiarazione per fruire del beneficio debba essere presentata entro il termine del mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre solare, pertanto la dichiarazione del III trimestre 2018 dovrà essere presentata entro il 31 ottobre 2018.

    Secondo quanto previsto dalla Legge 28 dicembre 2015 n. 208, articolo 1, comma 645 (Legge di Stabilità 2016) a decorrere dal 2016 il beneficio non spetta per i veicoli di categoria EURO 2 o inferiore (per la classificazione dei veicoli si consulti la tabella classificazione euro): ciò viene richiamato al paragrafo IV della nota. Nel frontespizio della dichiarazione, inoltre, è stata inserita la dicitura "dichiara che il gasolio consumato per cui si chiede il beneficio non è stato impiegato per il rifornimento di veicoli di categoria Euro 2 o inferiore".

    La riduzione delle accise... [continua sul sito]
  • Locazioni commerciali, patti integrativi e nullità per omessa registrazione, sentenza Sezioni Unite Cassazione
    Con una recente sentenza (sentenza n. 23601/2017), le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono intervenute sulla questione se, in tema di contratti di locazione ad uso diverso da quello di abitazione, nell'ipotesi di tardiva registrazione del contestuale e separato accordo recante l'importo del canone maggiorato rispetto a quello indicato nel primo contratto registrato, sia configurabile un'ipotesi di sanatoria di tale nullità, e quindi hanno affrontato la questione se, pur al di là ed a prescindere dalla violazione dell'art. 79 della l. n. 392 del 1978, anche per i contratti di locazione ad uso diverso da abitazione debba farsi - in ipotesi di atti negoziali integranti un mero escamotage per realizzare una finalità di elusione fiscale - applicazione del principio affermato nella citata sentenza del S.U., 17 settembre 2015, n. 18213, con riferimento ai contratti di locazione ad uso abitativo.
    La legge, come noto, impone che il contratto di affitto a uso abitativo sia non solo scritto, ma anche registrato presso l'Agenzia delle Entrate. In caso contrario il contratto è nullo. Pertanto, che succede in caso di omessa registrazione di affitto a uso commerciale?
    Il... [continua sul sito]
  • Notifica postale multe e atti giudiziari, arrivano gli operatori privati. I tempi e le regole
    Nei prossimi mesi le notifiche degli atti giudiziari e delle multe stradali inizieranno ad essere effettuate, oltre che da Poste Italiane, anche da società private (come Nexive, Mail Express etc) munite di un'apposita licenza. E' di Agosto 2017 la norma che ha formalmente sancito la fine del monopolio in questo ambito di Poste italiane, seguita da provvedimenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e in ultimo dal decreto ministeriale che ha reso il tutto realizzabile disciplinando il rilascio delle licenze. Nel frattempo la Legge di Bilancio 2018 ha anche modificato, in vista di questa importante riforma, la normativa italiana relativa alle notifiche postali (1).
    Le regole di notifica rimangono sostanzialmente inalterate ma sono stati fissati requisiti di garanzia che le società private devono rispettare come per esempio la presenza sul territorio di un certo numero di "punti di deposito" dove il destinatario deve recarsi a ritirare gli atti in caso di giacenza degli stessi, nonché i loro orari minimi di apertura. Anche sui tempi di consegna sono stati fissati degli standard di qualità.
    Le buste per le notifiche sono verdi e sulla destra devono riportare la denominazione e il numero di licenza dell'operatore postale, con la specifica "INVIO RACCOMANDATO: NOTIFICAZIONE AI SENSI DELLA LEGGE 890/1982 (ATTO GIUDIZIARIO, VERBALE DI VIOLAZIONE DEL CODICE DELLA STRADA, ETC... [continua sul sito]
  • Verso una nuova economia: la Blockchain
    Spesso associata solamente alle criptomonete, la Blockchain ha un grande valore, non solo nel mondo dei "Bitcoin" ma soprattutto nella gestione di transazioni, scambi di informazioni e dati. Le quattro caratteristiche fondamentale della Blockchain sono:

    Decentralizzazione
    Trasparenza
    Sicurezza
    Immutabilità.

    La Blockchain è, come dice la parola stessa, una catena di blocchi (che contiene transazioni), collegati tra loro in rete. I nodi della Blockchain controllano e approvano tutte le transazioni archiviate nel Blocco e che possono essere modificate solo con l'approvazione dei nodi (immutabilità).

    Ecco che allora la Blockchain diventa un enorme database di transazioni crittografate (su una rete decentralizzata peer-to-peer); non è un un'applicazione, non è un sistema, non è una tecnologia. È un nuovo modo per gestire le informazioni e i dati correlati a transazioni presenti nei blocchi.

    Le transazioni che possono essere gestite su Blockchain sono molteplici: dal payment, alle transazioni di scambio, alla contrattualistica (Smart Contracts).

    La logica delle Blockchain è la logica del database distribuito, i dati non sono memorizzati su un solo computer ma si più computer collegati tra loro e chiamati "nodi".

    I componenti principali... [continua sul sito]
  • L'entrata in vigore della fattura elettronica si avvicina: il confronto tra Fisco e Digitale
    Il 20 settembre si è tenuto a Torino, nello splendido scenario del Teatro Carignano, un convegno per analizzare il rapporto tra amministrazione finanziaria e nuove tecnologie.
    Tanti gli argomenti all'ordine del giorno: la Digital Tax, le Criptovalute, le Blockchain, la Fatturazione Elettronica.

    La giornata, organizzata da Eutekne, è stata un'occasione di confronto tra i maggiori esperti del settore, tra cui Dario Deotto (pubblicista e commercialista), Ernesto Maria Ruffini (avvocato tributarista ed ex Direttore dell'Agenzia Entrate), Vincenzo Visco (professore universitario ed ex Ministro delle Finanze), Enrica Eandi (Vice Presidente di Assosoftware) e Paolo Savini (vice Direttore dell'Agenzia Entrate).

    Dallo stimolante dibattito sono emersi quali sono e saranno i vantaggi che una sempre più digitalizzazione del Fisco potrà portare a contribuenti e professionisti. Sono state altresì trattate le difficoltà che occorrerà affrontare e le semplificazioni necessarie.
    La fattura elettronica è ormai una realtà concreta ma i cambiamenti previsti e le novità in materia fiscale sono molte e il diritto dovrà seguire sempre più la strada della... [continua sul sito]
  • Il curatore fallimentare non è il legale rappresentante
    Pare una banalità scrivere che il curatore fallimentare non è il legale rappresentante del soggetto fallito. Tuttavia questo concetto, per quanto semplice, qualche volta viene dimenticato. E' successo che cartelle di pagamento riferite a tributi dovuti dal soggetto fallito fossero notificate al curatore con indicazione del codice fiscale di quest'ultimo e, in alcuni casi, senza alcuna indicazione del soggetto fallito. Le implicazioni di ciò sono notevoli: il curatore si trova a dover chiedere l'annullamento in autotutela dell'atto e, se ciò non avviene, addirittura ricorrere presso la Commissione Tributaria, con conseguenti perdite di tempo e spese legali.

    Il Curatore fallimentare non assume mai la qualifica di legale rappresentante del soggetto fallito (persona fisica o società), né è responsabile per i debiti di quest'ultimo. Egli agisce unicamente in veste di ausiliario del Giudice per la liquidazione dell'attivo e la ripartizione del ricavato tra i creditori aventi diritto nel rispetto della par condicio creditorum.
    Solo in relazione a tale ruolo diventa sostituto del fallito, con i poteri e le finalità stabiliti dalla legge fallimentare.

    Il fallimento determina lo spossessamento generale dei beni in capo al debitore, nell'interesse dei creditori, al fine del soddisfacimento degli stessi in modo concorsuale. A tale... [continua sul sito]
  • Privacy: dlgs. 101/2018 in vigore dal 19/9/2018. Adeguamento al GDPR
    E' stato pubblicato sulla GU del 4/9/2018 il decreto legislativo n. 101, di adeguamento al Regolamento Europeo 2016/679, che entrerà in vigore il prossimo 19 settembre; con il suindicato dlgs. non viene abrogato il D.lgs. 196/2003 ma integrato e modificato, così come indicato nell'articolo 2/196.

    "Il presente codice reca disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento nazionale alle disposizioni del regolamento."

    Di seguito le principali novità; l'indicazione di articoli si riferisce al D.lgs. 101/2018 - Nota = appunti di studio - RE = Regolamento Europeo



    Autorità di controllo nazionale - art. 2
    L'Autorita' di controllo di cui all'articolo 51 del regolamento e' individuata nel Garante per la protezione dei dati personali, di seguito «Garante», di cui all'articolo 153


    Definizione di comunicazione dei dati - art. 2
    il dare conoscenza dei dati personali a uno o piu' soggetti determinati diversi dall'interessato, dal rappresentante del titolare nel territorio dell'Unione europea, dal responsabile o dal suo rappresentante nel territorio dell'Unione... [continua sul sito]
  • Terreni affrancati venduti ad un prezzo inferiore - Assurde problematiche
    E' molto frequente il caso di vendita di un terreno ad un prezzo inferiore a quanto a suo tempo affrancato.

    Che fare?

    Logica vorrebbe che se si è affrancato il terreno ad un valore più alto, nessuna conseguenza tributaria ne possa derivare, vendendolo ad un prezzo inferiore. Ma non è così, per l'Amministrazione Finanziaria.

    Con la circolare numero 1 del 15 febbraio 2013, paragrafo 4.1), l'Amministrazione Finanziaria ha ammesso una soluzione molto discutibile, una sorta di meccanismo di "prezzo valore", per cui:

    nell'atto di vendita sono da indicare sia il corrispettivo che il maggior valore di perizia;
    il venditore non perde i benefici della rivalutazione (benefici che, invece, vengono meno se la doppia indicazione non ha luogo) e non realizza alcuna plusvalenza, essendo il primo termine inferiore al secondo;
    le imposte di registro, ipotecaria e catastale, a carico dell'acquirente, sono però liquidate sul maggior valore di perizia.

    Esiste anche una soluzione alternativa: redigere una nuova perizia, al ribasso (si può vedere l'esempio di cui alla circolare 20/2016 ed anche... [continua sul sito]
  • In partenza il nuovo 'conto di base': caratteristiche e beneficiari
    Dal 19/8/2018 sono applicabili le norme che hanno istituito il nuovo "conto di base", un conto corrente destinato a consumatori e pensionati con caratteristiche uniformi in termini di numero di operazioni annuali massime eseguibili a fronte del pagamento di un canone annuale omnicomprensivo o -per alcune categorie di clienti- fruendo della totale gratuità anche rispetto all'imposta di bollo (1). Le banche, le Poste e gli istituti di moneta elettronica e di pagamento sono obbligati ad offrire, tra gli altri, questo tipo di conto alle condizioni fissate dalle normative. La nuova versione va a sostituire, ampliando la categoria dei beneficiari, quella vecchia istituita nel 2012 grazie al Dl 201/2011 e alla successiva Convenzione Abi/Poste/Banca d'Italia/Min.Economia firmata nel 2012 e poi rinnovata nel 2014. I vecchi "conti base" possono essere convertiti dalle banche nei nuovi, avvisando il cliente.
    La versione standard che prevede il pagamento di un canone annuo omnicomprensivo è accessibile a tutti mentre le versioni gratuite sono riservate a consumatori a basso reddito (con ISEE inferiore a 11.600 euro) e a pensionati (con trattamenti di importo lordo annuo fino a 18.000 euro).
    In futuro saranno disponibili siti web per il confronto delle offerte esistenti sul mercato.
    Tutte le informazioni si trovano nella scheda pratica Conto di base: caratteristiche e beneficiari.
    (1) Testo Unico Bancario (TUB, D.lgs.385/93) sezione III (artt. 126-noviesdecies e seguenti) così come modificata dal D.lgs.37/2017 di recepimento della Direttiva 2014/92/UE;... [continua sul sito]
  • Studi settore: quando il cervello è troppo... elettronico
    Incrocio dei dati negli studi di settore del 2016 di due società che esercitano l'attività di poliambulatorio medico (in pratica fanno solo visite specialistiche a pazienti, più qualche esame diagnostico): hai dichiarato di sostenere spese per canoni di locazione di immobili e non hai indicato la superficie utilizzata per l'esercizio dell'attività, se vuoi metterti a posto fai il ravvedimento operoso, sennò rischi un controllo.

    Scarica il software relativo agli studi di settore, compila ed invia telematicamente con la risposta:

    lo studio di settore richiede unicamente la superficie utilizzata per l'attività di dialisi, oppure per l'attività di analisi, attività che non vengono esercitate dal contribuente.
    La stessa cosa per una ditta che esercita l'attività di autolavaggio: manca la superficie, peccato che la superficie da indicare sia quella destinata ad autorimessa o parcheggio, visto che lo studio di settore ricomprende più codici di attività, compresi quelli relative, appunto, ad autorimessa o parcheggio.

    Forse ci stiamo dimenticando che non si può affidare ad un computer il fare tutto, il non verificare a priori con la propria testa il funzionamento di procedure standardizzate, anche solamente per considerare che sono stati spesi soldi dei contribuenti per mandare una comunicazione che non ha ragione di esistere, poi soldi del contribuente per scaricare software, desktop telematici e quant'altro per poter rispondere ad una comunicazione completamente infondata.

    Vedremo poi cosa accadrà e cosa sta accadendo con la fatturazione... [continua sul sito]
  • Il Bonus Pubblicità diventa operativo: un'imperdibile occasione per la tua pubblicità con AteneoWeb
    Il 24 luglio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm 16 maggio 2018 n. 90 contenente la disciplina dei criteri e delle modalità per il riconoscimento degli incentivi fiscali relativi agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Ricordiamo i principali aspetti dell'agevolazione:


    beneficiari: imprese o lavoratori autonomi, indipendentemente dalla natura giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, nonché enti non commerciali;


    investimenti agevolabili: investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, effettuati dal 1° gennaio 2018, il cui valore superi di almeno l'1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell'anno precedente (investimenti incrementali); sono inoltre altresì agevolabili gli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, effettuati dal 24 giugno al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell'1% l'ammontare degli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel 2016;


    misura dell'agevolazione: il credito d'imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start... [continua sul sito]
  • Telefonia e pay tv. Conciliazione obbligatoria e definizione delle controversie davanti al Corecom
    Quando si ha una controversia in ambito di telefonia o tv a pagamento (addebiti ingiusti, malfunzionamento del servizio etc.) la prima cosa da fare è inviare un reclamo scritto (messa in mora) direttamente al gestore. Spesso però il gestore non solo non risolve il problema, ma neanche risponde. Cosa fare?
    Se quindi il reclamo non viene accolto o addirittura ignorato, per far valere i propri diritti è necessario procedere con un tentativo di conciliazione prima di agire in giudizio. La conciliazione può essere esperita presso un organismo di mediazione a pagamento (Camera di Commercio etc.), oppure gratuitamente presso il Corecom della propria regione.
    Se la conciliazione va a buon fine, ovvero se l'utente e il gestore trovano un accordo soddisfacente per entrambi, verrà redatto un verbale dal conciliatore Corecom che sarà vincolante al pari di una sentenza. Se invece la conciliazione non va a buon fine, si potrà nuovamente ricorrere gratuitamente al Corecom (o all'Agcom) per la definizione della controversia, o in alternativa si potrà fare causa al giudice ordinario.

    In breve, per le controversie telefoniche o pay tv, questo è il percorso da seguire per arrivare ad una soluzione:
    1. inviare un reclamo scritto al gestore;
    2. tentativo di conciliazione al Corecom (consigliabile) oppure presso altro organismo autorizzato
    3. definizione al Corecom (o all'Agcom), oppure causa al giudice ordinario
    La conciliazione e... [continua sul sito]

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